Aloha

Vi ringrazio tantissimo per le mail e i messaggi.
So che non sto aggiornando il blog. Va tutto bene, ho solo altro da fare :)

Ghettotutorial: gli sfondi

Come promesso, è in linea un nuovo capitolo di ghettofotografia. Sarà suddiviso in diversi post perché se mi annoio io a scriverlo immagino voi a leggerlo…
Lo trovate QUI.

E poi finalmente posso ufficialmente rivelare quello che -piu’ per scaramanzia che altro- ho dovuto tenere per me nelle ultime settimane.
A giugno David Hobby aveva postato sul sito un annuncio per trovare due collaboratori: uno per l’Europa e uno per l’Asia. Io sono la persona che è stata scelta per rappresentare l’Europa (*glom*) e il mio compito è essenzialmente quello di passare un sacco di tempo su Internet a guardare foto e poi contattare i miei fotografi preferiti per tempestarli di domande. Essenzialmente quello che facevo anche prima, senza essere pagata.
Oggi è stato pubblicato il mio primo articolo e devo ammettere di essere un po’ emozionata perché David è più o meno il mio supereroe e lavorare con lui in queste settimane mi ha fatto capire che se ci sono stati errori di valutazione sono stati per difetto.
Difficilmente ho avuto a che fare con persone più competenti, generose e dotate di senso dell’umorismo.

Buon ferragosto gente!!

Mi piace fare foto al mio gatto quindi lavorero’ per National Geographic

Intanto volevo ringraziare tutti per le mail e i messaggi di incoraggiamento per la spalla.
Proseguo con la mia ora e mezzo di esercizi di riabilitazione al giorno, sono diventata molto amica della borsa del ghiaccio e sapro’ dopo il 6 settembre quando potro’ ricominciare a lavorare. E’ come essere in vacanza ma senza il mare, senza il sole e con l’umore gioviale di un gatto randagio a bordo strada durante un temporale. Non quello carino della pubblicita’ della Barilla, uno di quelli senza una zampa e spelacchiati.

Nel frattempo vi segnalo un post fantastico scritto da John Stanmeyer, il primo di una serie su cosa significhi essere un fotografo per il National Geographic. Siccome ultimamente mi e’ capitato di parlare con un paio di persone convinte che lo sbocco professionale per le foto di macro scattate nel giardino di casa sia NGM, vi consiglio una lettura attenta.

Ho anche ricevuto diverse mail di persone che lamentano di non poter fare foto perche’ non hanno uno studio e in casa non hanno spazio per montare un fondale e mi chiedono informazioni sugli studi a noleggio. Evito di rispondervi singolarmente e tra oggi e domani vedo di mettere insieme un ghettotutorial sul perche’ l’affermazione di cui sopra mi fa agitare il pugno chiuso al cielo (il sinistro, pero’). Se avete domande specifiche che riguardino fondali e sfondi, mettetele nei commenti e vedo di incorporarle il piu’ possibile.

Nel frattempo vi segnalo anche il nuovo articolo sul blog del corriere. Sciau.

Inizia il conto alla rovescia

Biglietti aerei: presi.
Appartamento: confermato.

Non resta che aspettare

nonsitornaindietro.com trailer from papermoustache on Vimeo.

Aggiornamenti dal fronte

Con la spalla fuori uso le mie giornate sono un po’ piu’ noiose.
Rimandati tutti i servizi fotografici, sto finalmente rimettendomi in pari con la post produzione arretrata, i documenti per il commercialista non sono mai stati cosi’ in ordine e un paio di volte al giorno mi passo la mia mezz’oretta a pancia in giu’ sul tavolo della cucina a dondolare il mio pesetto.

Nel frattempo Ale ha approfittato di avermi con le chiappe inchiodate a una sedia (si fa per dire, visto che in studio lavoro seduta sulla fitball) e abbiamo lavorato al nuovo sito di Papermoustache.
La cosa probabilmente piu’ divertente e’ il photobooth: se avete una webcam attaccata al computer potete passare ore di puro divertimento. e visto che abbiamo fatto stampare t-shirt e bandane, non vediamo l’ora di fare i concorsi a tema.
Perche’ niente dice “siamo persone serie e professionali” come avere sul sito una gallery di persone vestite da messicani per la settimana del burrito.

Bronx Boys su photobackstage

L’estate e’ sempre un periodo strano, per me. Si ridefiniscono gli obiettivi, si recuperano le forze e ci si prepara all’anno nuovo che, da quando avevo 6 anni, comincia a settembre.
Ci sono un bel po’ di cose in ballo e vedremo dove portano, ma nel frattempo  ho ufficialmente iniziato la mia coabitazione con Settimio Benedusi nel suo spazio su corriere.it.

E’ uno spazio grosso, decisamente piu’ ufficiale di questo e mi e’ stata data piena liberta’ di manovra. Per cui dopo aver passato almeno un quarto d’ora a chiedermi se fosse o meno il caso di usare il termine “bimbominchia” e aver deciso che posso anche mettermi la coroncina, ma non saro’ mai una principessa, ho appena premuto il tasto invia sul primo articolo, che parla del nuovo progetto di Stephen Shane.

Lo trovate QUI. Nel frattempo un grazie di cuore a Settimio per avermi coinvolto. Sara’ l’occasione di passare meno tempo su 9gag e piu’ tempo a guardare foto vere.

Il post estivo da leggere sotto l’ombrellone.

In questi giorni rallentati dall’afa mi sono capitate in mano un sacco di riviste e noto sempre di piu’ una qualita’ discutibile delle foto pubblicate, su cui viene spalmata una post produzione terribile.
Il primo esempio che mi viene in mente sono le foto scattate a Monica Bellucci per Elle France (Elle, non TV sette): fanno venire voglia di rintracciare il ritoccatore e prenderlo a schiaffi con una grattugia.

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Nuovo ghettotutorial: Separazione di frequenza

ciao gente dell’Internet!
Negli ultimi giorni sono stata particolarmente assente e nei prossimi dovrei essere ancora piu’ altrove. Per la prima volta da quando ho cominciato a navigare su Internet (parliamo del 1997, qui) c’e’ stato un momento in cui ho pensato di mandare tutto a quel paese e tornare a comunicare via piccione.
Il social network di base non sono una brutta idea, ma una delle cose belle di Internet per una persona non particolarmente socievole e’ che ti permette di evitare i contatti con l’umanita’ e diventa difficile quando comunicare con l’umanità sembra essere diventato lo scopo principale di internet (che vorrei ricordarvi e’ scaricare musica e film illegalmente e avere accesso illimitato alla pornografia).

Pero’ visto che nel frattempo mi sono resa conto di non fare un tutorial dall’alba dei tempi, ho pensato che ad alcuni di voi potrebbe interessare il discorso della separazione di frequenza per il fotoritocco della pelle.
Teoricamente e’ una cosa avanzata. La verità e’ che se anche vi limitate a copiare i valori e fare quello che dico come una scimmietta ammaestrata, e’ un modo veloce per ritoccare i difetti della pelle in modo qualitativamente elevato e vi risparmia un sacco di lavoro con mezzi piu’ semplici.
Vedete voi.

Splitscreen: A love story

Splitscreen: A Love Story from JW Griffiths on Vimeo.

È stato girato completamente con cellulari Nokia, ed e’ delizioso.

Stellar | Ignacio Torres

Sulle linee di quello di cui avevo parlato qualche tempo fa, volevo condividere il lavoro di Ignacio Torres, fotografo Texano.
Partendo dall’idea che gli uomini siano composti di polvere di stelle, Ignacio ha ricreato delle galassie in miniatura, usando semplicemente della polvere e dei coriandoli riflettenti e sparando il flash in modo brutale. L’uso dell’animazione per rendere la tridimensionalità spaziale -secondo me- e’ un piccolo colpo di genio.
Ovvio, sono foto che non sono pensate per una rivista in termini tradizionali. Ma ci sono sempre piu’ magazine che dei termini tradizionali se ne fanno poco (iPad, anyone?) e lavori del genere secondo me riescono ad essere anche piu’ efficaci dei filmati, perche’ mantengono la qualita’ di un’illustrazione fotografica aggiungendo un po’ di magia.
Non tutto quello che fa mi piace allo stesso modo, ma quello che trovo interessante e’ il modo in cui sperimenta attorno a una serie di concetti, usando fotografia, video e gif animate come se fossero semplicemente pennelli diversi.

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Artfarm Pilastro: resoconto

Artfarm Pilastro from bruko on Vimeo.

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Artfarm Pilastro + un’idea malsana

Se siete dalle parti di Verona, venerdi’ sera, potreste approfittarne per fare un salto ad Artfarm Pilastro.
Barbara, Monica ed io esporremo una mostra a testa e allo stesso prezzo vi portate a casa la mostra delle foto che abbiamo fatto assieme. E in piu’ ci sara’ un sacco di altra roba.
Io esporro’ le foto del tema della settimana (+ qualche originale, perche’ il mondo ha bisogno di porcate di cartone).

Poi l’altro giorno, in preparazione a Rock in Idrho, Ale ed io abbiamo guardato “Back and Forth”, il documentario sui Foo Fighters. Siccome e’ stato registrato nel garage di Dave -quanto sei bellebbravo- Grohl, per fare promozione all’album sono andati a suonare nei garage della gente.
Siccome come sempre non so che accidenti farmene delle stampe che uso per le mostre, mi e’ venuto in mente che potrebbe essere figo fare una cosa simile. Tipo trovare una manciata di persone che vogliono una mostra a casa propria. Io vi mando le stampe, voi ve le tenete un mese e le fate vedere a vostro nonno, le appendete in salotto e in bagno o le tenete in un armadio e poi le spedite al tizio successivo del tour. Nel frattempo mi mandate un paio di foto dell’allestimento e io sono contenta perche’ ci sara’ anche  chi espone al Moma, ma vuoi mettere?

C’e’ qualcuno li’ fuori che la trova un’idea divertente almeno la meta’ di quello che sembra divertente a me?

12:31

12:31 è un progetto magnifico nato dalla collaborazione di due persone: Croix Gagnon, che ha pensato al concept, e Frank Schott, che ha scattato le foto.

Joseph Paul Jernigan era un assassino Texano, condannato a morte e ucciso tramite iniezione letale alle 12:31 del 5 agosto 1993.
Aveva donato il suo corpo alla scienza e ne è stata fatta una scansione che e’ stata montata in un filmato (che potete vedere dietro il cut) che e’ stato usato per creare dei lightpainting magnifici, che riportano in vita il fantasma di Jernigan.

Ovviamente ci sono state critiche sull’utilizzo delle scansioni di un cadavere per fare una cosa del genere, ma visto che il mio muscolo morale si deve essere atrofizzato nel corso degli anni, lascio a voi le conclusioni. Io le trovo semplicemente delle foto splendide anche senza sapere la storia.

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Fotogiornalismo da divano

Michael Wolf ha passato una quantità allucinante di ore davanti allo street view di Google Maps cercando immagini che potessero rientrare in un progetto di fotogiornalismo un po’ particolare: ogni volta che si è imbattuto in una scena particolare ripresa dai camioncini di google, ha fotografato lo schermo del computer, creando una serie di immagini che gli e’ valsa una menzione d’onore per il World Press Photo.

Come per qualsiasi progetto con una forte componente ossessivo-compulsiva, io ne sono innamorata. Ovviamente i fotogiornalisti “very” ne sono scandalizzati.
La verita’ -vista dai miei occhi- e’ che vale tutto. Non c’e’ abbastanza gente che spinge i limiti della “fotografia” in modo altrettanto intelligente. Anche perche’ io avrei da ridire su quello che a volte e’ considerato fotografia “legittima”

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Cronache dal Workshop – Parte 1

Workshop sul ritratto 2011 on Vimeo.

Visto che Francesco ha appena finito di montare il video sul uorchsciop, lo condivido in modo che possiate dare un’occhiata dallo spioncino.
Alla fine troverete le foto dei partecipanti così come sono state consegnate, senza essere state passate in photoshop. Nel post che seguirà userò le versioni “finali”, dove ci sono, ma la verità e’ che sono tutte foto fatte con la macchina fotografica, piu’ che con il computer.
Ma prima di entrare nel dettaglio  della seconda giornata, che credo sia stata quella piu’ delirante, ne approfitto anche per postare le foto di Giorgia scattate da me, come alcuni di voi avevano chiesto.

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Slideluck Potshow in contumacia

Layers from bruko on Vimeo.

Avere un catorcio di macchina e vivere in una tratta che le ferrovie dello stato schifano non aiuta ad andare dove si vuole quando si vuole, per cui io a Milano non c’ero. Ma visto che un paio di persone mi hanno chiesto di vedere lo slideshow che avevo mandato (immagino dopo aver letto il post di Barbara sulla serata), lo posto qui. Niente di trascendentale; mi sarebbe piaciuto avere un po’ piu’ tempo da dedicarci, ma ormai mi sono rassegnata all’evidenza che non avro’ mai tutto il tempo che voglio per fare tutte le cose che voglio.

Tra l’altro le foto del tema delle settimane saranno in mostra il 24 giugno presso Artfarm Pilastro una location decisamente particolare tra stalle, essicatoio del tabacco e porcilaia, a Pilastro, frazione di Bonavigo in provincia di Verona.
Assieme alle mie foto ci saranno quelle di Barbara e Monica e quelle che abbiamo scattato per il nostro progetto comune.

Ah. Portate le chiappe a votare. Non c’entra niente, ma fatelo lo stesso.

Barbara Fiorio a Bassano

Questo venerdi’ alle 18:30 Barbara Fiorio sara’ al Caffe’ dei Libri di Vicolo Gamba e presentera’

Chanel non fa scarpette di cristallo

(se non l’avete ancora letto, fatelo. Anzi no. Venite a Bassano, compratelo e poi leggetelo)

Con lei ci saremo io, Ale, Checco e speriamo un sacco di altre persone. Se siete in zona, passate a salutarci. Se non siete in zona, venite in zona. E’ stagione di ciliegie, io non dico altro.

48 ore di pura follia

Sono in condizioni che definire pietoso e’ gentile. Mi sta finalmente scendendo l’adrenalina e mi sto trasformando in una purea di essere umano. Ma prima di crollare del tutto volevo ringraziare tutti quelli che hanno reso le ultime 48 ore una temporanea sospensione di sanita’ mentale.
Faccio sinceramente fatica a trovare le parole per esprimere come mi sento adesso; sono su di giri, infinitamente grata, esausta, felice, colpita, orgogliosa di quello che e’ stato fatto, sazia. Sono contenta di essere arrivata in fondo viva e vagamente rintronata.
Per il resoconto del workshop dovrete aspettare un po’: aspetto che Francesco metta assieme il filmato e che chi ha scattato foto di backstage ce le mandi (ma intanto se volete leggere i suoi pensieri sul weekend li trovate qui)

Per darvi un’idea di quello che e’ successo, vi basti sapere che e’ stato aperto un’idrante, sono stati usati dei fumogeni, c’era gente che saltava divani messi in mezzo alla strada, gente nuda che correva in mezzo a un campo, gente con la faccia dipinta di nero (che e’ tornata in abergo con la faccia dipinta di nero), gente con la parrucca di raffaella carra’, gente che ha fatto le foto, poi ha perso tutte le foto e poi ha recuperato tutte le foto.

In tutto questo Giorgia Carissimi ha fatto un lavoro strepitoso e sono ufficialmente innamorata di lei. È bravissima, bellissima e soprattutto e’ una persona che e’ meraviglioso avere attorno.
Grazie a tutti, di cuore. E fatemi sapere se siete arrivati a casa sani e salvi, che qui ci si preoccupa.

Delirio pre-workshop

Un giorno riusciro’ a preparare un workshop settimane prima della data di scadenza. E quando lo faro’, sara’ probabilmente per scoprire che il workshop nel frattempo ha cambiato argomento.
Una delle cose piu’ strane del mio lavoro e’ che non e’ mai passato il momento dell’universita’, in cui si alternano momenti di fancazzismo piu’ bieco a periodi di delirio totale a ridosso delle scadenze.

“Ma non potete semplicemente usare il materiale dell’anno scorso?”  Chiederanno i piu’ furbi.
In realta’ no. Perche’ ho lo span di attenzione di un pesce rosso e mi annoio a ripetere 8 ore della mia vita passata, ma soprattutto perche’ ci saranno 2 persone che c’erano anche l’anno scorso e non vogliamo che dormano sonni tranquilli pensando di sapere cosa succedera’.

Nel frattempo stiamo anche cercando modi di farvi partecipare anche se non siete potuti venire.
L’hashtag che useremo su twitter e’ #landoparolin. Ma soprattutto vi lasceremo sbirciare dal buco della serratura.
DigitalPro ci ha messo a disposizione una webcam fiquissima e ci piacerebbe mandare in streaming (video) almeno la parte del pomeriggio di sabato, in cui io e Francesco scattiamo con Giorgia. Mentre scatta Francesco, io saro’ li’ a scaccolarmi in video e rispondere alle vostre domande per un po’ e mentre scatto io ci sara’ Francesco a fare altrettanto.
Questo nelle intenzioni, ma il buon Murphy insegna che probabilmente inciampero’ nel cavo e mi rompero’ una gamba trascinando con me migliaia di euro di attrezzatura. È un esperimento. Vediamo se funziona.

Adesso nanna, che domani sono nella terra del maiale.

Cronache da San Servolo

Siamo appena tornati da una due giorni di lavoro a San Servolo per VIU e al ritorno stavamo discutendo di come solo un paio d’anni fa per me sarebbe stato impossibile gestire un lavoro di queste proporzioni e ho pensato che potesse essere interessante dare un’occhiata al dietro le quinte, per avere un’idea di cosa succede quando andiamo in trasferta.
Non e’ un tutorial, ma in genere a me piace leggere i resoconti di guerra degli altri fotografi perche’ qui e li’ ci sono informazioni utili, per cui contribuisco.

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