My favourite things: libri

E’ stata una settimana a quadrupla velocita’ e la prossima sara’ anche peggio, ma ci tenevo a non mancare l’appuntamento del lunedi’.
Continua la serie di post dedicati alle liste di cose che preferisco.
Ovviamente il titolo della serie fa riferimento a questa canzone, che adesso non potrete piu’ togliervi dalla tasta. Prego.

Questa volta parliamo di libri (dove con libri intendo in realta’ romanzi, perche’ i saggi sarebbero una cosa a parte).
Limitarmi a un numero non disumano di segnalazioni e’ ancora piu’ difficile, per me. Da piccola ero il genere di bambina che restava in casa a leggere invece di uscire a giocare. I miei mi sbattevano in giardino e io mi sedevo all’ombra a leggere. Siamo arrivati al compromesso “almeno metti le gambe al sole”, per cui da piccola avevo sempre le gambe scurissime e la faccia bianca come la pancia di un pesce.
I libri sono macchine del tempo, biglietti per viaggi pazzeschi, portali verso altre dimensioni. Anche quando i miei di soldi non ne avevano, nessuno mi ha mai impedito di comprare un libro (anche se hanno tirato un sospiro di sollievo quando ho fatto la tessera della biblioteca).

Nel corso degli anni per me i libri sono stati amici, consiglieri, compagni. Sono stati un rifugio dove scappare quando le cose intorno erano troppo difficili. Sono stati il mio modo di dire alle persone a cui voglio bene quello che provo per loro.

Non ho inserito libri di fotografia in questa lista, perche’ ho voluto tracciare i confini di quello che mi ispira al di fuori della fotografia. Quello sara’ probabilmente argomento per un altro post, tra qualche tempo.

Cominciamo dunque. In ordine alfabetico per autore. Quando i titoli sono in inglese e’ perche’ i libri li ho letti in inglese, per cui non posso garantire sulla traduzione. E so gia’ che mi verranno in mente un altro milione di libri che non ho citato appena clicchero’ su “pubblica”, ma mi riservo di rimettere mano a questo post o di integrare nei commenti

La collina dei conigli, Richard Adams
Un libro per ragazzi che parla di conigli che in realta’ e’ un romanzo appassionante, commovente e splendidamente scritto.

Elianto, Stefano Benni
E’ il mio libro preferito di Benni. Una favola per bambini grandi, piena di ironia, di stupore e di intelligenza.

Il popolo dell’autunno, Ray Bradbury
Quando ero piccolissima vidi un film della Disney che mi spavento’ a morte: Qualcosa di Sinistro sta Per Accadere.  Era cupissimo, e andava a toccare territori spaventosi, per la me di allora. Questo e’ il libro da cui e’ tratto. Non fa paura, ad essere onesti, ma e’ magnifico. Bradbury mi mette addosso quella sensazione da mare in settembre: come se ci fosse una giornata perfetta ma allo stesso tempo tu sapessi che l’estate sta per finire. Ci sono un paio di passaggi in questo libro che da soli valgono il quadruplo del prezzo di copertina.

Finzioni, Jorge Luis Borges
Nei suoi temi ricorrenti mi riconosco molto (il doppio, il sogno, lo specchio, il labirinto, il paradiso perduto…). Borges l’ho ereditato da un ex fidanzato che mi ha fatto conoscere anche Lynch.

Il Maestro e Margherita, Michail Bulgakov
E’ l’unico russo che reggo. Lo so, lo so. Ma vi giuro che io ci ho provato.

Mele bianche (Lain), Jonathan Carroll
Carroll e’ uno di quegli autori che quando scrive bene scrive benissimo e quando scrive male lo prenderesti a schiaffi con una grattugia. Mele bianche e’ onirico e surreale (da leggere subito dopo il seguito, Zuppa di Vetro) e Isabelle Neukor e’ uno dei miei personaggi femminili preferiti, anche se non sarei in grado di dare una giustificazione.

Giochi sacri, Vikram Chandra
A me non frega niente dell’India, non mi piacciono i noir, tendenzialmente evito i libri che vengono definiti “affreschi”.  Eppure questo romanzo mi era stato consigliato dal mio pusher di libri e non ho potuto non fidarmi. E ho fatto bene.

Storie impreviste e altre storie ancora più impreviste, Roald Dahl
TUTTO Dahl. Dahl e’ fantastico. I suoi libri sono libri per ragazzi che sono impregnati della fantasia e della malvagita’ che hanno tutti i bambini. Questo e’ un libro di racconti piu’ adulti, ma davvero, se non avete letto Le streghe (Gl’istrici) o Il GGG (Gl’istrici) la vostra infanzia deve aver fatto schifo.

Pirati! (Nuova narrativa Newton), Gideon Defoe
C’e’ tutta una serie di questi deliziosi librini (quasi tutti solo in inglese, pero’) e fanno spaccare dal ridere.

Lo specchio nello specchio (Teadue), Micheal Ende
Ende e’ l’Autore. La mia convinzione e’ che fino a quando ci saranno libri di Ende nelle librerie, l’umanita’ ha speranza. Non c’e’ niente che lui non abbia scritto che io non adori alla follia, ma questo e’ forse il libro che ha segnato in assoluto di piu’ il mio immaginario.
Questo racconto in particolare e’ di una bellezza struggente, ma leggetelo tutto.
L’altro suo libro imprescindibile e’ La storia infinita. E’ il libro che regalo ad ogni nuovo bambino che nasce.

Between the Bridge and the River, Craig Ferguson
Il titolo deriva da una conversazione di Craig Ferguson con un padre gesuita. A quanto pare se un suicida che si putta in un fiume si pente nell’attimo che passa tra il salto e la morte, la sua anima e’ salva. Craig Ferguson e’ uno degli esseri umani che ammiro di piu’. Leggete anche la sua autobiografia (American on Purpose: The Improbable Adventures of an Unlikely Patriot). E’ un uomo che sa essere contemporaneamente caustico, compassionevole ed estremamente Umano nel senso piu’ alto del termine. O guardate su youtube le puntate del latelate show, che fa spaccare dal ridere.

Favole al telefono (La biblioteca di Gianni Rodari), Gianni Rodari
So a memoria un sacco delle sue filastrocche e le sue favole sono spesso poetiche, malinconiche, buffe, bellissime.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, Mark Haddon
Un piccolo libro semplice e veloce, ma costruito in modo delizioso. E’ la storia di un ragazzo quindicenne che soffre della sindrome di Asperger e Haddon riesce a non cadere nella classica trappola del “guarda come sono bravo a capire il diverso, versiamo tutti assieme una lacrimuccia”.

L’uomo che ride, Victor Hugo
In linea di massima non sono una superfan di Hugo, che a volte si parla un po’ addosso e questo libro aveva tutte le carte in regola per non entusiasmarmi (non amo i film in costume, lo stesso vale per i libri). Ma Gwynplaine, Ursus, Dea sono tre personaggi enormi, che mi sono rimasti dentro.

IT, Stephen King
King e’ un altro di quegli autori che sa scrivere cose magnifiche o porcate immonde, ma ha avuto anni di nebbia alcolica per cui lo perdono (Tommyknockers e’ per sua stessa ammissione il delirio del fondo di diverse bottiglie). Ho scoperto King in questo modo: nell’estate dei miei 11 anni andammo in vacanza al mare e mi ammalai. Mi toccava stare da sola nell’appartamento tutto il giorno e chiesi a mio padre di comprarmi un libro. Lui torno’ con il libro piu’ grosso che avevano (tipico di mio padre). Ci fu un temporale enorme.
King secondo me ha un mondo assurdo in mezzo alle orecchie e i suoi personaggi hanno 3 dimensioni. La saga della torre nera e’ un’opera davvero notevole (anche se i primi due libri, che ha scritto da piccolino sono un po’ acerbi) e secondo me il meglio King lo da’ quando deve descrivere quel periodo di passaggio tra l’infanzia e l’eta’ adulta. Se non avete letto il libro da cui e’ tratto Stand by Me guardate almeno il film.

La leggenda di Earthsea, Ursula K. Le Guin
Ho comprato Il mago a 12 anni e l’ho riletto circa un miliardo di volte. Ci sono altri libri che ho riletto tantissime volte crescendo, come Il piccolo principe o Il signore degli anelli. Ma secondo me ci sono libri che vanno letti all’eta’ giusta (come Il giovane Holden eSiddharta). La Le Guin secondo me resta valida anche da anziana.

Il vangelo secondo Biff. Amico d’infanzia di Gesù, Christopher Moore
Ma anche “Un lavoro sporco“. Moore (se potete leggetelo in originale) ha uno stile di scrittura magistrale. Sa essere esilarante in una pagina e straziante poche pagine dopo. Questo libro riesce a fare quello che anni di catechismo spesso cercano di fare fallendo miseramente: crea una figura di Gesu’ talmente umana che nel momento in cui viene crocifisso ti si spezza il cuore. E ci sono i combattimenti di kung fu, per cui non puo’ non essere un libro epico.
Uno dei miei tre desideri al genio della lampada sarebbe quello di saper scrivere come quest’uomo.

Nel segno della pecora, Haruki Murakam.
Un pubblicitario trentenne, viene lasciato dalla moglie e vive le sue giornate immerso nella monotonia. Poi si trova a girare il Giappone per cercare una pecora speciale con una donna magica dalle orecchie perfette. C’e’ qualcosa di elegante e leggero negli autori giapponesi. Adoro la loro economia linguistica, il modo in cui periodi puliti composti di parole semplici e comuni sono in grado di evocare un certo tipo di sensazione di tranquillita’. Stessa cosa per la Yoshimoto anche se i suoi libri sono -diciamocelo- tutti uguali. Belli eh, ma non ricordo dove finisce uno e dove comincia l’altro. So solo che c’era gente triste.

Invisible monsters, Chuck Palahniuk
Palahniuk e’ uno di quei tizi che non dovreste ammettere di leggere daventi a gente che ne capisce di libri, perche’ e’ come ammettere alla fiera dei superbuongustai di stacippa di preferire la Nutella alla crema di nocciole TaldeiTali a 20 euro a barattolo.
Ebbene, a me Palahniuk piace. Non tutto, certo, ci sono delle porcate immonde in mezzo a quello che ha scritto quest’uomo, ma secondo me ci sono anche delle intuizioni estremamente valide, delle immagini estremamente lucide e vagamente distorte allo stesso tempo. “Rabbia” fa ben cagare, pero’.

Il paradiso degli orchi, Daniel Pennac
E ovviamente intendo tutta la saga di Benjamin Malaussène. Pennac riesce a rendere Belleville brulicante di vita. I suoi personaggi sono contemporaneamente estremamente umani e leggermente troppo saturi.
Il mio personaggio preferito, ovviamente, e’ Clara.

La vita istruzioni per l’uso, Georges Perec
E’ un libro costruito in modo elegantissimo, e’ un libro che parla di puzzle costruito come un puzzle. Non lasciatevi scoraggiare dal fatto che all’inizio puo’ sembrare un po’ legnoso star dietro al signor Perec mentre comincia a costruire il suo castello di parole. In genere piace a quelli a cui piace Calvino.

L’incanto del lotto 49, Thomas Pynchon
La prima volta che l’ho letto l’ho trovato estremamente irritante e pretenzioso.  Non e’ un libro facile. Ma leggerlo a voce alta in macchina mentre guidavamo attraverso la California, senza saltare nemmeno una parola, mi ha lasciato cose. La traduzione italiana e’ piena di refusi, se non avete problemi con l’inglese l’originale e’ metri sopra.

Terry Pratchett
Ho provato a sceglierne uno, ma non ci riesco. Forse la saga della guardia cittadina (che comunque sono 3).  Forse il tristo mietitore. Vale la stessa cosa che per i Monty Python. Se Pratchett non vi fa spanciare dal ridere dovete essere persone eccezionali perche’ io non vi consideri dei mentecatti.

La casa delle anime, Matt Ruff
Non so se sia in assoluto il mio libro preferito perche’ non me la sento di scalzare Ende, ma se la gioca.
Leggetelo. Non fatevi sconfortare dallo spessore, va giu’ come l’acqua.

Battle royale, di Koushun Takami
Lasciate  perdere il film supertrash che ne hanno fatto i giappi (che pero’ a me e’ piaciuto). Il libro e’ fantastico e pieno di gente che s’ammazza. Mi piacerebbe vedere il remake del film fatto da Tarantino.

Infinite jest, David Foster Wallace
Mi e’ stato messo in mano quasi a forza da un amico, che considero uno dei pochi geni che io abbia mai incontrato. Non e’ il genere di parola che uso con leggerezza. Me l’ha descritto come un libro sulle droghe che funziona come una droga: prima hai un rigetto e lo percepisci come una cosa sgradevole, poi ti prende, poi hai bisogno di dosi sempre maggiori, quando finisce vai in down.
Ci sono altre cose piu’ “digeribili” di Foster Wallace (tipo Una Cosa Divertente che non Farò Mai Più), ma questo libro e’ il suo capolavoro. Se avete dieci minuti di tempo vi consiglio il discorso che aveva tenuto al Kenyon College nel 2005. Quello che emerge dalle sue parole e’ l’estrema capacita’ di guardare l’umanita’ con lucidità. Forse troppa.

La settimana scorsa siete stati pazzeschi con i suggerimenti, per cui ammetto di attendere con ansia i vostri commenti!

About the author
Faccio foto, dormo troppo poco
65 Responses
  • teo on 14 febbraio 2011

    A parte il maestro totale Forster Wallace è una lista molto under 21 :)

    che va benissimo eh!

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      nah, non sono d’accordo.
      Ci sono parecchi “libri da bocia”, ma non consiglierei solo Wallace dopo i 21.
      E spesso i libri pensati “per gli adulti” sono completamente privi di magia.
      Magari belli, magari importanti, magari scritti bene, pero’ se devi usarli per ispirarti a fare foto finisci a fare fototessere o il fotografo di guerra…

      (ovviamente sto generalizzando in un modo assurdo, e ovviamente spero tu mi smentisca con titoli di libri fantastici che non conosco)

      Reply
      • teo on 15 febbraio 2011

        :)
        giusto, l’approccio è libri in funzione di fotografie.
        E allora subito CARVER!

        E tutti i suoi “discepoli”, A.M.Homes, Charles D’Ambrosio, Olivier Adam!

        O un figo americano (per contro dai minimalisti qui sopra) come Elmore Leonard, o Lansdale!

        E i visionari come Amelie Nothomb? (e pure Calvino già citato sotto!)
        E il sole di Jean Claude Izzo?
        E il nero di Hugues Pagan o Derek Raymond?

        and more to come.. :)

        Reply
    • romano carrattieri on 14 febbraio 2011

      Borges under21 ??

      Reply
  • Bodhisattva on 14 febbraio 2011

    non ce ne è uno che non abbia letto e che non abbia amato >.>
    non ho parole >.>
    Mò penso se c’è qualcosa da segnalare.

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      yay, grazie!

      Reply
      • Bodhisattva on 14 febbraio 2011

        rileggendo meglio del tuo elenco mi mancano:

        Giochi Sacri, Vikram Chandra
        La casa delle Anime, Matt Ruff
        L’incanto del lotto 49, Thomas Pynchon
        Nel segno della pecora, Haruki Murakami.

        Chandra non lo leggerò mai perchè sto cercando di dimenticarmi dell’India (nessuna nostalgia, odio distillato.)

        Tutti i Gialli di Vàsquez Montalbàn del ciclo Pepe Carvalho, ho letto che ti piace la buona cucina e i quei gialli ci sono anche delle ricette da uscirne pazzi (e sono adolescentemente innamorata del protagonista Pepe, per l’appunto). Fanno altresì venire voglia di scappare a Barcellona, di smettere di votare e di fare altre cose per nulla politicamente corrette.

        I tenerissimi Racconti per una solitudine insonne, del Subcomandante Marcos. Una fantasia dolce e buffa, un pò naif, che mi ha conquistato.

        Le streghe di Eastwick di Jhon Updike, poco o nulla i comune con il pur bellissimo film. E’ un libro che letto in moment diversi da sesazione diverse, ma che spiega certi meccanismi di alcune amicizie femminili come nessuna paccottiglia psico-age saprebbe fare.

        Lo splendido “On Bullshit” di Frankfurt, un saggio spassosissimo e al tempo stesso indispensabile (in lingua originale rende decisamente meglio)

        Il Club Dumas di Pérez-Reverte, film da cui è stato tratto la nona porta di Polansky, ma non farti ingannare, mi sono sempre chiesta se polansky avesse mai letto il libro o si fosse fermato alla terza di copertina.

        (si amo gli spagnoli e i sudamericani >.>)

        Reply
  • fotoincollina on 14 febbraio 2011

    “La leggenda di Earthsea, Ursula K. Le Guin”

    vero che sai che esiste il cartone animato fatto da Miyazaki, “Tales from Earthsea”?
    non da miaomiao ma da goro, sempre Studio Ghibli e comunque godibilissimo

    se non lo sapevi e non lo hai visto, EPIC WIN per me, con libro + film entrambi da citazione double shot :)

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      ho visto il film di Goro, ma l’ho trovato parecchie spanne sotto il padre.
      In realta’ soprattutto per la scelta del pezzo preso da sceneggiare.
      Avessero fatto un film del primo libro (il Mago) sarebbe stato splendido.

      E’ come se Jackson avesse fatto solo il secondo film della trilogia del Signore degli Anelli

      Reply
      • fotoincollina on 14 febbraio 2011

        eh si forse non c’è quel nonsoche’ degli altri, che quando finisce vorresti ricominciare immediatamente. forse proprio la storia che non si capisce molto bene, non ho letto i libri per cui mi manca il background

        rispetto alla media resta comunque studio ghibli :)

        Reply
  • Chrean on 14 febbraio 2011

    Purtroppo devo essere sincero: di tutta ‘sta lista ho letto appena “Il Maestro e Margherita” a causa di un’improvvisa ispirazione estiva, e qualcosa di Pratchett (troppo poco, visto che è un genio).
    Prendo nota e metto in coda. :-)
    Non volevo consigliarti nulla, ma non ho resistito: dai gusti che hai potrebbe piacerti molto “Il figlio del cimitero” di Gaiman, una meravigliosa favola allucinata e toccante (per non dire di Nessun Dove, da cui sembrano tratte alcune tue foto :-) ).

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      Il figlio del cimitero mi e’ piaciuto, ma meno di altre cose di Gaiman (citi giustamente Nessun Dove e aggiungo American Gods, se non l’hai letto).
      Piu’ che altro aveva potenzialita’ enormi, ma si e’ bruciato tutto nel finale.
      Quando la storia comincia a farsi interessante devono averlo chiamato per cena e lui ha scritto su word “e poi arrivano questi fanno il culo a tutti e vincono i buoni kthxbye”

      Reply
      • Chrean on 14 febbraio 2011

        American Gods letto, e pure Anansi Boys (mooolto carino), ma d’altra parte ho letto tutto lo scibile universale del Gaiuomo, che spesso ha ottimi spunti ma non sempre riesce a concretizzarli adeguatamente.
        “Nessun dove” resta nel mio cuore più di American Gods perché rispecchiava maggiormente il mio sentire nel periodo in cui l’ho letto (dovevo scegliere fra Londra sopra e sotto, insomma ;-) ).
        Un abbraccio

        Reply
      • V. on 14 febbraio 2011

        Di conseguenza “Bad Omens” non puoi averlo perso! ;)

        Reply
  • andrea on 14 febbraio 2011

    E’ da un bel po che non leggo un romanzo, me li sono segnati tutti. Appena finisco AT WORK (A.L.) inizio a leggerli a raffica (Sant Amazon aiutami tu).

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      Dici quello sulla Leibovitz? A me e’ piaciuto, ma non mi ha entusiasmato.
      Se ti piacciono le biografie di fotografi, Quella di Diane Arbus scritta dalla Bosworth e’ fatta benissimo.
      E molto molto bella e’ anche l’autobiografia di Margaret Bourke-white. Mi pare si intitoli “il mio ritratto” o roba simile.
      (Non cito Capa, perche’ secondo me non e’ poi scritto cosi’ bene, quel libro)

      Reply
  • Paolo Puggioni on 14 febbraio 2011

    Ho letto La Collina dei Conigli da molto piccolo e mi ricordo solo a vaga senzazione di diagio che potresti avere vedendo il tuo gattino schiacciato dal furgone del lattaio. La memoria mi inganna?

    IT e’ uno dei miei libri preferiti di sempre, e in effetti sembra piu’ una storia sull’amicizia e sul crescere che una storia che te la fa fare sotto.

    Gli altri li ignoro, con rammarico.
    Consiglio caldissimamente Casa di Foglie. Solo il layout ti farebbe prorompere in gridolini di gioia (o rimettere, ci sono due scuole di pensiero).

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      non e’ che parli de Il Vento Tra i Salici?
      Sono d’accordo su IT, al di la’ delle apparizioni di Pennywise anche secondo me il centro della storia e’ l’amicizia e quello che succede crescendo.

      >Casa di Foglie

      scrib scrib

      Reply
  • Alessandro Cavallo on 14 febbraio 2011

    Rispetto alla lista dei film, che copre abbondantemenet il 50% della lista dei miei preferiti, qui siamo su un terreno praticamente vergine!

    Concordo con Pratchett (ahime, il mio inglese non mi permette di cogliere tutte le sfumature delle battute quando provo la lettura in lingua originale),
    Ende e quel sant’uomo di Murakami (l’hai letto “l’uccello che girava le viti del mondo”? Fuori di testa!! )
    Il resto, per me, e’ tutto da leggere!

    Chrean ti ha consigliato Gaiman e concordo (bellissimo anche American Gods).
    Io amo le “cronache del ghiaccio e del fuoco” ma non so se rientrarano nelle tue corde…

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      Ho letto tutto Brooks, tutto Terry Goodkind e tutta la Zimmer-Bradley.
      Le mie corde suonano varie melodie :)

      aproposito. Venerdi’ intorno alle 16:30?

      Reply
  • Bara on 14 febbraio 2011

    Mi ritrovo moltissimo nei libri che hai letto, quindi non posso che consigliarti uno dei libri che mi ha segnato di più:

    Bret easton Ellis – American Psycho

    Un capolavoro che trasuda follia, a tratti è veramente estremo, sicuramente fuori dai canoni.

    Dato il tuo amore per Dahl e per Benni (li amo entrambi) ti consiglio sul genere Lansdale con la saga del Drive in! Non te ne pentirai!

    Reply
    • romano carrattieri on 14 febbraio 2011

      Sempre a ruota libera

      Calvino

      Reply
      • romano carrattieri on 14 febbraio 2011

        Scusate, non so perchè il commento mi è finito qui, era del tutto generale.

        Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      American Psycho avevo visto solo il film, ma in effetti mi hanno detto che il libro e’ anche meglio.

      >Lansdale con la saga del Drive in! Non te ne pentirai!

      Uh! Altra cosa che devo leggere e non ho ancora fatto!!!
      Grazie del reminder!!

      Reply
  • romano carrattieri on 14 febbraio 2011

    Al contrario del cinema non mi sento in grado di dare liste,
    inoltre mi sono decisamente spostato dui saggi (è la crisi!).

    Però alcune cose me le sento:
    che Kurt Vonnegut è sempre godibile e in un elenco va inserito
    che Dave Eggers scrive benissimo, da mozzare il fiato
    che a voler uscire dagli States (e detto che ho l’integrale di Borges e mi piace tanto Erri De Luca) mi sono goduto molto
    “una storia quasi universale” di Edoardo Galeano

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      >Kurt Vonnegut

      non ho letto niente. In effetti mi da’ l’impressione di qualcosa che potrebbe piacermi.

      >Dave Eggers

      ho letto ” A heartbreaking work of staggering genius” e mi era piaciuto moltissimo. Sul comodino ho “la fame che abbiamo”.
      Siamo anche stati al Pirate Supply Store a San Francisco :))
      Per chi ha un po’ di tempo consiglio di sentirlo parlare qui http://www.ted.com/talks/dave_eggers_makes_his_ted_prize_wish_once_upon_a_school.html

      Non conosco Erri De Luca ne’ Edoardo Galeano, per cui segno entrambi.

      La cosa stranissima e’ che ho notato che un sacco di gente si trattiene ad esprimere pareri sui libri per paura di sembrare poco colta.
      Per cui a volte parli con qualcuno e lo senti che sembra sforzarsi di ricordare il titolo di un libro “cool” per non dire che adora tutta la saga di Kay Scarpetta (BTW, io adoro i libri in cui la gente viene ammazzata e qualcuno deve scoprire come, da chi e perche’. Sono divertenti, spesso scritti bene e l’autore non sente il bisogno di farti sapere che conosce piu’ parole di te.

      Reply
      • Giulio on 14 febbraio 2011

        Si, perchè abbiamo ancora nella testa l’equazione libri=culura altissima e immacolata, quindi chi legge libri che non rispettano questa equazione se ne vergogna. Una cosa davvero triste.

        Reply
  • Giulio on 14 febbraio 2011

    Segna segna: “La breve favolosa vita di Oscar Wao”, di Junot Diaz.
    “Molto forte, icnredibilmente vicino” di Jonathan Saran Foer.

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      Uh, Safran Foer avrei dovuto inserirlo nella lista. Ho adorato sia “molto forte incredibilmente vicino” che “Ogni cosa e’ illuminata”.
      La sua capacita’ di descrivere i personaggi femminili e’ pazzesca (mi riferisco ad esempio ai feedback della nonna).

      non conosco l’altro libro che hai indicato, per cui segno!

      Reply
  • Gianluca on 14 febbraio 2011

    Concordo appieno con Il Maestro e Margherita… idem con patate pure per i russi in generale.
    La Collina dei Conigli invece è uno dei primi film a cartoni animati che ricordo, qualcosa di sfumato ed indefinito, ormai perso in quella nebbia che mischia il ricordo all’immaginato… lo ricordo tetro, inquietante… a questo punto una letta al libro credo ci voglia!
    Se ti posso consigliare una lettura vado con “La Versione di Barney” di Richler. Ultimamente ho visto che ne è stato tratto un film. Dello stesso autore, per chi ha grandi ambizioni, consiglio “L’apprendistato di Duddy Kravitz”.
    Un libro che mi ha fatto riflettere molto è “Il Deserto dei Tartari” di Buzzati… secondo me ideale per trovare lo stimolo e la forza per cercare di raggiungerli, i Tartari, senza rimanere tutta una vita ad aspettarli!
    Su Pennac il discorso è lo stesso di Bulgakov, anche se, ma non arrabbiarti, spesso mi ricordi la Regina Zabo!

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      >Se ti posso consigliare una lettura vado con “La Versione di Barney” di Richler

      L’avevo cominciato. Poi mi hanno rubato il libro sul treno. Poi l’ho ricomprato ma nel frattempo ho letto altro. Chissa’ dove l’ho messo

      Buzzati l’ho letto credo in prima media e non ricordo nulla se non che mi piacque molto. (LOL. Piacque mi fa ridere. Ahahaha mi diverto con poco. Piacque. ihihihihih)

      >spesso mi ricordi la Regina Zabo!

      ahahaha mi sa che hai ragione tu.

      Reply
      • Gianluca on 14 febbraio 2011

        Dai una chance a Buzzati: le medie hanno il dono di sputt##are anche i libri migliori… e pessimi professori di lettere, spesso nevrotici e malcontenti (e li capisco: una torma di 12enni a cui badare… entrerei con il lanciafiamme in classe) di solito completano l’opera.
        Per Richler invece credo sia il Destino che sta cercando in tutti i modi di impedirti la lettura del libro… prenderei in seria considerazione l’ammonimento: con il Destino non si scherza!

        Reply
  • jox on 14 febbraio 2011

    Una volta per tutte diciamolo: non credo che i libri definiti “per bambini/ragazzi” si debbano considerare di seconda classe.
    Molte persone credono (a quanto ho sentito in giro) che scrivere per marmocchi equivale a non saper scrivere.
    Per me sono tutte cazzate, non esistono categorie di serie B, ma solo scrittori di serie B (e anche C, D, E, F… ecc)

    Comunque grazie per gli spunti, stavo giusto cercando qualche libro… Vorrei leggere Dahl veramente.
    E anche Murakami, che però ogni volta che me lo nominano ci sono pareri discordanti che vanno da “ommioddio lo amo!” a “mah.”

    Reply
    • Giulio on 14 febbraio 2011

      “Per me sono tutte cazzate, non esistono categorie di serie B, ma solo scrittori di serie B (e anche C, D, E, F… ecc)”

      Standing ovation!

      Reply
    • Gianluca on 14 febbraio 2011

      Mi trovi d’accordo Jox. I libri per ragazzi/bambini spesso riescono ad avere chiavi di lettura diverse a seconda dell’età in cui si prendono in mano e si leggono. Prendi un libro come Marcovaldo di Calvino: classico libro di narrativa alle scuole medie, se letto in età adulta riesce a comunicare una certa qual tristezza, come una sorta di disillusione nei confronti di questa persona che cerca in tutti i modi di sbarcare il lunario. Allo stesso tempo riesce a far sorridere sul fatto che riesca a vivere, tutto sommato, in un mondo quasi del tutto suo… e questa è quasi una speranza che regala.

      Reply
  • frog on 14 febbraio 2011

    oltre quelli che hai citato, con un dramma vero e proprio per riuscire a finire Infinite jest per me (e con l’aggiunta di Harry Potter letto a due bambini urlanti :P)

    L’opera galleggiante – Barth
    Follia – Mcgrath
    ho qualcosa da dirti – Hanif kureishi
    la casa alla fine del mondo – Cunningham
    the time traveler’s wife – Niffenegger

    e Zafon non è male da spiaggia! :)

    Reply
    • Bruko on 14 febbraio 2011

      non ne ho letto uno e a vedere dalle sinossi mi piaceranno tutti.
      Hai presente quella specie di momento di esaltazione quando ti accorgi di avere in tasca 50 euro che non sapevi di avere?
      Ecco.

      Reply
  • c. on 14 febbraio 2011

    se non lo hai mai letto, ti consiglio Nove Racconti di Salinger, secondo me ti piacerebbe.
    saluti :)

    c.

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      ammetto di avere letto solo il giovane Holden, di Salinger.
      Daro’ un’occhiata :)

      Reply
  • fotoincollina on 14 febbraio 2011

    per due risate, direi la mitica Guida galattica per gli autostoppisti , di adam douglas!

    e i libretti a seguire la storia
    http://it.wikipedia.org/wiki/Guida_galattica_per_gli_autostoppisti_%28serie%29

    e poi ammetto che harry potter si è fatto strada sugli scaffali :P

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      letti tutti quanti.
      E per quanto mi siano piaciuti, non sono per me il libro culto che sono per un sacco di altre persone (anche se Ale ed io il 25 maggio celebriamo il towel day)

      Reply
  • _blume on 14 febbraio 2011

    oh my.. come mi sento “poco colta” .. di tutti quelli citati, anche nei commenti, ne ho letti pochissimi.

    Pennac l’ho adorato/divorato (mi sa che me ne manca uno però della saga di belleville) .. Quel libro di Perec è da anni nella mia lista di libri da leggere (ho letto “Specie di spazi”, consigliato dalla professoressa di composizione architettonica insieme a “il signor Calvino” di Tavares, due libri molto belli).

    consiglio a ruota libera:

    “I fiori blu” di Queneau
    “Rumore Bianco” di DeLillo
    “Storie di ordinaria follia” di Bukowski
    “Seta” di Baricco
    “Memorie di una geisha”

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      DeLillo me l’hanno consigliato in parecchi quando ho fato il lavoro sui nonluoghi, in effetti.

      Seta l’ho letto (come ho letto novecento e Oceanomare) e mi e’ piaciuto molto anche se ogni tanto mi da’ l’impressione di uno che si masturba leggendo ad alta voce quello che scrive ;)
      Per dire, mi e’ piaciuto molto di piu’ in Barnum.

      Memorie di una geisha in effetti e’ un bel libro.

      Reply
  • Troublewithdream on 14 febbraio 2011

    saluto a tutti.

    Mi ritrovo su tanti bei libri; su la versione di barney e su Infinite jest in particolar modo.
    Ma non è citato “viaggio al termine della notte” di Celine.
    Capolavoro assoluto.
    Quando si termina qualcosa cambia.

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      stavo leggendo la sinossi su wikipedia e leggo

      >Voyage au bout de la nuit è un cupo, nichilistico romanzo in cui si mescolano misantropia e cinismo.

      oh. Io passo.

      Reply
  • sara on 14 febbraio 2011

    sono una buona lettrice ma la mia e la tua biblioteca,a parte pochi titoli, sono due galassie che neppure si sfiorano ! trovo una coerenza con i tuoi film preferiti. ora che alcuni titoli me li segnali tu però mi viene voglia di prenderli in considerazione. grazie come sempre per la condivisione.
    s.

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      In realta’ la mia bibilioteca e’ molto molto piu’ varia: leggo davvero di tutto e in genere sono pochi i libri che non mi piacciono.

      Ho letto persino Moccia, per poter dire con cognizione di cause che Moccia deve morire.

      Pero’ alla fine i libri che salverei da un incendio sono questi.

      Reply
  • mmmhh/michele on 14 febbraio 2011

    Murakami “Tokyo Blues/Norwegian wood”, libro fondamentale, di una tristezza infinita, il regista di Cyclo e Il profumo della Papaya verde ne ha tratto un film che chissà quando e se vedremo in Italia. Tranne quello che hai citato tu (appena ristampato e prima difficilmente trovabile) e un paio di altri ho letto tutto.

    Breat Easton Ellis “meno di zero” e “le regole dell’attrazione”, la disperazione e il vuoto raccontati in maniera perfetta, il dolore di quando non t’importa neanche più se smette di piovere.

    Luther Blissett “Q”, un libro scritto (imho) divivamente, un libro che se ti piace ti piace molto e a me è piaciuto moltissimo persino essendo parte del programma di letterature comparate.

    Kureishi “Intimacy”, la pelle come mura, i muri fatti di silenzi, il buio e il suo odore che si distende nella distanza.

    Andrea De Carlo “Uto”, divertentissimo e un po’ meno divertentissimo, leggero ma profondissimo.

    ce ne sarebbero probabilmente tanti altri, ma è un po’ che non leggo.

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      Ti ho seguito fino ad Andrea De Carlo.
      Andrea De Carlo no, mi spiace. Se lo trovo per strada gli do una pedata sullo stinco.
      e ci ho provato eh. Ma e’ come ascoltare un tuo amico che e’ stato appena mollato dalla morosa e ti ammorba per due ore con i dettagli di una storia che a te nemmeno interessa, ma ti deprime uguale.

      Reply
  • Fabrizio on 14 febbraio 2011

    Pensa che io mi sono innamorato di “Favole al telefono” quattro anni fa, quando sono stato in trasferta per qualche mese in terra veneta.
    In quel periodo non sapevo nemmeno della sua esistenza, ma è stato amore a prima vista.

    Tutt’ora lo rileggiamo con piacere.

    Sui libri per ragazzi sono d’accordo con Jox, io li ho rivalutati tantissimo proprio ora che li sto rileggendo con mia figlia, e mi accorgo di quanto sappiano essere moderni e con molteplici liveli di lettura di una stessa chiave. Chapeau!

    Libri ‘da grandi’ ne sto leggendo pochi, inoltre non amo moltissimo i romanzi, quindi mi taglio le gambe da solo…

    Reply
    • Bruko on 18 febbraio 2011

      peraltro i libri per ragazzi non sono mica cosi’ banali, anzi.
      Quelli veri. Non le cose scritte per ritardati mentali che affibbiano ai bambini da leggere adesso…

      Reply
  • Eugenio on 14 febbraio 2011

    Bradbury ha contribuito a creare il mio immaginario e la mia visione del mondo. A volte, ad essere sincero, credo di averlo odiato per questo, però sarebbe ingiusto accollare a lui tutte le colpe :)
    È passato molto tempo, ma alcune immagini de “Il popolo dell’autunno” e della raccolta di racconti “Molto dopo Mezzanotte” sono ancora vivide nella memoria, con tutto il loro carico di inquietante presagio.

    Come consigli:
    “Anni senza fine” di Clifford D. Simak
    “Le città invisibili” di Italo Calvino
    e una bellissima autobiografia, “Da qualche parte verso la fine” di Diana Athhill

    Concordo in pieno con chi ha proposto Lansdale… con preferenza per il ciclo di Hap & Leonard.

    Reply
  • V. on 14 febbraio 2011

    E che suggerimenti potrei mai darti quando hai citato (quasi) tutti i miei preferiti?
    (no dico, abbiamo letto IT praticamente nello stesso anno, anche se io l’ho letto nel natale dei miei 13 anni – ed anch’io cerco di regalare la storia infinita a tutti i bimbi che conosco, ma intorno ai 10/11 anni :D)

    Reply
  • V. on 14 febbraio 2011

    Ecco, ma Saramago?
    Le intermittenze della morte potrebbe essere nelle tue corde. E anche l’uomo duplicato. Si fa un po’ fatica ad entrare nel suo linguaggio privo di punteggiatura, ma una volta dentro ci si perde.

    Reply
  • Steve on 14 febbraio 2011

    Belli (almeno quelli che conosco)! Per quelli che non conosco mi fido!
    Per come scrivi avrei giurato di trovare anche Lansdale nella tua lista, se non lo conosci io (e ‘sti cazzi dirai tu…) te lo consiglio ;)

    Reply
  • barbara on 14 febbraio 2011

    Be’, mi è difficile aggiungerne, visto che quasi tutte queste letture ce le siamo giocate di pari passo, ma integro con:

    Le avventure di Alice di Lewis Carroll
    L’idiota e Delitto e castigo di F. Dostoevskij
    Saga di Tonino Benacquista
    Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams
    Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley
    Magic Kingdom di Stanley Elkin

    Reply
  • Ramon on 15 febbraio 2011

    “Invisibile monsters” di Chuck e non “choke” (brutto film) o “fight club” (meglio il film)? Curioso! “Invisible Monsters” mi ha lasciato come se … ecco appunto.

    … ma quando ho letto Pratchett nella lista, ho deciso di fermarmi e dire che da questo momento hai ragione a prescindere: la guardia cittadina rimane la più caustica presa per il culo del genere umano, nonché di qualsiasi altro genere letterario, basta la descrizione di cosa sarebbe un drago nel mondo disco, lo stravolgimento più totale dei topos del fantasy, del giallo, del romanzo di avventura del … mi fermo.

    Ecco, aggiungo la saga di Bartimeus a ‘sto punto, perché è bella e basta, nonché “Johnatan Strange e il sig. Norrel” che nei primi due terzi di libro prende pesantemente ai testicoli, ma ad un certo punto ti travolge come una tempesta e alla fine dici: “ma porca vacca, è già finito?”, però col cavolo che ritorni a leggerlo.

    Comunque di solito non leggo molto fantasy.

    Reply
  • Anna on 15 febbraio 2011

    Ciao Sara ciao a tutti,
    quando si parla di libri mi vengono subito in mente quelli che vorrei leggere più che quelli che ho letto. Ora vorrei leggere, dopo Cattedrale, altro di Carver: è stato amore a prima riga; poi vorrei leggere qualcosa di Cioran, e poi: Tre uomini in barca, I fiori blu, tutto quello che mi manca di Calvino, Arancia meccanica, Porno di Welsh, Qualcuno con cui correre, Grandi speranze di Dickens, ecc. ecc. ecc.

    Il tuo modo di approcciarti ai libri mi ha fatto venire in mente una poesia di De Luca che dice più o meno: “i libri sono come strade: su alcune mi sono affacciato, su altre ho passeggiato con tranquillità, su altre ho corso disperatamente”.

    Reply
  • Leonardo on 15 febbraio 2011

    Naturalmete sfrutto le recensioni come idea per i prossimi acquisti, mi sono un po’ meravigliato di non aver trovato il Signore degli Anelli e ti “consiglio” un titolo appartenente ad un genere che non mi sembra di aver visto citato:

    Joe Simpson: La morte sospesa

    Non posso dire con assoluta certezza che sia il più bel libro scritto di avventura, ma molto probabilmente il più famoso.

    Se poi ti sarà piaciuto, sarò in grado di darti un sacco di dritte (tipo Freney 1961 – Parete Nord – Aria Sottile di John Krakauer (dello stesso autore Into the wild che ho visto “recensito” tra i film) e come capisci potrei andare avanti a lungo ….

    chissà se accetterai il mio suggerimento spero che tu ne rimanga favorevolmente colpita.

    Ciao
    Leonardo

    Reply
  • Giovanni on 15 febbraio 2011

    ma come? e John Fante? nessuno me lo cita?
    e allora lo faccio io!

    di John Fante tutta la saga di Arturo Bandini.

    Reply
  • Jacopo on 16 febbraio 2011

    Ciao, allora:

    Cormac McCarthy: praticamente tutto, se vuoi farti un’idea in venti minuti Sunset Limited: difficile avere più immagini in un libro…
    Knut Hamsun, “Fame”: incredibilmente anarchico.
    Heinrich Böll, “Opinioni di un clown”: ecco cos’è l’amore!
    Philip Roth, “Pastorale americana” e, fra gli ultimi, “L’animale morente”: è il nostro tempo.
    Pier Vittorio Tondelli, “Altri libertini”: anni 80. Forse un po’ adolescenziale ma comunque interessante.
    Albert Camus, “Lo straniero”: basta la canzone dei Cure (Killing an arab) per capire il concetto? No, non basta. Altro che esistenzialismo…
    Philip K. Dick, “La svastica sul sole”: che immaginazione.
    E non dimenticherei anche qualcosa di classico tipo Stendhal o Le Metamorfosi di Ovidio…

    Scusate per la lunghezza dovevo farlo…

    p.s. Mi stavo dimenticando IL libro: Moby Dick.

    Reply
    • teo on 16 febbraio 2011

      Questa è una lista decisamente over 21! :)
      condivido tutto. magari non direttamente “fotografica”, ma ti infila nel mondo dritto dritto…

      E pèfforza aggiungo solo:

      -Agota Kristoff “La trilogia della città di K”
      -Jonathan Franzen “Le correzioni”
      -Bret Easton Ellis “Meno di zero”

      buoni ombrelloni, divani, caminetti. :)

      Reply
  • KoKo on 16 febbraio 2011

    questi post generano mostri.
    leggendo la tua lista ho subito pensato che ci mancava vonneguth, ho visto che te lo hanno consigliato e hanno fatto bene…
    mattatoio n.5, o ghiaccio 9.

    Reply
  • Jo on 18 febbraio 2011

    Questa magnifica lista rarebbe da commentare tutta (chapeau), dove tra l’altro mi dai enormi spunti per nuove letture, ma volevo dirti che “Favole al telefono” e’ IL. MIO. LIBRO.
    Su quel libro ho imparato a leggere, per mezzo di quel libro ho imparato – in seguito – cosa vuol dire “affabulare”. Lo userei come testo di base in qualunque corso di scrittura.

    “Il vangelo secondo Biff” lo sto leggendo or ora, regalo di una comune amica scrittrice ;-). Fantastico.

    Reply
  • Daria on 15 marzo 2011

    leggo in ritardo questi post di classifiche, ma per i libro ne sottoscrivo un buon 70%. “Il popolo dell’autunno” è uno dei mie preferiti, vicino casa c’è un vecchio tendone da circo abbandonato e se sapessi fare foto ci avrei fatto qualcosa (e invece no). Moore e Carrol sono nel mio personale Olimpo e fidanzato ha recuperato anche vecchie cose pubblicate in Italia eoni fa e adesso fuori catalogo, tipo “Il ritorno del dio Coyote”. Il Vangelo è il mio preferito in assoluto, comunque. E anche Zuppa di Vetro, di Carrol ho letto una cosa ultimamente che sì, la grattugia mi sembra una buona idea.

    Reply
Comment on this post


8 + otto =