Ghettotutorial: le maschere
Posted: dicembre 30th, 2009 | Author: Bruko | Filed under: ghettofotografia | 11 Comments »
Non ho idea di chi l’abbia fatta ma era troppo geniale per non postarla…

Non ho idea di chi l’abbia fatta ma era troppo geniale per non postarla…
Recentemente Photoshop Disasters aveva pubblicato un’immagine dal catalogo di Victoria’s secret che mostrava le magiche qualità delle borse che scompaiono (vi devo avvertire che la modella è vestita, in caso leggiate Victoria’s Secret e l’unica immagine che vi viene in mente e’ Adriana Lima che cammina in mutande con enormi ali d’angelo. Ovviamente vi voglio bene, per cui agevolo un link per riempire questo vuoto).
La borsa mancante è soltanto il ritocco più ovvio, e il piccolo nerd che c’e’ in voi probabilmente fara’ urletti di gioia leggendo questo articolo che analizza più in profondità il tipo di manipolazione effettuata.
Ci tengo comunque a sottolineare che -dal mio punto di vista- il fatto che ci sia una manipolazione è del tutto accettabile. Prima di tutto perche’ ci sono cose che potrebbero tranquillamente essere modificate con truccatori o un uso piu’ attento delle luci e delle pose o impiegando qualche ora in piu’ in fase di scatto, ma a volte questo implicherebbe costi maggiori, o le immagini che il cliente sceglie per motivi che riguardano il prodotto non sono le migliori dal punto di vista fotografico e per quanto mi riguarda se l’immagine finale è bella non mi interessa che taglia aveva la modella originale.
E secondo perche’ e’ confortante. Grazie a photoshop milioni di ragazzine brutte e grasse possono pensare che sia tutta una roba di computer: se cominciassero a usare solo modelle bellissime e non ci fosse nessun ritocco, noi donne guarderemmo le riviste con la lametta per tagliarci le vene in una mano.
Il secondo link e’ di tutt’altra natura.
Su youtube trovate 12 video (qui il link al primo) che riprendono le lezioni di filosofia politica agli studenti del primo anno di Harvard. E’ stata la classe piu’ seguita ad Harvard, non e’ per niente difficile da seguire e le nozioni che presenta sono davvero poche e possono essere ignorate, per lo piu’. Quello che davvero fa la differenza e’ il percorso con cui lui porta i suoi studenti a cercare di definire in ogni situazione cosa sia giusto o morale fare.
Qui c’e’ il sito con tutti i video e i materiali aggiuntivi.
Cosa c’entra con la fotografia? Niente. Ma sono sicura che ad alcuni questo link potrà fare piacere lo stesso. I video sono girati in qualita’ pazzesca (ieri cercavo di immaginare la stessa cosa fatta al Politecnico…) e il fatto che io in calzettoni e pigiamino di flanella possa seguire un corso di filosofia politica di Harvard mi fa pensare a quanto Internet abbia cambiato la mia vita. Secondo me diventera’ una cosa famosa, questo internet: ho un presentimento.
i piu’ arguti noteranno che e’ cambiata roba.
Saralando.com e’ tutto nuovo per le feste, grazie al lavoro di Daniele e Alessandro, che hanno sopportato richieste assurde e domande al limite dell’idiota. E’ figo fare le cose in famiglia quando la propria famiglia rulleggia.
Se vedete cose che non vi tornano, scrivetele pure nei commenti o mandatemi una mail, che tra noi tre e endi abbiamo spulciato piu’ o meno tutto, ma siamo quattro rintronati dediti alle droghe e all’alcool, per cui magari c’e’ sfuggita roba.

Chiunque mi conosca anche solo di striscio sa della mia ossessione per la Woodman, chi mi conosce un po’ di piu’ conosce anche la storia dei motivi, che racconto come se fossi il vecchio marinaio di Coleridge (ma giuro che nessun albatro è stato ucciso, nella mia storia).
Per questo ieri abbiamo sfruttato il nostro venerdi’ (un giorno alla settimana, da quando c’e’ Federica, e’ dedicato a giocare con le foto, a lavorare a progetti nostri, a guardare film, imparare qualcosa o vedere una mostra) per portare le chiappe a Siena, dove ci ha raggiunto Endi -che a differenza di me sapeva gia’ com’era strutturata la mostra e quindi non ha avuto una specie di infarto quando si è trovato davanti dei video che non sapevo esistessero.
La mostra e’ splendida, Siena e’ splendida. Dura fino al 10 gennaio, portateci le chiappe.
Ve lo segnalo in caso potesse interessarvi, anche perche’ e’ una cosa che ho scoperto da due settimane, per cui per me e’ come se fosse nuova:
Su RetouchPRO piu’ o meno ogni settimana fanno un webinar in cui un ritoccatore dotato di gonadi ipertrofiche mostra come lavora. Di solito sono due ore abbondanti in cui mostrano delle tecniche e le spiegano e c’e’ un tizio insopportabile che fa da presentatore e si possono fare domande in diretta.
Io ho visto il webinar con Amy Dresser che faceva vedere un suo fotoritocco dall’inizio alla fine (ovviamente skippando alcune parti piu’ lunghe), questo sabato alle 11 di sera Chris Tarantino spiega come usa i calcoli. Io li ho usati per convertire in bianco e nero un paio di volte nella vita, per cui la cosa mi incuriosisce e mi sono iscritta.
Ve lo segnalo perche’ in genere la qualità dei relatori e’ elevata e il costo ridicolo (10 dolla, che sarebbero 7 euro). Ovviamente e’ in inglese, per cui se non ne spiaccicate nemmeno una parola, ve lo sconsiglio caldamente.
Mi rendo conto che probabilmente voi alle 23 di sabato avete una vita sociale, ma per me piumone + ciobar+ lezione di photoshop sono piu’ o meno il paradiso.
Long Portrait: Graciella Longoria from Clayton Cubitt on Vimeo.
Avevo letto una volta da qualche parte di gente che usava la macchina fotografica in modalità video per fare scherzi agli amici che aspettano di essere fotografati. Mi era venuta l’idea geniale di usare lo stesso stratagemma per fare delle vere e proprie foto che avessero micromovimenti e roba simile, tipo le foto dei giornali di Harry Potter.
Come sempre succede, quando ho l’idea del secolo circa mille persone l’hanno gia’ fatta prima e meglio, e vi riporto un filmato che secondo me e’ belle e inquietante e bello e… bello.
Graciella Longoria, “fotografata” nel giorno del primo anniversario della morta del padre. Ogni singolo fotogramma e’ una foto.
Con l’avvicinarsi della fine del 2009 (che non mi ha particolarmente impressionato: e’ intelligente ma non si applica e robe cosi’) scatta il momento di decidere cosa farne dell’anno che arriva. Soprattutto visto che ce ne restano un paio prima della fine del mondo, sara’ il caso di darsi una smossa.
Una delle cose che vorrei fare per il nuovo anno e’ di dedicare qualche serata a lavorare alla post produzione di foto mandando in streaming sull’Internet quello che faccio. Cosi’ chi vuole farsi un’idea di come lavoro, puo’ stare un paio d’ore a guardare me che spuntino i brufoli dalla faccia di qualcuno. E’ entusiasmante come guardare l’erba crescere, secondo me, ma magari potrebbe interessarvi se non fanno niente di meglio alla tele.
Tipo quello che fa ogni tanto Mike Krahulik quando disegna Penny Arcade
Quello che mi piacerebbe fare e’ tipo dare un’appuntamento all’ora X, passare un’ora o due a lavorare per i cavoli miei e poi trovare una piattaforma che mi permetta di comunicare con chi guarda ed eventualmente rispondere a delle domande sul perche’ ho fatto quello piuttosto che quell’altro (mi interessa soprattutto il “piuttosto che quell’altro”).
Se avete idee o suggerimenti sono tutta orecchie (vabbeh, occhi): cosa vi piacerebbe vedere, idee su che tipo di software sia meglio usare per evitare di rompere l’internet, ecc ecc
Intanto il buon Fabrizio si e’ gia’ offerto di prestarmi il file RAW da editare per il primo esperimento