Lamentini di tutto il mondo unitevi. Altrove.

Questa settimana -per un motivo o per l’altro- mi sono trovata piu’ volte a parlare con gente che si lamenta dei clienti che non capiscono niente, del mercato che e’ uno schifo, dei colleghi che sono degli idioti ma lavorano perche’ evidentemente e’ tutto un magna magna ecc ecc.

Stavo per fare un pistolotto lunghissimo sul fatto che se il mondo ce l’ha con voi tendenzialmente Occam radendosi giungerebbe alla conclusione che il mondo ha ragione, ma ve lo risparmiero’. E’ primavera, le giornate sono deliziose, sono esplosi un sacco di fiori e io sono estremamente di buonumore.
Vi segnalo pero’ l’ultimo Sunday Jumper perche’ sono state scritte molte cose interessanti e secondo me la discussione e’ illuminante per molti punti di vista.
E dopo aver letto quello, leggetevi  gli ultimi post di Chase Jarvis, che per 10 giorni ha mostrato il dietro le quinte di una campagna fotografica, mostrando come i ritmi di lavoro, la capacita’ di risolvere i problemi e la resistenza fisica e la capacita’ di tenere insieme un team di persone che lavorano assieme siano caratteristiche essenziali per un fotografo con dei clienti. Partite da qui e leggete i 10 post successivi.

E’ stancante anche solo leggerli, ma secondo me sono una miniera di informazioni preziosissime e quello che ne emerge e’ che per essere pagati davvero tanto dovete dare davvero tanto e invertire completamente l’approccio: eliminate i “come faccio a farmi pagare dal mio cliente? Come faccio a fargli comprare 10 foto invece di 2?”, ma piuttosto passate al “come risolvo i problemi? Come porto a casa il lavoro migliore possibile?”.

Mia nonna diceva che se si vuole il principe azzurro bisogna saper essere una principessa. Vale anche con i clienti…

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Faccio foto, dormo troppo poco
18 Responses
  • Daniela on 2 aprile 2011

    ah però questo detto della nonna non lo conoscevo :))))

    Ho letto l’articolo e visto il video. Pur non avendo visto nessuna foto nel video, la sceglierei sicuramente come fotografa. E’ incredibile. Davvero ha iniziato a fare foto nel 2006… wow!!! che mangia a colazione? :P
    Grazie per averlo condiviso. lo faccio girare! :)

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  • Stefano on 2 aprile 2011

    La gente si lamenta per il semplice fatto che c’è la crisi, di conseguenza va tutto male punto.
    Detto questo se si è bravi a fare foto, fare il pane, riparare frullatori, è un buon punto di partenza, poi però ci vuole, giustamente anche tanto sacrificio, ovvero bisogna sbattersi, ma costa fatica e sudore, cose che non sono affatto simpatiche.
    Mi sono visto il video su MTV di Bianca Balti, due volte, non tanto perchè lei è bellissima, ma per come vive, va a dormire alle ore 21.00 e si sveglia alle 5.00, gira il mondo ed ha una figlia, serenamente sostiene che ha la fortuna di essere fotogenica ed essere magra e di essersi trovata per culo al posto giusto al momento giusto, stop fine della fiera, ma lei stessa ammette che è molto professionale, vedi vita da monaca di clausura, palestra etc, non fa la bella vita da sogno che ci si immagina da fuori.
    Personalmente due anni fa coordinavo 15 persone che giravano l’Italia, l’anno scorso passavo da un aereo all’altro in giro per l’italia a lavorare (un po’ perchè non c’era molto lavoro, ma sopratutto perchè le persone che lavoravano per me facevano pena) e farmi un gran culo, credo che fare foto sia altrettanto faticoso e difficile, se fatto bene (che non vuol dire solo fare belle foto), ma vuol dire coordinare e coordinarsi, con cliente, modella e tutte le persone che vi ruotano attorno, ovvio più si fanno le cose in grande più il casino aumenta, ma è lì che si vedono le qualità.
    Tra un po’, quando sarò in grado di fare fotografie decenti, probabilmente inizierò questa nuova avventura, ma conscio di ciò che mi aspetta, per diventare Benedusi che si fa due ore di sonnellino sul set con 20 persone che lo aspettano, ne passerà tanta di acqua sotto i ponti, se mai ci arriverò…
    Per cui sudiamo e facciamoci il culo, va…

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  • Raff on 3 aprile 2011

    parto dal fatto che chi non è in grado di innalzare se stesso ad livello migliore e decide pertanto di spalare merda sul mondo e sui concorrenti nella speranza che affoghino e di abbassare il loro di livello è meglio che fallisca, chiuda e si levi dalle balle con una cariola di diprezzo da parte mia per il suo atteggiamento. Certi dinosauri che si evolvano o che si estinguano. Ne sentiremo certamente la mancanza…meno merda in giro e quindi aria più pura. Chase Jarvis è una persona che stimo veramente veramente tanto, al di là delle questioni di marketing del suo modo di proporsi, fa fotografia per amore, e l’amore è condivisione (mai creduto alla storia che se uno è geloso è perchè ama, è solo pavido e insicuro, alla larga). Avere paura che qualcuno diventi più bravo di noi se scoprisse i nostri preziosissimi barbasegreti è la prova del non aver capito un cazzo nè di fotografia, nè di se stessi.
    Come diceva mia nonno (in realtà non lo ha mai detto, ma mi piace pensarlo) “se devo fermarmi a prendere a calci tutti i cani che mi abbaiano contro rischio di non fare molta strada” ghghghghgh :)

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  • Anna on 3 aprile 2011

    Sono d’accordo sul fatto che bisogna farsi il culo ecc. e che forse tanta gente non è portata come crede per la fotografia; basta non confondere il “farsi il culo” con il lavorare gratis e soprattutto con tutti gli stronzi che fanno passare la seconda come un “sintomo” della prima. Ecco chiamiamo le cose col loro nome e facciamo poco i furbi: se vuoi una cosa la paghi, non ti attaccare alla storia che io non ho abbastanza passione per quello che faccio.

    Lo so Sara che tu non lo pensi assolutamente, ma, come tu senti continuamente persone lamentose, io sento in parte quelle, in parte ragazzi come me che passano mesi a fare stage non pagati e si fanno pure delle menate assurde se non hanno leccato bene la tazza del cesso: ecco svegliamoci un po’ da entrambe le parti!

    Ah e cq: un applauso a tua nonna :)

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    • Bruko on 3 aprile 2011

      non ho idea di cosa centri quello che ho scritto io nel post con la tua risposta (mi sembra piu’ uno sfogo su roba tua), ma in linea di massima il lavorare gratis abbia senso sempre e solo se sono io che lo decido: non lo decide certo la gente che mi chiede di lavorare.

      Lo stage non pagato funziona se la vedi come una scuola che puoi fare gratis.
      Darei dei soldi per poter lavorare come assistente di un paio di fotografi per sei mesi. Ma non vado certo a fare uno stage non pagato da CiccioIlFotografoDelleZozze. E non lavoro gratis per anni.
      E se lo faccio non e’ chi mi propone soluzioni del genere ad essere disonesto, sono io a non essere proprio un genio.
      Se ti accorgi che stai semplicemente facendo lo schiavetto di qualcuno che non ne vale la pena, pigli e te ne vai.

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      • Anna on 3 aprile 2011

        Io invece credo che c’entri parecchio, perchè se da una parte è vero quello che tu descrivi, dall’altra viene usata da qualcuno per dire “Vuoi fare il fotografo? Allora vieni a fare il mio assistente gratis 12 ore al giorno. Ti lamenti? Non 6 fatto x qs lavoro, non ti sai sacrificare, ecc.”: ecco qs discorso è profondamente scorretto oltre che illegale per certi versi.
        Lo stage non è una scuola che puoi fare gratis (la scuola la paghi, dovresti pagare per fare uno stage?) è nato come una formula x formare qualcuno a uno specifico lavoro e poi introdurlo nell’azienda. Se specificare questo mi rende meno simpatica ai tuoi occhi pazienza. Buona domenica

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        • Bruko on 3 aprile 2011

          ti rispondo su due livelli diversi

          1) il tuo commento secondo me c’entra poco perche’ io sto parlando di fotografi di professione che si lamentano dei propri clienti. Tu stai parlando di ragazzini che vorrebbero fare i fotografi e vanno a fare uno stage. non c’entra niente. Sono due mondi diversi, con problematiche completamente diverse.
          Da una parte c’e’ gente che manda avanti uno studio, dall’altra gente che vuole imparare a fare un lavoro ma non ha ancora la piu’ pallida idea di come portare a casa soldi o clienti.
          E’ come se io ti parlassi di trattamenti antirughe e tu mi rispondessi parlandomi di acne giovanile. Si’ ok, sempre roba di pelle e’, pero’ se posso darti un consiglio non mettere creme antirughe su una pelle con l’acne: sono troppo grasse.

          2) E’ brutto da dire, ma effettivamente questo e’ un lavoro che richiede sacrificio.
          NON STO dicendo che sacrificio significhi lavorare gratis per un fotografo. Sacrificio puo’ voler dire lavorare gratis per un cliente per avere roba nuova in portfolio. Oppure fare 2 lavori contemporaneamente, oppure fare un mutuo di quindici anni e poi trovare il modo di pagarlo tutti i mesi. Se non vuoi fare sacrifici, allora devi avere una base economica solida (a.k.a essere ricco)
          Pero’ il fotografo non e’ un lavoro per gente che ragiona da dipendente aziendale. Vuoi un lavoro con delle garanzie, con un contratto a tempo indeterminato, con orari decisi da un contratto? Non fai il fotografo, fai altro.
          Uno stage aziendale e fare l’assistente non sono la stessa cosa.
          E soprattutto un assistente spesso e volentieri e’ qualcuno che rompe roba parecchio costosa, cancella file per sbaglio, si dimentica di prenotare l’attrezzatura o la prenota sbagliata. Ti fa perdere soldi.
          Non gliene chiedi e in cambio lui fa lavori a scimmia ammaestrata e un po’ alla volta quando impara a fare cose gli fai fare lavori migliori. E poi quando ha imparato (e quindi comincerebbe a essere una risorsa) se ne va per i fatti suoi.
          Detto questo, io ho sempre pagato i miei assistenti.

          Buona domenica a te.

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        • Stefano on 3 aprile 2011

          Secondo me bisogna fare un distinguo, ovvero io che chiedo a un professionista di fare uno stage, il buon senso dice che dovrei pagare punto e sacrificarmi e tutte queste belle cose qui. E’ dura, ma come dice Sara, pagherei volentieri per fare l’assistente a un paio di fotografi per sei mesi, ma sono “vecchio” e ho purtroppo una serie di impegni (economici, leggi figlia) che me lo impediscono.
          L’altro caso è il professionista che si rivolge a una scuola (che si presuppone abbia già insegnato le basi della tecnica) e questa gli segnala una persona, questa va sottopagata (ma pagata), deve comunque farsi il culo etc. Perchè se io sono il fotografo bravissimo (metti come Sara Lando…) e pago 3000 euro l’assistente, quando mai questo progreddisce? Si accomoda sulla spalla di Sara Lando tipo pappagallo…
          Infine il post di Sara era comunque legato ai “professionisti” o presunti tali…

          PS a breve Sara Lando mi assume come suo portavoce personale, scherzo ovviamente, però anche se sembro molto pro Sara Lando, ammiro questa ragazza che con suo marito hanno un bel progetto di lavoro e di vita.

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          • Anna on 3 aprile 2011

            @Sara: sì forse mi sono lasciata un po’ prendere la mano, cosa dovuta a discorsi allucinanti sentiti pronunciare da (cosiddetti) professionisti. Ci sarebbe poi da chiedersi cosa significhi essere un fotografo professionista (appunto perchè non è un lavoro paragonabile a quello di altri liberi professionisti) nel 2011, ma è un altro enorme paio di maniche.
            Grazie per il confronto

  • jox on 3 aprile 2011

    La frase di tua nonna me ne ha ricordato una di Gaber, ovvero “ognuno ha l’infinito che si merita”.
    Però ecco, sono cose a cui non ci si arriva subito (intendo il non lamentarsi).
    Grazie per le segnalazioni :)

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  • Stefano on 3 aprile 2011

    In effetti stavo pensando nel pomeriggio allo spunto che Anna ha postato come ultimo messaggio, ovvero cosa significa essere fotografo professionista, perchè nonostante mi sia avvicinato da pochissimo alla fotografia più che altro studiandola, mi sto rendendo conto che alcuni fotografi sono dei veri e propri artisti. Quindi da un lato il professionista che fa foto per portare a casa la pagnotta, dall’altro vedo altri fotografi che vanno oltre, facendo foto “non vendibili”, ma a mio modesto parere, assolutamente artistiche. E ad essere sincero questo mi spiazza, nel senso che ho fin ora ho fatto lavori che sono lavori fini a se stessi (per carità servizi, per cui nemmeno lavori di produzione), ma che non danno spazio a creazioni artistiche, però probabilmente un bravo fotografo fa comunque “arte” nel momento stesso in cui scatta. I’m confused…
    PS il blog di Anna è un’altro blog fantastico, che ho scoperto da poco, complimenti davvero.

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    • Anna on 3 aprile 2011

      Ringrazio molto per il complimento, spero di meritarlo.
      Se poi le mie osservazioni suscitano altre riflessioni meglio ancora!

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      • Stefano on 3 aprile 2011

        Bhe a mio avviso si, altrimenti non lo avrei fatto, però fai delle belle recensioni e scrivi molto bene, anche se non ho capito chi tu sia e che lavoro faccia :))
        Riguardo alle riflessioni, devo notare, con piacere, che i blog fatti da voi donne sono sempre spunto di riflessione per me, forse perchè ho fatto sempre lavori dove la donna è out (metalmeccanica per capire), però fornite spunti interessanti diversi da noi maschietti(starò diventando femminista?). Anche se poi seguo anche blog fatti da uomini, per par condicio :)

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  • jox on 3 aprile 2011

    Comunque dopo aver letto l’articolo su J* su Jumper, vorrei anche sottolineare il fatto di quanto è bello descriversi, invece di dire “I’m Jasmine Star, badass photographer and fucking amazing person”, con un bellissimo “I’m Jasmine Star, the photographer of fabulous people”.

    Cambia davvero la prospettiva delle cose.

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  • Bodhisattva on 3 aprile 2011

    Se sei un libero professionista è sempre difficile essere pagato dai clienti, sbarcare il lunario, e mi dispiace dirvelo ma ci sono professioni anche più difficili da questo punto di vista del fotografo. Più dispendiose, che richiedono un maggior numero di anni di studio, e che implicano stare per lunghi mesi nella fanga mangiando lenticchie nel buco del culo del mondo lontano dalla famiglia e senza una connessione internet che ti permetta di avere un blog e di lamentarti quando il tuo tubo di scarico è otturato da un iguana che si mangia la tua iperproteica cacca da Homo Divanensis.

    Eppure questo genere di professioni non proliferano di lamentazioni tanto quanto quella del Fotografo (o aspirante tale). Perchè?

    La connessione manchevole, il fatto che non hai piu o tendini? No, è che nel buco del culo del mondo ti senti comunque un privilegiato perchè stai facendo quello che vuoi fare.

    Sia chiaro che è importante lamentarsi per le cose che non piacciono e che non vanno, bisogna proprio ribaltare i tavoli e dire a chi cerca di sfruttarti che razza di personcine tu pensi che siano, ma sarebbe anche opportuno avere una proposta di come vorresti che fossero le cose visto che comeva non ti va bene, e magari qualche consiglio su come migliorarle.

    Io non penso che tutta sta gente che si lamenta a vuoto e non abbia idea di come vorrebbe che fossero le cose, ma mi sovviene un pensierino cattivo: che forse mostrando questo atteggiamento pensano di poter smontare la concorrenza appena entrata nel mercato?

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    • Stefano on 3 aprile 2011

      Hai fatto un commento bellissimo, complimenti! Non credo che al giorno d’oggi, tolte banche, assicurazioni, stato, farmacisti e distributori di benzina e qualche altra categoria iperprotetta che mi sfugge ora, qualunque simpatico lavoro da professionista/imprenditore sia facile portare a casa la pagnotta, attenzione non arricchirsi, ma almeno sopravvivere. Per il semplice fatto che tutti pagano male, quando pagano.
      Io e il mio socio riflettevamo su questo: per lo stato sei un ladro evasore, per le banche un truffatore perchè emetti e anticipi ri.ba. che non vengono onorate, per i clienti sei un ladro perchè sei carissimo, per i dipendenti sei un bastardo perchè ti arricchisci sulle loro spalle, per i fornitori sei un pessimo cliente perchè fai fatica a saldare i debiti. In pratica se fai l’imprenditore/professionista fai prima a comprare un fucile mitragliatore e andare a rapinare banche…
      Poi anche io ho pensato che alcuni fotografi temendo la concorrenza dicano che fa schifo questa professione, a me non pare troppo diversa dalle altre, forse è più qualcosa che ancora devo capire, ma mi ispira :)

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  • giuseppe on 4 aprile 2011

    Mi lamento solo dei tempi di consegna :) strettttttisssimi!
    e di quando ci sono le commissioni, una settimana zero lavoro, l’altra 10 cose in un giorno solo!! sembra che i clienti si mettano d’accordo con le scadenze :) Ah mai lamentarsi dei colleghi, ma trattarli bene perchè ti salvano il culo in + di qualche occasione.

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  • marco barsotti on 5 aprile 2011

    Brava.
    Grazie.

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