Workshop a Cagliari e documentari

Mi comunicano dall’alto che per il workshop di Cagliari del 25-26 aprile di sono liberati due posti all’ultimo momento. Se dopo Pasqua avete bisogno di una minivacanza in un posto meraviglioso, venite a giocare con noi (e aggiungete un paio di giorni in coda, perché se pensate di fare vacanza a uno dei miei workshop pensate male…).
Ho saputo che la modella che lavorerà con noi sarà Vanessa Barrui. Non vedo l’ora di averla davanti alla macchina fotografica!!!

vanessa-barrui

Nota a margine. Nelle ultime settimane ho dovuto passare una quantità abnorme di ore a post-produrre foto e se da un lato mi stanno andando assieme gli occhi, dall’altro ho avuto l’occasione di guardare un po’ di cose interessanti.

1) La prima è una serie in cui Mark Seliger intervista fotografi famosi e famosi che fanno foto. Questa ad esempio è la puntata in cui scopro che Helena Christensen -la modella- fa anche delle gran foto

2) Un documentario su Avendon. Tolti i momenti in cui chi monta il filmato decide di sovrapporre diverse voci a cavolo, è fatto molto bene. Ho capito che vuoi dare il senso del suo essere un artista discusso, ma per chi guarda un filmato su youtube la sensazione è quella che sia partito un video in un’altra finestra

3) Un documentario su Newton. Col tempo ho fatto pace con Richardson, Newton ancora non mi va giù. Per quanto ne riconosca il valore, ho una repulsione viscerale per le sue foto e la sua persona.
Quando trovo un fotografo che non mi piace, passo un sacco di tempo a cercare di capire perché, perché in genere è un’indicazione importante su quello che voglio fare io come fotografa. Ad ogni modo, questo è un bel documentario.

Bonus track: al momento sto guardando un po’ di questi videocast. Alcuni sono interessanti, altri meno. Ma ce ne sono parecchi, avete scelta. Se invece volete guardare qualcosa di interessante e diverso dalla fotografia, vi consiglio caldamente questa lecture di Brian Cox. Non fatevi spaventare dall’argomento: quest’uomo è in grado di rendere la fisica interessante e comprensibile anche per i comuni mortali.

One Light 2.0 – recensione e codice di sconto

La settimana scorsa Zack ha buttato fuori la versione 2.0 del suo vecchio dvd “One Light”, un tutorial di 7 ore sull’uso del flash e di tutto quello che si può fare con una sola luce e dei modificatori.
Per quanto io ormai sia abbastanza a mio agio con un flash in mano (anche se ritengo di avere ancora parecchio da imparare),  ho comunque comprato il corso quando era ancora in pre-ordine, perché sinceramente 50 dollari (adesso 75) per una marea di contenuti presentati da uno bravo a insegnare sono una cosa che mi interessa avere.

Inoltre ho un sacco di gente che mi chiede informazioni sull’uso del flash e anche se di solito li mando a leggersi la serie lighting 101 scritta da David Hobby, mi rendo conto che per alcuni è più facile guardare che leggere e avere a portata di link una risorsa valida e a un prezzo accessibile è una cosa buona
[NOTA: PER CHI LEGGE C'E' IL 30% DI SCONTO USANDO IL CODICE A FINE POST, per cui prima di lanciarvi a comprare, andate in fondo]

IL FORMATO

Grazie al cielo nel 2014 è finita l’era del “ti mando a casa un dvd fisico che il postino spezza a metà perché le poste italiane odiano tutti” e l’intero ambaradan è costituito di 6 parti da scaricare.
I file pesano (parliamo di un complessivo di più di 18 giga, spezzettato in 12 file), dal momento che sono in 1920×1080. Questo significa che vi ci vorrà un po’ di tempo prima di avere tutto il malloppo se non avete una connessione fantastica, ma mettete il programma che usate per scaricare i torrent in pausa per una notte o due e non dovreste avere grossi problemi.

PARTE 1: ATTREZZATURA

Imparare a usare un flash è meno difficile di quello che sembra all’inizio, quando si trovano un sacco di tutorial pieni di numeri e viene voglia di rannicchiarsi in posizione fetale.
Come scelgo un flash? Che tipo di modificatori ci sono? Come lo sincronizzo alla macchina fotografica?
Per chi ha lo span di attenzione di un pesce rosso, odia le informazioni tecniche e vuole essere intrattenuto, questa parte e la successiva possono risultare un po’ pallose, ma sono necessarie.
Secondo me Zack fa un ottimo lavoro nell’essere più specifico possibile senza smettere di essere molto chiaro.
Per un principiante è importante cominciare a capire che differenza c’è tra un flash a slitta e un flash da studio e quali sono i motivi di comprare uno piuttosto che l’altro, per fare un esempio.

Chi ama parlare di attrezzatura sarà particolarmente felice di quanto è esauriente.
L’unica pecca è che -ovviamente- lui fa riferimento a marche di facile accesso per gli americani, non necessariamente per noi. Prendete le informazioni che vengono date, cercate di capire quello che c’è sotto e poi passate del buon tempo a fare domande nei forum di fotografia, che di gente che adora confrontare pezzi di attrezzatura ce n’è davvero tanta, su Internet.
Non chiedete a me, io ho una vagina.

PARTE 2: ESPOSIZIONE

Questa secondo me è la parte più importante per chi comincia a giocare col flash: capire come controllare la luce (l’idea che il flash sia controllato dall’apertura e la luce ambiente dai tempi non è così ovvia, e io ci ho litigato parecchio all’inizio). I concetti tecnici sono spiegati in modo davvero molto chiaro con l’aiuto di Carl, lo scoiattolo impagliato (e di un manichino. Ma io voto Carl)
Per quanto sia tutto molto visuale e chiaro, chi è davvero all’inizio potrebbe aver bisogno di riguardare questa parte un paio di volte (o tre), magari facendo un po’ di prove tra una visione e la successiva: fino a quando non vi trovate a bestemmiare i vostri antenati con un flash in mano, non siete sicuri di aver capito davvero come funziona. In realtà lo trovo molto comodo anche come ripasso per chi conosce già la teoria: cercate di anticipare cosa succede prima che si veda la foto-risultato.
C’è la possibilità di trasformare questa cosa in un drinking game, immagino.

PARTE 3: SHOOT A

Si passa finalmente a vedere l’azione. In questa parte Zack fotografa Eryn su fondo grigio, mostrando la differenza tra diversi modificatori e soprattutto mostrando il modo in cui muovere un modificatore cambia un’immagine in modi anche drastici.
Queste prime tre parti sono in bianco e nero: dal momento che si sta parlando di qualità della luce ha senso ed evita distrazioni inutili.

PARTE 4: SHOOT B

Si passa al colore. In questa sezione viene fotografato Blair Crimmins in location. Secondo me è forse la parte più interessante per chi vuole giocare coi flash, perché mostra quanto la possibilità di modificare la luce crei qualcosa di completamente diverso da quello che vedono gli occhi entrando in una stanza. E’ quello che per me ha fatto la differenza quando ho cominciato a lavorare come fotografa: non si tratta più solo di catturare qualcosa, ma di crearlo.

La cosa interessante è vedere il modo in cui le foto di evolvono e il tipo di aggiustamenti che vengono fatti tra uno scatto e l’altro. La fotografia è soprattutto l’arte di risolvere i problemi e trovo estremamente utile la decisione di mostrare gli scatti “sbagliati” che portano allo scatto finale, piuttosto che mostrare una foto fighissima e tagliare tutto quello che va storto in mezzo.

PARTE 5: SHOOT C

Per finire, Zack fotografa il gruppo “Today The Moon Tomorrow The Sun”, in studio e in esterni. Illuminare più persone con un solo flash porta a tutta una serie di mal di testa che sono facilmente risolvibili se si capisce come sfruttare le proprietà fisiche della luce. La buona notizia è che non serve studiare fisica.
Le foto sono fatte con un setup abbastanza semplice, ma è interessante anche vedere come dirigere diversi soggetti contemporaneamente e convincerli a stare in posizione fino a quando non si arriva alla foto che si vuole. Il 90% degli aspiranti fotografi si ferma troppo presto, per evitare di mettere a disagio chi è davanti alla macchina fotografica, dimenticandosi del fatto che se qualcuno ha accettato di posare per noi è perché vuole portare a casa una bella foto.

PARTE 6: END

In quest’ultima parte Zack discute le immagini e spiega quello che gli piace, quello che avrebbe fatto diversamente… i miei fotografi pigri probabilmente hanno un brivido lungo la schiena leggendo questa frase, perché è quello che sono costretti a fare ogni settimana. La differenza tra un fotografo che rimane mediocre a lungo e un fotografo che cresce con le proprie immagini è che il secondo guarda le proprie immagini con occhio critico e le usa come scuola per crescere e migliorare

DIFFERENZE COL VECCHIO DVD:

La qualità della produzione è parecchi metri sopra. Per quanto l’aria casalinga dei primi dvd avesse un suo fascino, si vede che nel corso degli anni Zack è cresciuto parecchio come fotografo. Le informazioni iniziali sono bene o male le stesse (nel frattempo la fisica ottica non è cambiata e la luce è sempre luce), anche se la parte di attrezzatura è ovviamente aggiornata. Personalmente trovo che siano le parti in cui Zack scatta che rendono sensato l’acquisto del corso anche se avete già il primo, perché la cosa interessante da vedere per me è  guardare come un altro fotografo lavora e come funziona la sua testa con una macchina fotografica in mano.. che è poi quello che mi fa decidere se partecipare o meno a un workshop

VALE LA PENA COMPRARLO?

Trovo siano soldi spesi benissimo per chi vorrebbe imparare a usare un flash e non sa da che parte cominciare, ma anche e soprattutto per chi sta muovendo i primi passi ed è convinto che se le sue foto fanno schifo è perché ha bisogno di altri 3 flash e 15 modificatori. Chi mangia pane e flash a colazione potrebbe trovarlo non abbastanza avanzato, ma come scrivevo può valere la pena comprarlo anche solo per le sessioni di scatto. O potete comunque salvarvi il link e mandarlo a vostro zio che vi rompe l’anima facendovi domande tecniche che vi fanno venire voglia di prendere a testate lo spigolo di un muro.
Ovviamente è in inglese. Per cui se non parlate una parola di inglese consiglierei di mettere da parte i 50 euro e pagarvi un paio di lezioni di inglese.

Anzi, meno… perché Zack mi ha gentilmente dato un codice sconto per chi legge questo blog:

Fino al 1 GIUGNO, se usate il codice kidwhoshits potete acquistare One Light 2.0 con il 30% di sconto.

Vuol dire che pagate il corso una trentina di euro. E’ il costo di un libro o di una cena per due in un ristorante scarso: cucinate la cena per vostra moglie e fingete che sia un gesto romantico

Se vi state chiedendo come mai il vostro codice sconto sia un po’ particolare…
Fa riferimento a quello che ho fatto recapitare nella camera d’albergo di Zack la sera in cui è arrivato a Dubai, in previsione dello Shoot Out

bambinochecaga

 

 

 

“crowdfunding in fotografia”- Incontro allo IED

Quasi mi dimenticavo!
Lunedì pomeriggio mi trovate allo IED a parlare della mia esperienza con il crowdfunding (ricordate quando abbiamo fatto succedere Magpies? ).

lunedi’ 31 marzo 2014 - ore 18:30
via A. Sciesa, 4 – Milano – presso IED

“crowdfunding in fotografia”
trovare finanziamento e risorse, e migliorarsi

Come utilizzare, in modo concreto ed efficace, le soluzioni di “crowdfunding” per trovare finanziamento, supporto e risorse per i propri progetti fotografici.
Case histories, considerazioni operative, suggerimenti e spunti concreti, idee applicative: una carrellata concreta e mirata per alternative reali, in un mercato fotografico che, mutando, non produce solo disgregazione di consuetudini, ma – anche – genera nuove opportunita’.

L’incontro è gratuito, ma dovete iscrivervi qui

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Il video dello ShootOut

GPP2014 ShootOut | Sara Lando vs Zack Arias from gulf photo plus on Vimeo.

Appena tornati da Dubai siamo stati sommersi da una quantità di cose da fare allucinante e mi sono accorta solo adesso di non aver scritto nemmeno una riga sull’esperienza.
Se l’anno scorso fare da assistente ad Heisler è stato massacrante ma meraviglioso, insegnare quest’anno è stato massacrante ma meraviglioso, solo più massacrante.
I ritmi sono serrati, le responsabilità molto maggiori e le aspettative di chi ti sta attorno proporzionali.
La cosa fantastica è stato vedere che gente del calibro di Heisler e Arias era in ansia tanto quanto me prima delle giornate di shooting: vi state chiedendo se arriverà un giorno in cui finalmente smetterete di essere raggomitolati in posizione fetale sotto un tavolo in preda al panico? La risposta, a quanto pare, è no. Non è meraviglioso?
(rumore di frotte di aspiranti fotografi che portano i loro CV all’azienda più vicina)

Sicuramente l’esperienza più intensa sono stati i 20 minuti dello Shoot Out. Per chi ha visto la puntata di Futurama dove Fry beve 1000 caffè con i soldi del rimborso statale, immaginatela uguale. Ho scritto le mie impressioni a caldo sull’esperienza qui (mi è stato fatto notare che devo aggiornare meglio e più di frequente il mio blog in inglese), ma posso assicurarvi che non è possibile mettere a parole la sensazione che si prova subito prima: è un misto di farfalle nello stomaco da innamoramento violento, intossicazione alimentare e quella sensazione specifica che sta per succedere qualcosa di orribile.
Ok, ho vinto, ma nel frattempo sono sicura di aver accorciato la mia vita di almeno 10 anni.

Starter Kit per aspiranti fotografi

A quanto pare sono stata rieletta nel direttivo Tau Visual, quest’anno tra l’altro la mia scalata sociale procede e sono diventata proboviro (un uomo onesto un uomo probo, trallalalallalalallallero…).
Non ho ancora il mio jet privato, a quanto pare, ma deve esserci un errore.
Una novità che ho particolarmente apprezzato è che quest’anno è stato chiesto a tutti i candidati di presentare un progetto di cui rendersi responsabili di persona.

Dopo aver terminato Immagina (un modello per l’insegnamento della fotografia per i bambini delle scuole primarie), mi ronzava da un po’ in testa l’idea di usare lo stesso formato per creare una specie di raccolta di informazioni, risorse e strumenti per aspiranti fotografi, qualcosa che radunasse tutte le informazioni che avrei voluto avere io nel 2006 quando ho aperto Partita Iva. In fondo tra i Fotografi Pigri mi sono trovata molte persone che stanno pensando di compiere il Grande Salto e se è vero che non posso assicurare a nessuno che non sia un salto nel vuoto e non posso fare personalmente da mentore a tutti, è anche vero che almeno in parte posso aiutare chi comincia condividendo quello che so.

Quando ho aperto la mia attività per me è stato fondamentale l’aiuto di Tau Visual, che ad esempio ogni anno manda una raccolta di bozze di liberatorie e lettere da mandare ai clienti in casi specifici, ma al momento non esiste ancora qualcosa che raduni in un posto solo quello che serve a chi decide di fare della fotografia una professione per rendersi conto di quali sono le problematiche principali e gli strumenti migliori per affrontarle.

Ogni tanto ho scritto qualcosa a riguardo (ad esempio sul preventivo, sul business plan, sulla gestione degli errori, sulla transizione che porta a diventare fotografo), ma vorrei usare quest’anno e parte del prossimo per creare qualcosa di più completo e operativo, inserendo esempi, modelli da usare, interviste su argomenti specifici a persone che ne sanno più di me (Italo, se stai leggendo: aspettati di essere messo in un angolo con un registratore davanti alla faccia. Italo è il mio commercialista. Mi piacerebbe ad esempio fornire una lista di domande che chiunque dovrebbe fare al proprio commercialista quando apre un’attività).

Vorrei parlare della parte di gestione dell’azienda con un linguaggio semplice (quando ho cominciato ci ho messo un secolo a capire cosa fossero i cespiti e come funziona l’Iva), ma anche dare delle indicazioni sulla gestione del cliente, sulla creazione di un proprio brand e sulla creazione di una rete positiva di professionisti che ruotano attorno al nostro lavoro. Non so se abbia senso parlare di cose tecniche (ad esempio il minimo indispensabile per mettere su uno studio), perché cambiano di sei mesi in sei mesi e perché le necessità di un fotografo di matrimonio sono completamente diverse da un fotografo commerciale, ma magari potrei spendere qualche pagina sul perché investire decine di migliaia di euro per dotare lo studio di un impianto luci motorizzato senza avere un singolo cliente è un’idea idiota.

Se ci sono argomenti o domande che secondo voi dovrei prendere in considerazione, non esitate a farmele. Anche se vi sembrano domande stupide (soprattutto se vi sembrano domande stupide): posso assicurarvi che probabilmente ci sono altre decine di aspiranti fotografi che si stanno chiedendo la stessa cosa.