Disobbedienza Intellettuale

Ho parlato spesso dei motivi per cui credo nel valore di scegliere licenze Creative Commons per la fotografia, di quanto io trovi ridicoli i watermark che violentano le foto e tutti i trucchi del mestiere per far si’ che nessuno vi “rubi” il capolavoro del millennio per diventare ricco sulle vostre spalle (tralasciando il fatto che se nessuno vi compra le foto e uno sconosciuto riesce a fare i milioni con le basse risoluzioni che avete nel sito, forse dovreste contattarlo e assumerlo).
Sara’ ancora peggio adesso che sono usciti i nuovi monitor retina display: le foto in bassa risoluzione faranno cagare vetri, le foto in alta risoluzione potrebbero essere rubate dalla Banda Barzotti. Che fare?

Sono cresciuta in mezzo a persone che mi hanno insegnato che l’informazione deve poter circolare liberamente e persone che mi hanno insegnato che l’immagine e’ informazione e questi due concetti assieme a volte mi creano dei problemi quando devo decidere come comportarmi quando qualcuno usa una mia immagine senza permesso (anche se col tempo e’ diventato piu’ facile: se e’ per usi commerciali, viene pagata. Per qualsiasi altra cosa, liberi tutti).

Sta diventando sempre piu’ difficile capire quando qualcosa e’ pubblicabile e quando no, quando esiste il fair use e quando no, quando e’ necessaria una liberatoria e quando no. E anche se io sono tendenzialmente contraria all’idea di scattare una foto a qualcuno di nascosto e poi pubblicarla o farci dei soldi, sono perfettamente consapevole che ci sono foto che  devono esistere e per cui non e’ possibile chiedere il permesso (ve lo immaginate Capa che si avvicina al miliziano morente con la liberatoria in mano?)
Sono consapevole che ci sono lavori che sono rielaborazioni (o veri e propri saccheggi) di altri lavori e che a voler ben vedere il mondo e’ un posto migliore perche’ questi remix esistono. I grimm, il blues, i Led Fucking Zeppelin, Fool di Christopher Moore.
(L’avete visto Everything is a remix, vero?)
La questione del copyright sta diventando ridicola. Che si tratti della Warner Bros che fa togliere delle maglie da zazzle perche’ ritiene di avere i diritti sul mago di Oz (che e’ di pubblico dominio), o del corrispettivo Slovacco della SIAE che fa causa a un villaggio perche’ i bambini hanno cantato delle canzoni per la festa della mamma senza pagare i diritti o del milione di esempi che si trovano di questi tempi.

La cosa davvero assurda e’ che se sono un’azienda posso appropriarmi senza grossi problemi della scritta che trovo su un muro e usarla per uno slogan, e se qualcuno usa quella stessa scritta posso fargli causa per violazione di copyright.
Io sono cresciuta rispettando le regole perche’ non erano molte e avevano senso, ma diventa sempre piu’ difficile essere sicuri di non stare facendo qualcosa di illegale (ad esempio, se cantate in gruppo “Tanti Auguri a te” in un luogo pubblico, dovreste pagare i diritti). Quello che e’ nato come un tentativo di difendere i creatori di contenuti, sta diventando sempre di piu’ un modo di impedire la creazione di nuovi contenuti mungendo il piu’ possibile i consumatori dei materiali in questione (fino al punto di dover teoricamente pagare piu’ volte per lo stesso file se deve essere usato su dispositivi diversi).

Nina Paley introduce un concetto interessante: la Disobbedienza Intellettuale, un misto tra la disobbedienza civile e la proprieta’ intellettuale. Perche’ esiste un punto in cui non solo si e’ consapevoli di stare facendo qualcosa che infrange delle regole, ma diventa necessario se si vuole creare qualcosa di nuovo e valido.

Di nuovo, dove si traccia la linea? Non so dare risposte univoche, ma sono domande che secondo me ha senso farsi e diventeranno essenziali nel giro di poco tempo, visto che non e’ impossibile che vi facciano causa se fotografate qualcuno vicino a un’opera d’arte che si trova in un luogo pubblico.
Palazzi, ponti e quadri sullo sfondo: ha senso che siate costretti a tagliarli fuori dall’immagine o photoshopparli via se volete pubblicarla? Cartelloni pubblicitari con logo che vi vengono infilati in gola a forza, senza che possiate scegliere di non guardarli: e’ giusto che non possiate appropriarvene per le vostre foto? Che non possiate riadattarli, modificarli, farli vostri? Lo spazio pubblico vuol dire che e’ intoccabile da tutti tranne da chi ha i soldi per poterlo comprare?
Se avete in mente la foto perfetta, ma l’idea parte dal dover usare qualcosa che e’ stato fatto da altri, dovreste chiedere e aspettare il permesso?

Se capite l’inglese, prendetevi un’ora e mezzo (e’ venerdi’, non avete voglia di lavorare) e guardate RiP: a remix manifesto. E’ un documentario fatto molto bene sull’argomento.

Come comportarvi di fronte agli stimoli che ricevete e’ una scelta vostra, ovviamente.
Ma in un certo qual modo non riesco a non pensare che tra Tesla e Edison, io scelgo Tesla.

…………………………………………………..

Il post che ho appena scritto potrebbe in effetti essere eccessivamente delirante, ma adesso che mi hanno tolto tutti e 5 (si’, 5) i denti del giudizio, sono ufficialmente una mina vagante. Forse me ne pentiro’ quando svaniranno gli effetti di antibiotici, antidolorifici & Co. ma intanto buon weekend!

About the author
Faccio foto, dormo troppo poco
18 Responses
  • Barbara on 22 giugno 2012

    Decisamente interessante e anche molto triste la storia di Tesla. Grazie!

    Reply
    • Bruko on 22 giugno 2012

      ancora piu’ interessante in questi giorni sono le vicende del creatore di quel fumetto.
      Un sito gli aveva rabbato un sacco di foto per farci dei soldi, lui aveva scritto un post sul blog, i tizi ne avevano tirate via alcune, lui aveva lasciato perdere.
      A distanza di due anni l’avvocato del sito che gli aveva rubato le immagini gli manda una lettera chiedendogli 20.000 dollari per danni.
      Lui risponde con il post migliore della storia di Internet, dicendo che avrebbe raccolto 20.000 dollari e gli avrebbe mandato la foto dei soldi con sopra un disegno di sua mamma che cerca di sedurre un orso e poi avrebbe dato i soldi in beneficenza a un’associazione per la salvaguardia degli animali selvatici.
      http://theoatmeal.com/blog/funnyjunk_letter

      In due settimane ha raccolto 210.000 dollari, facendo completamente sbarellare l’avvocato, che sta cercando di fare causa a lui, alle associazioni, a IndieGoGo con nessuna possibilita’ di vincere e tutta l’Internet che lo prende per il culo.

      Puoi leggere i riassunti di tutta la vicenda qui
      http://www.popehat.com/tag/oatmeal-v-funnyjunk/

      o qui
      http://www.techdirt.com/blog/?tag=the+oatmeal

      E’ la soap opera dell’estate (per noi gente che non giochiamo con gli altri bambini e stiamo in casa a rimanere bianchi)

      P.S. Ti sto seguendo su twitter e non vedo l’ora di vedere cosa saltera’ fuori da questi mesi a Singapore!

      Reply
  • Stefano on 22 giugno 2012

    Tesla e’ uno dei miei eroi!
    Mi piace molto il concetto di disobbedienza intellettuale.
    Cagare vetro mi mancava.

    Reply
    • Bruko on 23 giugno 2012

      E’ un’azione allo stesso tempo scatologica e dolorosa. Soprattutto dolorosa.

      Reply
  • marco barsotti on 22 giugno 2012

    Molto interessante. Preoccupante invece come si restringano sempre piu le liberta individuali (vedi anche il caso Megaupload), anche – e sopratutto – nella nazione guidata da un progressista di colore

    Reply
    • Bruko on 23 giugno 2012

      I casi americani sembrano piu’ gravi anche perche’ e’ molto piu’ normale negli Stati Uniti che se qualcuno tenta di far passare una legge come il SOPA o l’ACTA, la gente di Internet si indigna e comincia a far girare la notizia (e a buttare giu’ siti). Quando succede in Italia qualcuno manda una mail a catena con le informazioni sbagliate, qualcuno aggiorna lo status su facebook, la maggior parte nemmeno sa cosa succede perche’ e’ al mare.
      E se il SOPA era nato come una legge con il fine di combattere la pirateria, non so se ricordi che l’estate scorsa (appunto, la gente e’ al mare) in Italia siamo stati a tanto cosi’ (fa il gesto del molto piccolo con le mani) dal far passare una legge per cui l’Agcom avrebbe avuto il potere di ordinare agli Internet Service Provider di rimuovere contenuti on-line per via amministrativa sulla base di semplici segnalazioni dei detentori dei diritti, senza passare per il sistema giudiziario.
      Non mi piace quello che scrivi? Ti butto giu’ il sito senza dover dare spiegazioni a nessuno.

      Quello che mi preoccupa di piu’ non sono tanto i governi, ma le persone. Quando ero negli Stati Uniti sono rimasta colpita dal fatto che tutti sapessero che esisteva un Primo Emendamento che sancisce la liberta’ d’espressione. Ho provato a chiedere in giro “sai cos’e’ l’articolo 21?” e tra le risposte ho avuto anche “non era il gruppo rap di J-Ax?”. La maggior parte della gente non ne aveva idea.
      Le sigh.

      Reply
      • marco barsotti on 23 giugno 2012

        aaargghhh non saprei rispondeti neppure io sull’art 2! Costituzione?

        comunque vero, su fb in troppi scriviamo cose superficiali

        Reply
        • barbara on 25 giugno 2012

          Diciamolo a tutti:

          « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

          La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

          Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

          In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

          La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
          Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

          (Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

          Reply
          • Bruko on 28 giugno 2012

            pollice su

    • Bruko on 23 giugno 2012

      P.S. Un buon sito da avere nei preferiti su questi argomenti e’ http://www.techdirt.com/

      Reply
  • marco barsotti on 23 giugno 2012

    ….aaarghhh sull art 2 non avrei saputo risponderti neppure io! costituzione?

    Reply
  • marco barsotti on 23 giugno 2012

    …e il bello é che non conosco neppure jax, oh my god!

    peró ormai so tutto sull’ESM, un alto serio pericolo che incombe su di noi, veramente, buttaci un occhio.

    scusa, divago un attimo, se vuoi divertitri davvero al mare prendi la yashica apw-10, costa 60 euro, va sottacqua, guarda cosa tira fuori!: http://flic.kr/p/cjpSTw

    Reply
  • marco barsotti on 24 giugno 2012

    ti ho trovato questo link. http://www.lidiaundiemi.it/?p=840

    Lidia fa un buon riassunto della faccenda, credimi (ieri in spiaggia mi sono letto (facendomi dare del pazzo da Antonella) il paper ufficiale della comunita’ europea che lo istituisce (e che sara’ ratificato dall’italia nel silenzio generale, credo il 26/6).

    buona domenica!

    Reply
    • Bruko on 24 giugno 2012

      Mi spacca saperti in spiaggia a “studiare”.
      Doppio pollice in su.

      Anche se non ho capito scorrendo al volo dove rientri l’art. 21. Appena ho un secondo leggo meglio.

      Reply
  • barbara on 25 giugno 2012

    Applaudo.
    E condivido su facebook ihihihihihihihihihihih

    ps
    Va da sè che le tue osservazioni, che condivido in toto, sono declinabili anche su altre forme d’arte, persino sui giardini privati che, notoriamente, sono spesso più verdi del nostro. Ma soprattutto manca la consapevolezza di tutto questo.

    Reply
    • Bruko on 28 giugno 2012

      La fortuna con la consapevolezza e’ che si puo’ creare quando non c’e’. Non si puo’ dire altrettanto col buon senso, purtroppo, ma noi ci si accontenta di poco.

      Reply
  • Michelangelo Carrieri on 26 giugno 2012

    Beh come al solito mi fai pensare “ma che c… leggo tutto il giorno che non so mai nulla di ‘ste cose???”

    A parte questo…sto dando un’occhiata ai vari link passati per farmi un’idea di tutto ‘sto ambaradam.

    Reply
    • Bruko on 28 giugno 2012

      …probabilmente altre cose, di cui io non so nulla.
      Cosi’ tanto tempo e cosi’ poco da fare (cit. Willy Wonka)

      Reply
Comment on this post


sette − = 2