cc Sara Lando 2009 P.Iva 03284240243
Home
persone cose progetti fotoritocco illustrazione blog press contatti about

Kids and pets: only if they’re on fire

Posted: aprile 21st, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla, links | 32 Comments »

lippoth

Non e’ un segreto che io non sia una grossa fan di foto di bambini in generale.
O meglio. Tendo a non amare le foto di bambini che li ritraggono come piccoli fagottini sorridenti di amore e marshmallow vestiti da apona gigante  con degli unicorni che vomitano glitter e degli arcobaleni sullo sfondo.
Un giorno Anne Geddes suonera’ alla porta di casa mia, io apriro’, lei mi colpira’ in testa e se ne andra’ senza dire niente e io non sporgero’ denuncia, perche’ mi rendo conto, Anne, che tutto il mio astio probabilmente deriva da un mio limite e non dal tuo lavoro, ma nel frattempo continuero’ a fare quella faccia con il sopracciglio alzato ogni volta che vedro’ un bambino-girasole incastrato in un vaso gigante.
E’ che nella mia esperienza i bambini non sono mini esseri decerebrati e sorridenti. Sono piccoli mondi che non hanno ancora scoperto l’eistenza delle regole sociali, per cui non hanno alcun problema ad essere piccoli eroi di bonta’ e matasse di malvagità infinita nel corso della stessa ora.

O forse ho letto troppe volte il Signore delle Mosche.
Ammetto di avere il senso materno inceppato. Mi piacciono alcuni bambini in particolare e tendenzialmente i bambini mi adorano perche’ mi piacciono i loro giocattoli e siccome l’unico modo di giocare coi loro giocattoli e’ lasciare che ci giochino anche loro, scambiano questa cosa per un sincero interesse. Se mai avro’ dei figli la previsione piu’ realistica e’ che un assistente sociale in persona mi fara’ il cesareo per portarselo via prima che io faccia qualche casino.
Per cui tendenzialmente chi fotografa bambini mi  lascia abbastanza indifferente. Pero’ ammetto di non essere rimasta indifferente di fronte alle foto di Achim Lippoth, un fotografo tedesco specializzato in marmocchi con una visione decisamente meno banale della media.
Le foto in apertura sono sue.

Un altro link che volevo condividere e che c’entra solo in modo marginale è un’intervista a Jock Sturges (c’e’ una seconda parte qui)
Jock Sturges è un fotografo controverso, per il soggetto del proprio lavoro (fotografa principalmente adolescenti nei campi nudisti, con il consenso delle famiglie). Ho avuto modo di incontrarlo quando era alla RISD e credo sia sinceramente una delle persone più delicate e meno viscide del pianeta.
Nel 1990  il suo stampatore non puo’ sviluppargli dei rullini e lui manda il suo assistente (grande grosso e di colore) da uno stampatore con cui non ha mai lavorato.
Grosso uomo di colore + foto di ragazzine bianche nude = l’FBI viene allertato e per i successivi 10 anni inizia un incubo da cui Sturges esce grazie al fatto che -oltre a non essere colpevole di tutto quello di cui e’ accusato- ha costruito un rapporto con le famiglie delle sue modelle che dura negli anni.
L’intervista che ho linkato spiega abbastanza bene il suo rapporto con i soggetti delle sue foto e credo che parlare con lui sia stata una delle cose che mi ha influenzato di piu’ quando ho cominciato a fotografare.

…e adesso torno nel mio sgabuzzino e mi rimetto a lavorare.


Mi chiamo Lola, e son spagnola, per imparare l’italiano ecc ecc

Posted: aprile 13th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: links, recensioni | 58 Comments »

epiphanie1

Ancora incastrata in studio, dove probabilmente restero’ fino a domani mattina, necessito di una pausa.
Quale momento migliore per comunicare al mondo che oggi la mia nuova borsa ha finalmente raggiunto la sua mamma?

Prima impressione: AMORE. E’ davvero, davvero, davvero bella. E’ leggerissima e sembra perfetta per quello che mi serve (aka, infilarci la 40D con il cinquantino e cominciare a portarla in giro ovunque io vada per fotografare tramonti e fiori -lo sapete vero che il cinquantino usato al contrario è un macro perfetto?)
Se sopravvivo fino a venerdi’ la portero’ a Moena con me, per cui avrete una recensione sul campo, visto che nei prossimi giorni gli unici posti in cui mi trovero’ saranno qui, qui e… qui.
Nel frattempo ho scattato un paio di foto per mostrare il dettaglio delle finiture.

Read the rest of this entry »


Post post-workshop

Posted: aprile 11th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: ghettofotografia, iniziative | 33 Comments »

Sono anziana.

E non lo dico solo perche’ c’e’ gente che usa espressioni come “sembri un vecchio di trent’anni” (si’, parlo con te), ma sopratutto perche’ dopo due giorni di workshop mi sento vagamente come se mi fosse passato sopra un tir.
Pero’ ne e’ davvero valsa la pena e volevo ringraziare tutte le persone che hanno partecipato, venendo anche da parecchio lontano (fatemi sapere se siete arrivati a casa sani e salvi, come si fa con le mamme preoccupate…).

Abbiamo lanciato piu’ di una palla curva facendo fare cose che non sarebbero state facili nemmeno per noi: ogni partecipante aveva 30 minuti di tempo per lavorare singolarmente con la modella, appaiato ad un altro partecipante che facesse da assistente. Scegliendo che tipo di illuminazione usare e che tipo di immagine cercare di ottenere.
Per post produrre era concesso solo lightroom e in piu’ alla fine della giornata si sarebbe dovuta consegnare anche un ritratto del proprio compare, assegnato estraendo i nomi a caso da un cappello.

Riassumendo: un tempo limitato per lavorare in una situazione da studio con strumentazioni nuove quasi per tutti e in piu’ ritrarre uno sconosciuto e in piu’ farsi fotografare da uno sconosciuto.

I risultati hanno superato quelli che ci aspettavamo e spero nei prossimi giorni di ricevere qualche esempio da farvi vedere.
Nel frattempo vi ricordo di fare attenzione quando appaiate gli estranei, soprattutto se sono dispari: poi finisce che spariscono con una scala, si infilano nei cantieri e rischiano di farsi arrestare…adesso credo che non mi resti che svenire e sperare che la mia macchina per fermare il tempo e dormire 16 ore in 7 funzioni

e giusto per dare un’idea dello spirito del weekend: avete presente il post sulle 15 foto che odio? quello in cui parlo di maschere veneziane?
Tramando alle mie spalle, i partecipanti al workshop hanno pensato di dare il proprio contributo e ora si trovano appesi nel mio studio a monito perenne che tutto cio’ che direte un giorno potrebbe essere usato contro di voi :

wspeople


Ghettosoluzioni: tenere traccia degli oggetti

Posted: aprile 8th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: ghettofotografia | 9 Comments »

bicchieri

A volte capita che le scadenze di un progetto vengano cambiate, magari perche’ il cliente si accorge di un’opportunita’ che vorrebbe prendere al volo o di un imprevisto che non era stato calcolato.
Per cui capita che un lavoro che era stato programmato con un tempo di circa un mese debba essere fatto in una settimana e mezzo, piu’ o meno.
Capita, e non e’ nemmeno cosi’ assurdo che capiti.

Chi fa le foto in genere e’ chiamato per risolvere problemi, per cui succede che indomiti fotografi si trovino a fare turni di lavoro che vanno piu’ o meno dalle 8 a mezzanotte, ringraziando il cielo per l’invenzione delle barrette saltapasto, dei frullati gia’ pronti e della RedBull.
Se avete mai dovuto fotografare un catalogo di gioielli sapete qual e’ il problema principale (oltre al fatto che il metallo, soprattutto quello curvo, riflette anche le tue interiora e che non puo’ essere MAI toccato a mani nude e che comunque i guanti di filo vanno cambiati spesso onde evitare estenuanti sessioni di fotoritocco).
Il problema è che vi scaricano in studio un gazzillione di oggettini tutti piu’ o meno uguali dentro bustine di plastica con il codice, raccomandandovi di non incasinare niente.
Se dovessi fare la cosa apparentemente piu’ logica (aprire le bustine una alla volta, scattare il gioiello, rimettere il gioiello nella bustina, ad libitum), perderei un’infinità di tempo che non ho. Pero’ non posso rischiare di mettere i gioielli in fila sul tavolo sperando di non incasinarmi, pregando che non ci sia un colpo di vento o che le mie goffe mani non mischino i gioielli.
La soluzione? Bicchierini da caffe’ numerati con il pennarello indelebile e attaccati con lo scotch alla libreria.
Io fotografo i gioielli a gruppi di 21, per cui svuoto ogni bustina nel bicchierino, la inserisco nel bicchierino e scatto tutti i gioielli in ordine. Poi rimetto tutto a posto segnandomi i codici su un foglio di carta (utile per rinominare i file) e passo al gruppo successivo.

Bonus: se devo andare in bagno inserisco sul lato bicchierino relativo all’ultimo gioiello fotografato uno spillo con la capocchia rossa come segnalibro.

E adesso me ne vado a casa, che sono uno zombie. Non vedo l’ora che sia sabato per giocare due giorni. Bambini che partecipate al workshop: verrete usati come antistress.


Del perchè Chase Jarvis è Dio

Posted: aprile 7th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: ghettofotografia, iniziative, links, news | 12 Comments »

Io amo Chase Jarvis con tutto il cuore. Perche’ è un fotografo pazzesco e condivide con il mondo quello che sa.
Voglio dire: se io condivido quello che so, cambia un cazzo, se non per chi sa meno di me. Ma io passo metà del mio tempo a navigare su Internet e l’altra metà a fare foto che mi permettano di passare metà del mio tempo a navigare su Internet (tranne nei prossimi 10 giorni, in cui sono previste giornate lavorative di 16+ ore e un workshop. Se sopravvivo stavolta senza sbarellare e’ previsto un weekend qui per festeggiare il mio anniversario. Occhi sulla meta)

Dicevo. Per quanto possa impegnarmi io, non sposto una gran massa di sapere.

Chase Jarvis potrebbe tranquillamente limitarsi a pulirsi il sedere con banconote da 100 dolla e invece si sbatte come una maionese per rendere il mondo migliore. Il mio, di sicuro.

Se sapete l’inglese, andate immediatamente QUI a leggere della sua ultima iniziativa. Corsi e workshop gratis. Con insegnanti spessi. Coprono i costi con il fatto che le lezioni saranno a pagamento solo se vorrete scaricarle (per rivederle, o perche’ non potete guardarle in streaming perche’ a quell’ora avete l’appuntamento dall’estetista per la ceretta all’inguine e l’estetista si rifiuta di darvi la password del wi-fi). Se non sapete l’inglese, è arrivato il momento di impararlo.

Se siete troppo pigri per passare dal suo blog, andate direttamente al link del sito, registratevi per essere aggiornati o aggiungeteli a twitter


Notizie pre-workshop

Posted: aprile 3rd, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 12 Comments »

Oggi Francesco ed io abbiamo messo a punto le ultime cose per il workshop e non vedo l’ora che sia settimana prossima.
Credo che sara’ divertente. Soprattutto, se qualcuno di voi ha pensato anche solo per un momento che la parte pratica sarebbe stata sulla falsariga del “loro mi mettono a posto le luci, mi costruiscono il set e io faccio foto a una modella seminuda assieme ad altre 10 persone”, sappiate che cascate malissimo e abbiamo in serbo di farvi lavorare.

La bella notizia invece è che la nostra modella sarà Laura. Non ho ancora mai avuto modo di lavorare con lei e non vedo l’ora di averla davanti alla macchina fotografica.

laurabetto


Le 15 foto di cui il mondo non ha davvero bisogno

Posted: aprile 2nd, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 90 Comments »
  1. Le maschere del carnevale di Venezia
  2. tramonto generico sul mare
  3. Il tuo gatto/ il tuo bambino
  4. Ritratto di fidanzata/amica ammiccante con camicia bianca e cappello da uomo (bonus se e’ visibile un battiscopa sullo sfondo)
  5. Ritratto di fidanzata/amica gothic e con faccia incazzata in fabbrica abbandonata o su rotaie del treno
  6. Foto di donna incinta con le due mani che fanno il cuore sulla pancia
  7. Foto di viaggio che imita la ragazza afgana di Steve McCurry
  8. Foto delle vacanze… ma in HDR!
  9. Foto di barboni di schiena scattate con il 70-300 (perche’ da vicino potrebbero non avere un buon odore)
  10. Desaturazione selettiva. Doppia penalità se l’elemento a colori sono gli occhi azzurri della fidanzata o una rosa rossa
  11. Rami spogli
  12. I piedi/l’ombra del fotografo
  13. Macro di fiori senza alcun controllo dei bordi e della profondità di campo.
  14. Ritratto di fidanzata/amica al mare (bonus se al tramonto) spiaggiata sulla riva o che immerge i capelli nell’acqua e poi tira indietro la testa facendo quella specie di parabola sgocciolante.
  15. la foto del filtro rosso appoggiato sul libro che forma un cuore sulle pagine

Non fraintendetemi: c’e’ gente che prende un clichè e ne tira fuori un’immagine magnifica.
Ma il 90% delle volte che vedo una foto con uno di questi soggetti, tendenzialmente i miei occhi sanguinano e una fata muore. Violentata e dismembrata (hai voglia a battere le mani, Peter Pan!)
Probabilmente voi avrete i vostri “pet peeves”. Ad esempio ho un amico che ha le convulsioni ogni volta che vede una finta Lomo… a me non da’ cosi’ fastidio.
Quali sono i soggetti che odiate? Visto che a Natale siamo tutti piu’ buoni ma e’ quasi Pasqua, siate orribili!

E non sto dicendo che non potete fare foto del carnevale di Venezia: solo magari non mandatemele chiedendomi cosa ne penso, ecco.

Anzi… non mandatemele proprio. Mi arrivano tantissime richieste ogni settimana da parte di gente che vorrebbe un mio parere sulle proprie foto, e mi linka un account flickr con 600 immagini. Se volete un mio parere, venite in studio con un portfolio stampato e del cioccolato. E la consapevolezza che io posso anche dirvi cosa ne penso, ma di solito non vale una cippa. Comunque non vi rido’ il cioccolato.


Trasferimenti

Posted: aprile 1st, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 16 Comments »

Se nel prossimo periodo dovesse capitare qualche scossone* nel sito è perche’ ho deciso di liberarmi di aruba, dopo che per l’ennesima volta mi sono trovata con un trojan nei server (ancora grazie a Giovanni, che prima ancora che me ne rendessi conto mi ha mandato una mail con problema e soluzione) e a quel cyborg di Daniele, a cui ho mandato una mail a mezzanotte e ha risolto il problema all’una).

La mia frustrazione con aruba, oltre ai continui disservizi, dipende anche dal fatto che il loro sito è stato evidentemente progettato da qualcuno che li odia (un ex dipendente? Il marito di una delle amanti di qualcuno?) e che vuole far si’ che i loro clienti in preda all’odio passino alla concorrenza.
Per cui oltre al fatto che trovare l’informazione che mi serve nel sito di aruba è impossibile (tanto che di solito la cerco su google e la trovo piuttosto in un forum o in un blog, dove qualche anima pia lascia una briciola elettronica per  noi viandanti), c’e’ poi da combattere coi link che portano a messaggi 404, o con servizi che dovrebbero esserci e invece sono misteriosamente assenti.

Ad esempio.
Secondo il vademecum “Per tutti i propri clienti Aruba mette a disposizione un Pannello di Controllo per poter gestire autonomamente le impostazioni relative ai servizi Gestione DNS senza PostaGestione DNS e Posta acquistati in relazione ai domini.”

Peccato che poi sia impossibile trovare il pannello di gestione dei dns: se vado a vedere la semplice guida sull’argomento c’e’ anche il video che mi dice come accedere

spiega

e seguendo le semplici istruzioni…
realta

magia!!! Non c’e’ nessun pannello gestione DNS!!!
Signor Aruba, io un giorno verro’ sotto casa tua e ti daro’ un calcio sul malleolo. Con le scarpe a punta.

* con “qualche scossone” ovviamente intendo che probabilmente brasero’ involontariamente tutto. Anche i vostri siti. Per cui fate i backup. Io lo sto gia’ facendo.