Se durante un pomeriggio di pioggia, in cui la testa ti sta esplodendo e continui a infilare collirio negli occhi perche’ la tua Sindrome dell’Occhio Secco sta peggiorando di brutto (oculista arrivo), ti accorgi che hai bisogno di staccare e che c’e’ un pezzo di iuta accartocciato per terra, la cosa piu’ ovvia da fare e’ scattare qualche foto.
Se poi ti ricordi anche che da un sacco di tempo stai cercando l’occasione di prendere finalmente in mano Adobe Premiere e imparare ad usarlo, invece di continuare a montare i filmati con iMovie come i baNbini ritardati e consideri che hai una lensbaby sottoutilizzata, finisci a farti 10 minuti di filmati cretini coi capelli da pazza e il trucco slavato e finisci per pensare “avrei dovuto accentuare le occhiaie con del trucco scuro”.
Un ringraziamento particolare va ad Ana Paula, che un paio di mesi fa mi aveva messo in mano il corso di Premiere di Teacher-in-a-box. E se io dopo aver seguito un paio d’ore delle 15 del dvd sono riuscita a fare questo, uno con entrambi gli emisferi collegati dovrebbe riuscire a mettere assieme qualcosa di bello davvero.
Se avete 10 minuti di tempo, secondo me questo e’ un video davvero interessante da vedere e non solo per il motivo piu’ evidente (ovvero: dimostrare che non conta la macchina fotografica, ma chi la usa e come sa giostrare la luce).
E’ interessante anche perche’ mostra diversi setup che potrebbero essere interessanti e fa vedere le foto sia non post prodotte che post prodotte. Ed e’ girato bene.
E adesso torno in miniera, che non ho mai lavorato tanto come in questi giorni (graziesignoregrazie per l’aria condizionata in studio: essere inchiodati qui non e’ poi cosi’ male)
non so quanti di voi abbiano seguito il corso di Zack Arias su Creativelive, lo scorso weekend. E’ stata una cosa abbastanza epica. Zack e’ uno degli insegnanti migliori che ci siano in giro, secondo me e anche quando spiegava cose davvero base, che ero sicura di sapere, ha infilato informazioni che non conoscevo e soprattutto mi ha acceso il proverbiale fuoco sotto le chiappe, facendomi venire voglia di fare foto a nastro.
Se volete fare gli assistenti, potete anche semplicemente passare tutto il tempo a guardare Dan, l’assistente di Zack Arias, che si muove come un ninja ed e’ sempre un passo avanti, facilitandogli il lavoro prima ancora che gli si chieda di farlo. Una delle cose che un sacco di ragazzini con cui parlo che dicono di voler fare gli assistenti faticano a capire è che fare l’assistente non vuol dire entrare nello studio di qualcuno e farsi prendere per manina e farsi insegnare come si fa il fotografo. Fare l’assistente vuol dire entrare nello studio di qualcuno ed essere uno strumento che gli permette di fare meglio il proprio lavoro e la roba la si impara per osmosi, facendosi un culo a capanna. Settimio Benedusi aveva scritto un ottimo post a questo proposito ed e’ quello che chiunque dovrebbe leggere prima di proporsi come assistente. Suona un po’ duro, ma e’ esattamente come funziona.
Tornando a CreativeLive. Il video qui sopra era andato in onda venerdi’ sera ed è una conversazione tra Chase Jarvis e Zack Arias che parla di un sacco di aspetti della professione che spesso vengono sottovalutati. Non dura moltissimo e potete tranquillamente ascoltarlo mentre fate cose tipo editare un miliardo di foto.
A luglio dovrebbe esserci David duChemin che parlerà di visione fotografica. Se non l’avete ancora letto, Visionmongers (di cui mi sembra si parli anche nel video che ho postato) è uno di quei libri che andrebbero letti quando si decide di fare il fotografo. Gli altri due, che consiglio fino allo sfinimento, sono Light: Science and Magic e Best Business Practice for Photographers Sono tre libri che parlano di 3 aspetti diversi della fotografia e che secondo me sono complementari. Sono in inglese, ma purtroppo pare che la politica generale sia di non tradurre le cose fighe in italiano e di far finta che siano informazioni segretissime…
In linea di massima Alice nel Paese delle Meraviglie e’ probabilmente uno dei concept piu’ saccheggiati del pianeta. Pero’ c’e’ ancora chi riesce a tirarne fuori qualcosa di originale e semplicemente bello.
Tipo questo video in stop motion di angela kohler
Sentitosi chiamato in causa, il buon Francesco ha trascurato la propria famiglia e ha finalmente montato il filmato del uorcsciop.
Ovviamente il fatto che ci sia gente che ride e si diverte dipende dal fatto che abbiamo fatto diverse riprese mentre minacciavamo le persone a cui tenevano di piu’.
Non sono sorrisi: sono ghigni di paura.
Lavorare con lei e’ stato piu’ o meno come innamorarsi, ma senza l’obbligo di depilarsi la gambe.
Scherzi a parte, difficilmente mi sono trovata a lavorare con qualcuno che fosse altrettanto disponibile, pieno di talento, solare. Il fatto che sia incredibilmente bella, prephotoshoppata e che sia la donna che se la tira meno nell’universo, non aiuta a evitare gli occhioni a cuore quando parla.
Io ho ancora le farfalle nello stomaco…
Come al solito, la mia approfondita conoscenza del settore video fa si’ che il filmato sia stato montato con imovie.
Pero’ visto che il bianco e nero di imovie consiste semplicemente nel togliere la saturazione, sono stata costretta ad aprire After Effects. E’ semplice come cambiare l’olio alla macchina: alla fine l’ho fatto, ma ci ho messo il quadruplo del tempo che avrei dovuto e non ne sono uscita pulita.
Prima o poi dovro’ decidermi a superare la mia repulsione e cercare di studiarlo.
E’ che le immagini continuano a muoversi, perdio!
Si parla di questo nuovo programma, Photosketch (poi diventato Sketch2Photo per problemi di copyright, credo) che tradurrebbe in fotomontaggi degli schizzi fatti tranquillamente malissimo.
Non so quanto sia reale, ma si puo’ supporre che tra qualche anno la strada sia quella. Ovviamente ci saranno miliardi di problemi di copyright, ma confido nel fatto che un giorno ci sara’ altro su cui scannarsi.
Se avete mai provato a usare Tineye, probabilmente sapete che i software cominciano a riconoscere le immagini con una certa facilita’, per cui… perche’ no?
cercando tutt’altro mi sono imbattuta in questo video tutorial su come creare in photoshop DAL NIENTE degli spruzzi d’acqua.
Davvero impressionante e in effetti il fatto che qualcuno usi il filtro “plastic wrap” per qualcosa che non fa cagare cactus mi lascia sgomenta. L’apocalisse e’ vicina, comportatevi a modino e verificate di avere le mutande pulite.
Non sono una di quelle persone che emette gridolini di gioia quando vede le foto di gocce d’acqua. Sono il classico soggetto da ingegnere con la macchina fotografica, come i riflessi e la maggior parte delle macro.
Pero’ Andrea mi ha mandato un link ed evidentemente in me c’e’ ancora una piccola nerd non del tutto soppressa perche’ sono rimasta a guardare con le stelline negli occhi.
E comunque se dovete fare foto di un soggetto abusato, farle da Dio aiuta a farsi perdonare. Qui trovate il sito (urendo; ma perche’ un sacco di fotografi bravi hanno siti inguardabili?!) di Martin Waugh
Ogni stagione gli stilisti cacciano fuori il “look book”: una serie di foto, generalmente su fondo neutro, in cui viene presentata la nuova collezione.
Per capirci una cosa cosi’.
Ci sono anche lookbook piu’ originali, ovviamente.
Da qualche tempo a questa parte ogni tanto qualcuno fa un video di presentazione dei vestiti e ce ne sono due che, per motivi diversi, trovo assolutamente deliziosi:
Questo video di Chanel è nei miei preferiti da un po’. Ogni fotogramma è una vera e propria foto, tutti i dettagli sono curatissimi:
Di stile completamente diverso, la collezione di Vanessa Bruno feat. Lou Dillon.
Se guardandola non vi sentite vagamente felici e non vi viene voglia di ballare, forse dovreste andare a parlare col vostro medico curante
Ecco: se io facessi video, mi piacerebbe fare cose cosi’.