Io non faccio fotogiornalismo e in linea di massima non mi interesso tantissimo al fotogiornalismo. Ma ho seguito un link di David Hobby al filmato qui sopra e mi sono trovata ad ascoltare Dave LaBelle che parla delle proprie foto e ad adorare il suo senso dell’umorismo (visivamente parlando) e il suo modo di farsi invisibile (visivamente parlando) quando invece e’ evidente che se usi un grandangolo e riempi il fotogramma la tua distanza dal soggetto e’ ridottissima.
Per cui se avete una decina di minuti da perdere (ed essendo lunedì’ mattina e’ facile che ce l’abbiate) vi consiglio di farci un giro.
Ignorate la musica un po’ patetica da Film di Zemeckis che infilano qui e li’ e ascoltate questo ometto barbuto. In una sua quote che avevo letto da qualche parte dice una cosa che trovo infinitamente condivisibile:
“I dont’ want to know all that technical stuff I just want to shoot pictures.”
Jonathan e’ una di quelle persone che ammiro all’infinito, fotograficamente parlando.
Perchè ha una visione, essenzialmente, e lavora per riuscire a farla diventare reale. Lo conosco da anni, da quando fotografava bambini e amiche che volevano diventare modelle con foto che erano gia’ allora 10 passi avanti rispetto al fotoamatore medio.
Il suo stile con il tempo si e’ evoluto e adesso esplora soprattutto il concetto di bello, facendo foto che singolarmente possono anche far alzare un sopracciglio, a volte, ma che viste come insieme secondo me sono l’inizio di qualcosa di estremamente interessante
Da quando ho cominciato a fare foto come lavoro, in un modo o nell’altro faccio in modo che un paio di lavori l’anno siano pro-bono. Non credo molto nel dare soldi per beneficenza e preferisco dare una mano di persona, sapendo chi aiuto
Si trova qualcuno che abbia bisogno di foto, della vostra capacità professionale e del vostro tempo e che non puo’ permettersi delle foto fatte decentemente e si muove il culo.
E’ una cosa per cui in genere non si spende piu’ di qualche ora, si ha modo di fare esperienza, in genere ci si diverte e si da’ una mano a qualcuno. Puo’ essere qualsiasi cosa, dal canile che ha bisogno di foto di animali che dicano “adottami per favore” al vicino di casa che e’ stato licenziato e vorrebbe vendere roba su e-bay per tirare su un po’ di soldi. Puo’ essere l’associazione onlus che ha bisogno di pubblicità per la raccolta fondi annuale, qualsiasi cosa.
Se vi piace l’idea ma siete il tipo di persone che ha bisogno di una scusa o una deadline… avete da fare il 12 dicembe? Perchè questa iniziativa è esattamente la stessa cosa, solo su scala mondiale.
Cominciate a fare un paio di telefonate, mettete in carica le batterie e per una volta lasciate in pace la morosa, che non ne puo’ piu’ di farvi da modella ignuda che adesso fa freddo.
Io quest’anno daro’ una mano alla scuola elementare di Campese del Grappa a mettere assieme una presentazione dvd della scuola perche’ e’ uno di quei posti magnifici che rischiano sempre di non avere abbastanza iscritti (e sarebbe un peccato, perche’ non conosco tanti altri posti dove i bambini facciano corsi di fotografia, imparino a giocare a scacchi, vadano a sciare, e dicano cose come “Mi ricorda l’urlo di Munch”)
Si avvicina il compleanno di Gesù Bambino, e come ogni anno i regali li facciamo a qualcun altro. Un qualcuno che ha la passione per la fotografia.
Ma che fare? Il Grinch che c’e’ in me (quello che ogni anno scrive una storia in cui Babbo Natale muore) vorrebbe suggerire cose poco amene, ma il piccolo aiutante di Babbo Natale che convive nello stesso posto (che nelle mie storie spesso e’ la mano sinistra di Dio) mi fa sapere che si può’ uccidere il ciccionazzo vestito da Gabibbo E ANCHE suggerire alle persone come spendere dei soldi, e in piu’ posso deviare qui chiunque mi chieda un consiglio per “fare un regalo al mio moroso che ci piacciono le fotografie”, per cui: questo post.
Avete un amico appassionato di fotografia, una nonna che si è improvvisata fotoreporter da quando le avete regalato una digitale, volete semplicemente regalare solo cose che abbiano a che fare con la fotografia perché’ l’anno scorso avevate come tema “maglioni in pile con disegnate delle renne” e vi sembra che forse avrebbe dovuto avere più’ successo? Questo (o il milione di altri post simili che apparirà in questi giorni nell’Internet) e’ il post che fa per voi.
Una delle cose che piu’ mi piacciono di tenere un blog (oltre all’evidente vantaggio di avere un posto dove lamentarmi dei fatti miei senza dover per forza uscire di casa e avere a che fare con -Dio me ne scampi- gente vera) è che mi arrivano spesso mail interessanti, con richieste che a volte si tramutano in ghettotutorial o con segnalazioni di roba interessante da vedere.
Br1 ieri mi ha mandato il link a questo behind the scene di una foto di Alexia Sinclair, che non conoscevo e che fa foto illustrazioni che nel loro essere finte oltre ogni limite diventano a volte davvero interessanti. Forse l’unica cosa che non mi convince del tutto e’ l’uso di un’illuminazione sempre molto diffusa, che toglie un po’ di pathos alle immagini (adesso che ci penso, volevo preparare un ghettotutorial esattamente su questo argomento), ma vale la pena dare un’occhiata anche solo per sbirciare il set e il flusso di lavoro e la foto oggetto del time lapse e’ decisamente valida.
il venerdi’ pomeriggio, in studio da me, è dedicato a tutto quello che non è “lavorare come un asino a cose che non finiranno mai nel mio portfolio ma che pagano l’affitto”. Che sia andare a mostre, guardare un film, disegnare o fare foto per noi.
Questo venerdi’, dopo aver svaligiato un ingrosso pieno di stronzate natalizie, è tornato il turno di Federica davanti alla macchina fotografica.
E giuro che l’ho scelta perche’ e’ brava.
E per l’angolo del “guarda mamma! Ho fatto una cornice con il Das!”, vi segnalo che nell’edizione di quest’anno del premio fotografico sono arrivata uno nella sezione “Ricerca creativa personale” e due in “Postproduzione digitale“.
E visto che c’e’ gente davvero grossa che ha partecipato (e vinto per davvero), io un po’ gongolo. Ecco.
Se vi avanzano una ventina di euro, vi consiglio caldamente di spenderli per comprare questo libro (che e’ un e-book, in realta’, per cui vi evitate a) il peso della carta b) l’abbattimento degli alberi e c) di dovervi copiare i link)
Mi hanno appena mandato il link e devo dire che vale davvero la spesa.