Posted: settembre 9th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, iniziative, links | 1 Comment »

come preannunciato su nonsitornaindietro, cominceremo a vendere o mettere all’asta un po’ di cose da qui alla partenza. In realta’ un bel po’ di cose.
Questa settimana cominciamo con un pacchetto da 4 pellicole per la Polaroid 600. L’asta si chiude domenica alle 8 di sera, per cui avete un paio di giorni per cercare dove vive chi offre piu’ di voi e picchiarlo fortissimo.
Alcune delle cose in vendita avranno a che fare con la fotografia, altre no, altre ancora saranno probabilmente delle porcate assurde ma, come diceva Tom Nook in Animal Crossing “one man’s trash is another’s man treasure”.
So che citare un procione non fa di me una donna acculturata, ma converrete con me che Animal Crossing era un gioco seriamente figo.
Tenete d’occhio la sezione in vendita del sito: ogni due-tre giorni aggiungeremo qualcosa.
E grazie ad un’idea che mi e’ venuta parlando con Barbara Fiorio (le idee piu’ strambe sambrano arrivare sempre da conversazioni fatte con lei), sto pensando tra le altre cose di mettere all’asta… me stessa.
Probabilmente mettero’ all’asta due giornate di workshop individuale: otto ore passate con me a parlare di argomenti da concordare assieme in un giorno da concordare assieme. Possiamo discutere il vostro portfolio, parlare di post produzione, fare foto, parlare di come si aggiorna un blog, cucinare muffin: dipendera’ da voi. E’ talmente assurdo che l’idea mi diverte un casino.
Ad ogni modo, evitero’ di aggiornare questo blog con ognuna delle cose che metteremo in vendita perche’ sarebbe una cosa fastidiosissima per tutti.
Usero’ twitter per comunicare quando inseriamo un nuovo oggetto e qui probabilmente mettero’ un messaggio quando mettero’ i workshop singoli all’asta.
Per il resto, se siete interessati a sperperare denaro o a perdere tempo, vi consiglio di aggiungere nonsitornaindietro ai feed
Posted: settembre 6th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, links | 14 Comments »

In previsione del delirio dei prossimi mesi, Nonsitornaindietro.com e’ risorto e -grazie alle putenti dita di Ale- ha anche un nuovo vestitino.
Restate sintonizzati!
Posted: settembre 3rd, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, immagini | 16 Comments »

Quando e’ nata Giulia, piccolo inaspettato miracolo, era talmente minuscola che sembrava potesse volare via con uno starnuto. Sbadigliava senza riuscire a tenere gli occhi aperti, come fanno i neonati che hanno gia’ capito tutto della vita. Quando l’ho fotografata qualche mese più tardi sembrava quasi seguire l’obiettivo della macchina fotografica con gli occhi, e l’avevo indicata come piccola modella in erba… ma sono quelle cose che gli adulti pensano quando guardano i propri miniparenti, con la consapevolezza che dove noi vediamo il neonato piu’ intelligente della terra, il resto del mondo vede un cosino che sbava (ah, ma come sbava mia cugina…)
Qualche anno piu’ tardi, ho avuto la conferma della mia prima impressione. Questa bambina e’ in grado di organizzare da sola un interno shooting, scegliere pose e props, mandare via la gente sul set che cerca di rubarle la scena (aka, la propria madre), richiedere -con una certa insistenza- un make up artist (accontentandosi grazie al cielo del lipgloss de Il Mondo di Patty) ed essenzialmente spaccare culi.
C’e’ un nuovo boss nel quartiere. Io vi ho avvertito.
Posted: agosto 31st, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 104 Comments »
Ero convinta di averne gia’ parlato qui, piu’ che altro perche’ e’ ormai il mio argomento di conversazione preferito e bene o male e’ una di quelle cose che chi mi sta attorno sa gia’, ma a quanto non l’ho fatto, ed e’ il caso di aggiornare.
Io sono una di quelle persone che comincia con pensare “ah, che bello sarebbe se un giorno” e poi prende quel pensiero e lo lascia in un angolo polveroso nel retro della testa assieme alle “cose fighe che non faro’ mai”.
Poi ogni tanto mi metto a fare le pulizie di primavera, lo riprendo in mano, gli do una spolverata e lo guardo per bene e penso “proprio no. Peccato”. E cosi’ via, fino a quando guardando il mio pensiero ormai sgualcito da quanto me lo sono rigirato nelle mani, mi metto a pensare “perche’ no?”.
E a quel punto lo disseziono, lo scompongo, lo studio e cerco al modo per farlo diventare reale.
Se sono una di quelle persone che fa fatica a parlare con gli estranei, ad esempio, se ho un progetto da portare avanti indosso la mia migliore faccia di palta e non mi faccio problemi. Comincio a vivere a tripla velocita’ e Alessandro comincia a sperare che qualcuno gli dia asilo politico perche’ uno dei “privilegi” di essere sposati con me e’ quello di essere sommersi dal brainstorming verbale che comincia quando apro gli occhi la mattina e finisce quando finalmente perdo i sensi la sera.
Il nostro prossimo progetto e’ di andare a Los Angeles per un anno.
In questi giorni ho avviato le pratiche per l’ottenimento del visto O-1 e se tutto va secondo i piani, a maggio 2011 le mie chiappe e la mia macchina fotografica saranno su suolo statunitense.
E’ un salto nel vuoto. Non abbiamo gran soldi, ma vendiamo tutto quello che possiamo vendere (auto, computer, mia madre. Qualcuno vuole mia madre? Fa delle lasagne ottime…), ci prepariamo a vivere come due studenti spiantati e vediamo di che stoffa siamo fatti.
Sono terrorizzata, emozionata, su di giri, e sbarellata come un bambino che ha mangiato troppi zuccheri.
Incrociate tutto.
Come dice Craig Ferguson, nella sua autobiografia (ottima lettura): between safety and adventure, I choose adventure.
Posted: agosto 28th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 55 Comments »
Questo post, me ne rendo conto, e’ un po’ fuori dalle righe.
Qualche mese fa mi sono resa conto che i miei problemi di salute cominciavano a diventare un po’ troppo frequenti per essere ignorati, che ero sembre stanca, che mi infortunavo facilmente, che avevo mal di testa costanti.
In piu’ ero ingrassata in poco tempo di parecchi chili.
Quello del fotografo e’ un lavoro molto fisico. A volte mi capita di svegliarmi alle 4 del mattino, guidare 3 o 4 ore per essere sul set a Milano. Fare foto per 8 o 10 ore di seguito (le barrette peso forma al doppio cioccolato sono una manna dal cielo), mangiare qualcosa, salire in macchina e arrivare a casa alle due di notte per poi presentarmi in studio la mattina dopo alle 9.
Questo tipo di ritmi richiede di essere fisicamente capaci di reggere lo stress senza lamentarsi perche’ si e’ stanchi (io mi lamento lo stesso. E’ nei miei diritti genetici di femmina) e per questo mi fa sempre ridere dentro sentire discorsi tipo “io voglio fare il fotografo professionista pero’ non faccio molte foto perche’ lavoro otto ore al giorno e quando torno a casa sono stanco”.
Per farla breve, da un paio di mesi ho una nutrizionista che mi segue (e che mi ha rimesso in piedi. a quanto pare pare carboidrati e cioccolato non e’ la dieta perfetta, chi l’avrebbe mai detto) e ho ricominciato a fare esercizio fisico.
I miei ritmi non mi permettono di tornare a fare danza: non posso essere sicura di avere un giorno o addirittura due alla settimana in cui garantisco la mia presenza a Bassano.
La palestra e’ pallosa (e in piu’ ha orari di apertura). Il nuoto e’ bagnato. Non posso fare sport che prevedano di portare qualsiasi tipo di peso sul polso sinistro (incidente di snowboard. Sto facendo un milione di visite per capire cos’e')
Avevo cominciato a fare lunghe camminate e un’amica mi ha convinto a provare la corsa.
L’idea di correre mi e’ sempre piaciuta moltissimo, ma l’effettiva azione di correre -senza che ci sia una muta di cani che mi insegue o un treno da non perdere- e’ una di quelle cose che fatico a capire.
Mentre sputavo un polmone l’altro giorno, pensavo che ci sono diversi parallelismi tra la corsa e la fotografia e che la corsa mi sta aiutando ad essere una fotografa migliore.
Ecco quindi la lista delle 10 cose sulla fotografia che ho imparato dalla corsa.
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Posted: agosto 25th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, ghettofotografia, links | 44 Comments »
Questo e’ uno di quei post che ho nel retro della testa da un po’ e mi riprometto di fare e poi finisce sempre che qualcosa attira la mia attenzione (uh guarda! Uno sbrilluccichio! Andiamo a corrergli dietro!)
E’ uno di quegli argomenti un po’ spinosi per chi inizia a fare foto in cambio di soldi o di cibo o di qualsiasi cosa preveda il baratto delle proprie prestazioni professionali.
“Quanto vuoi?”
La prima volta che te lo chiedono ti senti un po’ una prostituta, perche’ se fino al giorno prima lo facevi solo per amore, rispondere a questa domanda significa farlo per soldi. E ci vuole un po’ per togliersi questa sensazione di dosso.
Ma la verita’ e’ che se vendeste salumi, non avreste nessun problema e far sapere al vostro cliente quanto costa un etto di salame. E se vi dicesse “mmm. Troppo caro”, probabilmente avreste un altro salame un po’ meno buono ma che costa meno e sareste in grado di spiegare la differenza tra i due.
Ma dubito che in ogni caso dareste al vostro cliente indeciso due etti di salame di un tipo e due etti dell’altro da portarsi a casa per decidere cosa gli piace di piu’.
E il cliente non si aspetta che sia cosi’, perche’ se sta chiedendo un preventivo, si aspetta non solo che gli venga fornito un prezzo, ma anche che chi glielo fornisce sia in grado di fornire un ventaglio di prezzi e servizi per avere un’idea piu’ chiara dei costi che ci sono dietro al vostro lavoro per poter scegliere. Read the rest of this entry »
Posted: agosto 1st, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 96 Comments »
L’ispirazione.
Ultimamente mi arrivano insacco di mail di gente che mi chiede di fare un tutorial su come trovare l’ispirazione.
L’idea di trovare l’ispirazione mi ha sempre fatto un po’ ridere, perché la immagino come se fosse un calzino spaiato o le chiavi di casa o una penna nera. Uno di quegli oggetti dispettosi che decidono di sparire nella dimensione parallela il cui ingresso e’ da qualche parte in casa vostra.
Vien da rispondere “boh, dove l’hai lasciata l’ultima volta?”
Nella mia personalissima esperienza l’ispirazione e’ più come un piccolo animale bastardo che vive in qualche tana nascosta ed esce mentre noi siamo via per mangiarsi i bordi dei libri e interi pacchetti di marshmellows, lasciando piccoli mucchietti di feci.
Per cui va stanato, preso a calci in culo e addomesticato. Trovare l’ispirazione, per quello che posso dire io, e’ solo l’inizio della trafila e comunque non e’ quasi mai un’attività passiva, in cui si contempla il proprio ombelico e ci si lamenta che non si sa cosa fare e si aspetta che una qualche divinità pietosa riversi su di noi qualche ettolitro di katakoke.
Per cui se speravate in una risposta un po’ zen e un po’ hippy, avreste dovuto fare la domanda a qualcun altro. La mia risposta -temo- avrà a che fare con lo sporcarsi le mani.
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Posted: luglio 24th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, links | 13 Comments »

Uno dei miei siti preferiti in assoluto del web e’ Awkward Family Photos.
Ho sempre adorato gli album di famiglia e una delle forme di fotografia che preferisco e’ proprio quella che prescinde da qualsiasi considerazione pseudo artistica o tecnica e semplicemente si limita a registrare un momento da infilare nell’album dei ricordi.
E quello che spesso queste foto riescono a fare e che a volte manca a fotografi e fotoamatori con migliaia di euro in attrezzatura e corsi su corsi alle spalle e’ la storia che queste foto raccontano.
Le persone nelle foto sono interessanti, i dettagli sono interessanti e viene voglia di sapere chi sono quelle persone e cosa stavano facendo e perche’.
La mamma di un mio amico ama viaggiare e quando si trova in giro per il mondo si fa fotografare davanti ai posti che vede. Sempre la stessa posizione, sempre la stessa faccia. Se quelle foto venissero stampate 70×100 e appese una dopo l’altra alle pareti di un museo sarebbe una mostra bellissima.
Se volete postare foto dai vostri album di famiglia nei commenti, siete i benvenuti. Io sono la persona a cui far vedere l’album di nozze e le foto delle vacanze e le foto di quando eravate al mare da piccoli.
Posted: luglio 20th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, gadgets | 32 Comments »

Sin da quando ho visto per la prima volta la DODOcase segnalata su tuaw un po’ mi e’ salita la salivazione. Poi pero’ sono rinsavita e mi sono detta che pagare 60 dolla+ spese di spedizione + dogana per una cosa che non mi serve veramente nell’anno in cui ho deciso di non comprare piu’ boiate e nuova attrezzatura non sarebbe stato super-geniale.
Pero’ l’idea mi e’ rimasta, per cui visto che in questi giorni sto spostando qualche terabyte di roba e facendo pulizie e ho delle sontuose mezz’ore in cui ho tutto bloccato, mi sono data ai lavoretti dell’asilo e adesso sono la fiera possessora della versione ghetto, ottenuta da un vero moleskine. Ed e’ una figata per mettere l’ipad nello zaino assieme ai libri senza dovermi troppo preoccupare.

Posted: giugno 3rd, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, immagini | 62 Comments »

Ci sono giorni in cui non riesco a fare quello che devo fare prima di essermi tolta dalla testa una qualche cavolata che mi intasa i neuroni. Da cui questo fantastico gioco di società.
Regole: stampa diverse copie di questa pagina (l’immagine a risoluzione maggiore è qui), da tenere di fianco al telefono. Quando un cliente chiama per chiederti un preventivo, afferra un pennarello e versati uno shot di grappa/tequila/liquore alla liquerizia/limoncello.
Ogni volta che il tuo cliente pronuncia una qualsiasi delle frasi riportate nella tabella, segna la casella corrispondente con una croce e tracanna lo shot in un sorso solo.
Se riesci a mettere quattro croci in fila (sono valide combinazioni in orizzontale, verticale e diagonale), dì ad alta voce “bingo” e bevi due shot.
Se a questo punto il cliente continua a parlare come se niente fosse, abbandona pure il bicchiere e passa alla bottiglia.
(un punteggio alto al Bingo tendenzialmente comporta un impegno inderogabile, un parente morto, un’improvvisa vocazione per un altro lavoro o la fatidica frase “non credo di essere la persona giusta per questo lavoro”, che e’ il corrispettivo professionale del “non sei tu, sono io, ma se vuoi possiamo restare amici”. Una volta mi limitavo ad alzare parecchio il preventivo per essere sicura di venire scaricata, ma è capitato che me lo accettassero. E non importa quanto soldi ti danno: mi dimentico sempre di calcolare quelli del cioccolato per gli attacchi di fame nervosa e la parcella del fisioterapista che mi rimette a posto i muscoli del collo)