cc Sara Lando 2009 P.Iva 03284240243
Home
persone cose progetti fotoritocco illustrazione blog press contatti about

Aggiornamenti dal mondo dei backup

Posted: febbraio 20th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: blabla | 67 Comments »

Ricordate le mie lamentazioni sugli hard disk che muoiono?
Di tanto in tanto mi lancio nella richiesta di informazioni a fonti varie, e pare che il problema principale non sia tanto il fatto che gli hd della LaCie facciano cagare (per quanto una punta di stizza nei loro confronti io ce l’abbia ancora), quanto il fatto che per operare decentemente andrebbero tenuti al freddo e non vicino al case del computer, che scalda parecchio, cosa che all’elettronica sembra non piacere.

Ergo, la soluzione NAS -per quanto sicuramente piu’ valida di limitarsi a copiare file a mano in un hd esterno- potrebbe risentire dello stesso problema, visto che non ho una sala server per tenere al fresco i miei dischi.

Il costo dello storage online fatti due conti mi risulta ancora proibitivo, ma soprattutto caricare un paio di terabyte a 4megabit al secondo implica una quantita’ di tempo assurda, e una possibilita’ di errore nella copia troppo alta per lasciarmi tranquilla.

Sto cominciando a pensare a una soluzione DAT (backup su nastro) almeno per archiviare i RAW, che sono la cosa che mi occupa piu’ spazio in assoluto (almeno i psd posso comprimerli e i jpg sono piccoli) e che vorrei riuscire ad archiviare su un supporto con una durata piu’ lunga di un dvd…
(nota a se stessa: magari fai una copia dei RAW piu’ vecchi convertendoli in DNG, prima).

Il vantaggio delle cassette:
• il costo per bit dei supporti e’ abbastanza basso. Non mi sono sbattuta a cercare, ma  una cartuccia da 160 giga mi costerebbe 30 euro.
• la durata del supporto pare essere ancora la migliore, paragonata a dvd, hard disk e compagnia bella
• le cassette sono leggere e facilmente archiviabili e posso tenerle in ambiente riparato, come se fossero negativi

svantaggi:
• l’archiviazione su nastro e’ lenta
• comunque le cassette vanno archiviate in condizioni decenti
• non e’ cosi’ veloce recuperare il file che mi serve quando mi serve, per cui dovrei archiviare per benino segnandomi cosa si trova in ogni cassetta, invece che buttare tutto in un secchio e usare spotlight per trovare la roba.

Per cui pensavo di affiancare i due sistemi per tenere su nastro i raw e quei file che a un certo punto posso mettere in un cassetto (le fatture degli anni passati, la posta, roba che non apriro’ mai piu’) e tenere su hard disk in doppia copia il resto dei file, che a questo punto non hanno piu’ le dimensioni mastodontiche che hanno in questo momento.

Tutto questo,ovviamente, piu’ che essere un articolo di quelli che dicono “la soluzione migliore per fare backup e’ quella che vi dico io”, e’ piu’ un promemoria a me stessa e una richiesta di input da parte di chi ne sa piu’ di me, che secondo me siamo in tanti ad essere sulla stessa barca (quella della gente terrorizzata dalla perdita dei dati, sommersa da quantita’ assurde di file ma senza soldi da spendere in soluzioni decenti)


67 Comments on “Aggiornamenti dal mondo dei backup”

  1. lorcarg said at 13:54 on febbraio 20th, 2010:

    E di un sistema RAID “1″ che ne dici? http://www.wdc.com/it/products/Products.asp?DriveID=621 consuma anche poco e non scalda molto. In pratica lavorano in “mirroring” e se ti si fotte un hd hai i dati sull’ altro (ovviamente si possono sostituire se corrotti).

    [leave a reply]

    Bruko said at 21:21 on febbraio 21st, 2010:

    ci stavo pensando quando sono andata a prendere il nuovo hard disk (WD).
    In effetti e’ plausibilissima, come soluzione…

    [leave a reply]

  2. Matteo said at 13:57 on febbraio 20th, 2010:

    Ciao,
    sono sensibile a queste problematiche ed apprezzo il tuo articolo, purtroppo credo che sicurezza e velocità di backup siano ancora lontani… l’ unica soluzione che ho trovato è la ridondanza dei dati (Raid mirror + DVD).

    Se ti può interessare qui
    http://blog.matteocuzzola.com/2009/12/workflow-fotografico-del-fotografo-di.html ho descritto il mio workflow fotografico dove parlo anche della parte di Backup …

    Ciao!
    Matteo

    [leave a reply]

    ka300m said at 15:45 on febbraio 20th, 2010:

    Utile il tuo Workflow! Nella mia ignoranza ho scoperto che grosso modo mi comporto alla stessa maniera ;)

    [leave a reply]

    Bruko said at 21:23 on febbraio 21st, 2010:

    interessantissimo articolo, grazie per averlo linkato.
    Credo anch’io che i backup sicuri e definitivi siano solo un sogno… grossa parte del tutto e’ affidata alle preghiere :)

    Ma tu riesci ad usare davvero time machine? A me dopo una settimana si riempie un disco da 1,5 tera…

    [leave a reply]

  3. ka300m said at 15:42 on febbraio 20th, 2010:

    Che bello! Posso parlare della mia materia! :D

    Allora premesso che un dato è al sicuro per la vita solo se lo si duplica poi ne si fa una copia ed infine ne si duplica su due posti diversi una copia… ci siamo capiti? :)

    A parte gli scherzi… cominciamo con lo sfatare un pò una leggenda metropolitana: gli hd non è vero che si usurano di più se si scaldano. Si può ragionevolmente affermare che il range di temperatura standard per un HD è fra i 35° e 55°.

    La cose importanti per garantire l’affidabilità di un disco sono:

    1. Una corretta alimentazione (e non parlo di dargli da mangiare).
    Purtroppo spesso si sottovaluta questo fattore e ci si ritrova con box economoci e molto belli che però per limare il prezzo risparmiano su ciò che veramente è fondamentale.
    Dopo aver provato diversi sistemi per via del mio lavoro, mi sento di sconsigliare i box lacie. Esteticamente eleganti, con tanto di involucro in ferro/alluminio ma assolutamente pessimi in fatto di elettronica e alimentazione. Meglio affidarsi ai prodotti “costosi” ma eccelsi. Dalle Germania si possono ordinare ottimi Box della fantec.

    2. Gli hd perdono la loro longevità se vengono spenti e accesi troppo spesso, ovvero meglio tenere sempre alimentato e acceso un disco che accenderlo e spegnerlo ogni 2 secondi. Ci ricolleghiamo al discorso di cui sopra in qualche modo, quando un hd viene acceso, deve avere uno spunto di corrente maggiore di quanto abbia in realtà bisogno per rimanere “attivo”. Se si può è meglio tenere di dischi sempre accessi o spegnerli solamente nel momento in cui siamo sicuro che per un pò ne potremo fare a meno. Buona cosa è dotarsi di un UPS per prevenire che un hd (esterno) si spenga improvvisamente perchè salta la luce.

    Fatta questa premessa, il mio consiglio per gestire uno storage (non necessariamente fotografico) con un buon margine di tranquillità:

    Di cosa abbiamo bisogno:

    A) N° 1 Box esterno con supporto Raid 1 ed interfaccia firewire o eSata.
    Questo Box servirà a contenere l’ archivio e a renderlo rapidamente accessibile.

    B) N° 1 NAS con supporto Raid 1 da tenere sincronizzato con il Box A).
    Dopo la prima sincronizzazione che sarà lunga, tutte le successive si potranno fare per “differenziale” ed in automatico, sfruttando magari le caratteristiche di diversi sistemi di backup che permettono di mantenere comunque uno storico dei file modificati. In questa maniera nel caso in cui si sia modificato un file erroneamente potremmo recupearlo in breve tempo.
    Mi viene anche spontaneo segnalare che un NAS si puà fare anche acquistando i pezzi per assemblare un piccolo PC-Server appoggiandosi poi su prodotti OpenSource come Openfiler (http://www.openfiler.com/)

    C) DVD o DAT per un vero Backup di Archivio a lunga durata.
    Sicuramente è sempre meglio avere un Backup per il recupero dei dati. Non si dovrebbe mai lesinare sui supporti. Una volta fatto il backup conserva il supporto in un involucro chiuso e al riparo dalla luce. Se volessi dare un ghettoconsiglio, il vecchio frigorifero, che magari pensavi di buttare, o quello da picnic è un ottimo posto dove mettere queste cose, naturalmente spenti.

    D) N°1 o più luoghi dove lasciare una copia del tuo archivio su HD, o addirittura installare una secondo NAS B) che in automatico si sincronizzi con il primo (attraverso internet).
    Se magari hai amici/colleghi fidati, potreste scambiarvi il favore, ognuno terrà una copia dell’archivio dell’altro (magari protetta da password se volete essere ancora più sicuri). Parenti o cose in montagna/lago/mare possono essere un’altra soluzione.

    Ultimo ma non meno importante: gli HD: Wester Digitale Caviar Green, null’altro ;) .

    Ecco questo vi dovrebbe garantire un gradi di sicurezza dei vostri dati decisamente elevato.

    Se ti dovesse servire una consuleza più approfondita, fai un fischio, sarei lieto di essere utile ;) .

    [leave a reply]

    michele said at 10:30 on febbraio 21st, 2010:

    Ciao ka300m, ho http://www.lacie.com/it/products/product.htm?pid=11064 da un anno, nessun problema fino a oggi, mi consigli di cambiarlo? ho tutto lì: lavoro, foto.

    grazie e buona domenica,michele
    :)

    [leave a reply]

    ka300m said at 13:06 on febbraio 21st, 2010:

    Guarda, non voglio mettere in allarme nessuno, però la mia personale esperienza con lacie è stata sempre pessima. Come ho scritto precedentemente, l’importante è sempre avere almeno una doppia copia.

    [leave a reply]

    michele said at 14:12 on febbraio 21st, 2010:

    …ecco, urge la doppia copia,alura. ;) grazie

    [leave a reply]

    Marcello said at 12:02 on febbraio 22nd, 2010:

    Io ho un Lacie D2 da 120Gb (sono quelli con il case in ghisa) che funziona egregiamente da almeno 4 anni…

    Si, lo so, è un dato aneddotico senza valore aggiunto ;)

    Per rendermi un po’ più utile: tu dici i Lacie in generale oppure posso illudermi che ci sia una differenza significativa fra quelli cheap da 99€ 1TB e quelli che costano 3 volte tanto? ;)

    [leave a reply]

    Bruko said at 12:23 on febbraio 22nd, 2010:

    due dei LaCIe che mi si sono fottuti erano esattamente quelli da 1 tera a 99 euro, per cui direi che si’: c’e’ un motivo per cui ci sono differenze di prezzo.

    Il D2 e’ tendenzialmente molto piu’ resistente e duraturo, ma quando lavoravo in agenzia si e’ fottuto inesorabilmente anche quello senza preavviso (grazie al cielo il mio capo aveva il doppio backup).
    Pero’ non credo che sia imputabile ai LaCie in particolare: non credo esiste l’hard disk supersicuro al momento… poi e’ ovvio che se compro un hd a 99 euro mi aspetto che possa succedere e quindi ho piu’ copie (mentre magari chi ne compra uno da 400 puo’ credere che visto che costa cosi’ tanto sara’ un sacco piu’ sicuro…)i

    [leave a reply]

    Elio said at 18:34 on febbraio 21st, 2010:

    Ottimi i tuoi consigli.
    Se puoi, se vuoi, puoi darmene altri?
    1. Già due volte ho perso dati a causa di un fulmine (oltre a motherboard, telefono, ecc.). Non è meglio collegare fisicamente il NAS solo per il tempo strettamente necessario al backup ?
    2. Per dare un po’ di birra a photoshop che HD scratch veloce potrei mettere ?
    3. a quale sito tedesco ti riferisci esattamente per acquisti ?

    grazie

    [leave a reply]

    ka300m said at 09:14 on febbraio 22nd, 2010:

    1. Si, è una soluzione, ma per il tuo problema la soluzione migliore e collegare tutto in cascata ad un UPS che ne preserva sia l’attività in caso di corrente che salta sia la sua longevità nel caso di un fulmine che entra (essendo dotati di fusibile per l’alta tensione). Solo una cosa, qua c’è poco da fare bisogna acquistare un UPS di qualità e andare su APC come marca.

    2. Bah io ho un WD green da 500GB con 32MB di cache, però ho anche 8GB di Ram. I WD oltre che ad essere affidabili sono anche veloci.

    3. Spero di non dare fastidio a nessuno se consiglio http://www.nierle.it (hanno la localizzazione in italiano ma sono in germania).

    [leave a reply]

    chicco said at 11:55 on febbraio 22nd, 2010:

    Fulmini? Ve lo ricordate che non c’è nessuna tecnologia al mondo in grado di controllare l’energia di un fulmine? C’è davvero ancora qualcuno che crede che un fusibile basti? ka300m, sei simpatico, si vede che ti impegni, ma documentati un po’ meglio…

    [leave a reply]

    Bruko said at 12:15 on febbraio 22nd, 2010:

    La Belkin fa delle prese multiple che sono garantite da sovratensioni e fulmini.
    Comprandole sei assicurato fino a 80.000 euro in caso dovesse esploderti l’attrezzatura, per cui nel frattempo qualcosa deve essere migliorato nel campo dei fusibili.

    Se hai intenzione di continuare ad usare questo tono per cercare rissa, cancellero’ sistematicamente tutti i tuoi commenti e ti mandero’ le mie scimmie alate a tirarti i piedi mentre dormi.

    esempio di come avresti potuto dire la stessa cosa senza sembrare uno stronzo: “non mi risulta che ci sia una tacnologia in grado di controllare l’energia di un fulmine, per cui non credo che basti collegare l’attrezzatura a un UPS”

    Per citare te stesso: “Perché – sempre!! – quando la questione si fa tecnica e delicata spuntano dappertutto gli sputa-sentenze-so-io-tutto-e-non-ho-dubbi?”

    [leave a reply]

    ka300m said at 14:47 on febbraio 22nd, 2010:

    Stiamo parlando di soluzioni “casalinghe” che non prevedano investimenti ripagabili in anni. Quando l’utente medio (e scusate se vi ho considerato tali) dice che il suo disco è saltato per colpa di un fulmine, inevitabilmente io non penso realmente ad un fulmine ma ad un picco di tensione che ha fatto saltare la cosa (o le cose più delicate. Per questi picchi di tensione un UPS di buona fattura è più che sufficiente e tenere al sicuro ciò che è collegato. Per quanto riguarda l’alimentazione dei LaCie, qui dove lavoro abbiamo acquistato 3 dischi Big Tera, tutti e tre i dischi dopo 6 mesi di utilizzo hanno cominciato a presentare problemi. Abbiamo scoperto (tester alla mano) che le tensioni fornite dagli alimentatori degradavano rapidamente e che l’amperaggio fornito calava proporzionalmente provocando la macata alimentazione corretta dei due Seagate presenti all’interno. Stessa sorte è toccata un anno dopo ad un box esterno da 500gb usb. Per esperienza pertanto abbiamo deciso di non fidarci più dei LaCie.

    [leave a reply]

    Bruko said at 21:27 on febbraio 21st, 2010:

    utilissimo, e ti ringrazio.
    Credo che al primo lavoretto un po’ ciccione provvedero’… purtroppo il costo dell’ambaradan non e’ noccioline…

    Ho una domanda probabilmente scema:i lettori DAT funzionano anche su mac, vero?

    [leave a reply]

    ka300m said at 09:17 on febbraio 22nd, 2010:

    Si, il costo dell’ambaradan è un investimento non da poco ma poi nel tempo si ammortizza. Non credo ci siano problemi con i DAT su Mac, basta verificare il supporto al sistema operativo prima di fare l’acquisto.

    E per quanto riguarda la durata nel tempo… sì, il DAT è assolutamente il supporto con la maggior durata nel tempo, sopratutto se conservato correttamente. ;)

    [leave a reply]

    Bruko said at 12:27 on febbraio 22nd, 2010:

    oltretutto e’ un investimento che non e’ pensabile non fare… e’ come decidere di prendere un casco da 10 euro per andare in moto.
    Devo solo tirarli fuori da qualche parte e nel frattempo guidare piano :D

    [leave a reply]

    ka300m said at 16:30 on febbraio 22nd, 2010:

    Esatto! Paragone azzeccato.

    Io per esempio vado in giro in bici e ho un casco adatto al caso :D

    [leave a reply]

    Fabrizio said at 22:53 on febbraio 21st, 2010:

    Ottima sintesi, Ka300m!
    Dalla mia esperienza di qualche anno nella gestione di dati che non possono esser persi, aggiungerei solo una buona procedura di gestione del dato.
    Una volta duplicato il dato sul supporto preferito per il ripescaggio veloce, va anche salvato su media più lenti, ma più affidabili e durevoli come il nastro. Il dat va benissimo e anche su Mac esistono soluzioni.

    La questione spinosa viene quando si vuole recuperare un dato, quindi è assolutamente necessario tracciare dove si è messo un certo file… (non solo, anche il file che contiene l’indice va salvaguardato…) Insomma, prima pensare a cosa salvare, per quanto tempo, e quale rotazione fare, altrimenti si finisce per avere migliaia di nastri e un milione di HD che occupano sempre più spazio e tempo per essere gestiti. Il fatto che ormai lo spazio disco costi poco non deve ingannare sui costi della gestione dello stesso.

    [leave a reply]

    Bruko said at 12:25 on febbraio 22nd, 2010:

    >La questione spinosa viene quando si vuole recuperare un dato, quindi è assolutamente necessario tracciare dove si è messo un certo file… (non solo, anche il file che contiene l’indice va salvaguardato…)

    decisamente.
    Di solito qui come si procede? Un quadernino con la lista stampata o un database? Magari backuppato da qualche parte online?

    [leave a reply]

  4. michi said at 17:08 on febbraio 20th, 2010:

    uuuh un post di ghetto-backup! :D
    la spiegazione di ka300m è molto istruttiva. per me la faccenda del backup è alquanto complicata da gestire!
    nell’archiviazione su cassetta, il problema di segnarsi per benino tutto ciò che c’è mi sembra insormontabile… già inserire i tag con le parole chiave nei file per la ricerca mi sembra una menata.. :(
    ci vorrebbe una persona di piena fiducia a cui far gestire il tutto senza doversene preoccupare nemmeno un po’. e possibilmente una persona a cui bastino, come compenso, dei pancake.

    [leave a reply]

    Bruko said at 21:28 on febbraio 21st, 2010:

    e’ verissimo… e’ una palla archiviare la roba in modo sensato.
    D’altra parte e’ anche vero che se non lo si fa poi ci si trova con montagne di roba che non si sa dove sia. (e io non uso tag e parole chiave: sono scupolosissima dei percorsi di archiviazione).

    Comunque anch’io voglio uno schiavo personale alimentato a pancake!!!!

    [leave a reply]

    michi said at 07:58 on marzo 8th, 2010:

    mi hai incuriosito tantissimo con la tua risposta sui percorsi di archiviazione! sono giorni che ci penso. ho anche fatto un po’ di prove per capire ma non riesco a trovare una soluzione sensata con percorsi che poi mi possa far trovare le foto che cerco… non è che mi daresti qualche spunto?
    nel senso: se io ho una sessione di foto e le archivio, per esempio, per data/evento/soggetto, in caso tra queste ci siano anche foto con predominanze di colori o altro che voglio segnarmi, come faccio?… non posso far una directory per ogni singola foto! :D sto uscendo pazza.

    [leave a reply]

    ka300m said at 10:37 on marzo 8th, 2010:

    Bah, secondo me per catalogare la singola foto la soluzione migliore è TAGGARE. Un tag appropriato su una foto è la soluzione migliore per rintracciarla. Oppure con Lightroom creare dei cataloghi dove inserire tutte le foto… :)

    [leave a reply]

    Fabrizio said at 17:26 on febbraio 23rd, 2010:

    E qui entra in gioco la nuova figura professionale dell’assistente diGGitale

    Tra l’altro a me i pancake piacciono, ma anche i muffin, lo sciroppo d’acero e un sacco di altra roba… :-)

    I tag puoi inserirli in automatico in fase di importazione delle foto, se usi lightroom o aperture o picasa o un sacco di altri prg, il bello è che puoi salvarli all’interno dei file jpg, anche, e quindi li legge qualsiasi sistema operativo.

    [leave a reply]

  5. pelino said at 22:19 on febbraio 20th, 2010:

    http://www.drobo.com/products/index.php
    ne parlano bene e sembra molto facile da usare :)

    [leave a reply]

    Bruko said at 10:52 on febbraio 23rd, 2010:

    segno! grazie :*

    [leave a reply]

  6. Cius said at 15:09 on febbraio 21st, 2010:

    Ciao Sara, io lascerei perdere le cassette. NAS con mirroring è una soluzione più che decente. Nel tempo affiancabile da altre unità simili se lo spazio disco si esaurisce.
    - Puoi mettere l’unità in stanze e ambienti diversi da quelli dei server.
    - Puoi recuperare i dati da qualunque pc/mac (al contrario di una cassetta che se orfana di un lettore apposito non serve a nulla) via rete, o via porte USB e Fireware per chi le ha.
    - Se proprio si deve rompere un disco hai l’altro disponibile.
    - Se proprio si devono bruciare altri componenti della NAS i dischi sono estraibili e facilmente collegabili ad altre macchine.

    Insomma hai più flessibilità. Problema raffreddamento? Se non si ha una stanza ad hoc adibita a sala server, tira un cavo di rete, mettilo nella stanza più fredda a terra. Dove gira aria fresca. Si recuperano anche 2-3 gradi. E’ una soluzione che adotta mia nonna con le sue NAS dove salva tutte le ricette dei suoi biscotti. Finora non ne abbiamo persa una.

    Marca? Si, Western Digital non è male. Alcuni dei loro aggeggi stanno lavorando da amiche di mia nonna da anni. Lascia stare Iomega. Pessimo sevizio di assistenza da qualche anno a questa parte.

    Su La Cie non ho statistiche. Mi stupisce un po quello che scrivi.

    [leave a reply]

    Bruko said at 21:36 on febbraio 21st, 2010:

    io punterei a far coesistere entrambi: i NAS per i file su cui lavoro e i jpg, le cassette per archiviare i raw. Adesso li ho su un miliardo di dvd, che come supporto non e’ affidabilissimo.
    Se i musei riversano le digitalizzazioni su nastro lo fanno per questioni di durata del supporto, immagino.

    Per cui tutte le considerazioni che fai sui dischi restano valide: le cassette sarebbero la copia di sicurezza che viene messa in cassaforte e che servira’ ai miei eredi per vendere su ebay le mie foto non ritoccate ^_^

    Su LaCie io mi sono trovata malissimo coi dischi piccolini neri, uelli col design di Sam Hecht.
    Magnifica l’idea, ma se ne sono fottuti 2 in fila (e si smontano in continuazione da soli). Poi guardando un po’ in giro su internet mi sono accorta di non essere la sola ad avere problemi: a quanto pare spesso dipende dal fatto che fanno gli sparagnini con le alimentazioni

    [leave a reply]

  7. Chicco said at 11:32 on febbraio 22nd, 2010:

    Qui però confondiamo design con sicurezza: i dischi belli e fighetti non possono avere la solidità che cerchi.
    E attenzione alle sigle: qualcuno scrive di DAT, ma si riferisce ai DLT.
    E nessuno cita i costi dei lettori/registratori: da soli (dai 500,00-1.000,00 in su per roba entry level) ti porterebbero a ragionare diversamente.
    Ah. I musei stanno abbandonando da anni le piccole cassette da 160 per i nastri LTO. Ma anche per soluzioni su HD, vista la convenienza. Dire “nastro” non vuol dire che non ci sia stata evoluzione negli ultimi vent’anni…
    Poi mi sembra un po’ avventato il giudizio su LaCie, se posso dirtelo: prova a guardare che cosa c’è dentro un disco enterprise LaCie e scoprirai che la sostanza è la stessa della concorrenza. Magari, a chi parla di “alimentazione” che fa schifo chiederei qualche dettaglio preciso, non la solita roba buttata lì.
    E, scusate tanto, ma sentire ancora parlare di Dvd… squalifica chi scrive.
    Sara ha chiesto una mano, non i buoni consigli da cattivi esempi ;-)
    Perché – sempre!! – quando la questione si fa tecnica e delicata spuntano dappertutto gli sputa-sentenze-so-io-tutto-e-non-ho-dubbi?

    [leave a reply]

    Bruko said at 11:47 on febbraio 22nd, 2010:

    Io facevo riferimento ai DAT.
    Sono andata a cercarmi cosa sono, per cui credo di non aver scritto cose strane.

    I costi dei lettori li avevo visti, facendo una ricerca: E’ vero che il lettore costa 500-1000 euro, ma le cassette hanno un costo per bit abbastanza basso da sembrarmi comunque una buona idea per archiviare quei dati che devo solo immagazzinare senza usufruirne per molto tempo (mentre non credo sia una buona idea lasciare un hd inutilizzato per 10 anni).

    Sara’ anche avventato il giudizio su LaCie, ma lo trovo condiviso da molte persone nei forum in giro per la rete, e anche volendo essere scettica su quello che dicono gli altri… me ne sono partiti 3 in un anno e mezzo!! Il mio archivio di dati e foto ha un valore un po’ troppo alto per continuare a fare affidamento su quel tipo di dischi e incrociare le dita… lavori per la LaCie?

    E prima che parta la rissa: finora nessuno ha usato toni da “so tutto io”, ma ognuno ha portato la propria esperienza (peraltro non mi sembra che sia intervenuta gente a sproposito).
    Per cui inspira, espira e grazie per le informazioni.

    [leave a reply]

  8. Chicco said at 13:09 on febbraio 22nd, 2010:

    Non mi riferivo a te, anche se allora una domanda te la faccio: tra i nastri, Dat è una tecnologia piuttosto vecchia, perché punti a quella? Considera pure che il melting pot di periferiche sotto OSX è sempre più difficile e forse il Dat non è il consiglio migliore che potevi ricevere.
    Nel calcolo costi, dovresti comunque raddoppiare numero di supporti – e quindi costo per byte – se i nastri diventano il tuo unico supporto di archiviazione.
    Nella pratica ordinaria, per completezza, non dimenticare di aggiungere al tuo progetto anche le precauzioni classiche già note le audiocassette: campi magnetici (ogni filo elettrico in tensione ne genera uno, anche l’abat-jour), pulizia e smagnetizzazione delle testine di lettura. Magari non l’hai mai fatto con l’autoradio, perdendo solo un po’ di brillantezza. Con i dati digitali, come sempre, le cose sono più delicate.
    Ci sono valanghe di white paper sulla consistenza del dato su nastro e sulle precauzioni d’uso.

    Citi wikipedia e chi ti risponde prende da lì e forse ci scrive. Sei membro Tau, quindi ancora un po’ più seguita di prima, no? E visto poi che la rete conserva e indicizza tutto, trovo questa ostinazione di alcuni lettori a parlare di cose che non sanno, o non conoscono a fondo, per rispondere per primi ad una lecita richiesta di aiuto, è un po’ stolta. Poi finirà in wiki perché l’ho letto sul sito di Sara… E visto che ci sono cose bellissime qui, un pochino mi infastidisco. Poi, ci mancherebbe, ognuno è libero di informarsi dove crede.

    Torniamo al tuo backup? Diamo qualche numero allora, ti va? *quanti* dati prevedi per un determinato *tempo*, qual è il grado di affidabilità richiesto, il costo/beneficio nel recupero dati, il tipo di accessibilità?

    Supponiamo: produci 1TB l’anno, li vuoi in linea e accessibili, non vuoi perdere tempo nel recupero in caso di disaster recovery, non vuoi usare un Sw di indicizzazione. Soluzione: hard disk con un interfaccia *affidabile* (e, in OSX, Usb non lo è). Otto dischi da 1TB, negli scatolotti che vuoi (grazie, ma no, sono un sistemista, leggo il tuo blog, ma non lavoro per LaCie) e per due anni sei a posto.

    Non li vuoi accessibili e in linea? Tieniti un raid per il lavoro corrente (già anche per quello: se ogni byte ti costa sudore e la sua perdita è rimediabile solo con altri litri di sudore, serve un raid. O un backup continuo, ma leggo che TimeMachine non ti piace) e archivia il resto.

    Dove? Vuoi accettare il consiglio Dvd? Attenta solo che generi un filesystem ogni 4,7GB, quindi 217 all’anno nell’esempio. Una riga, uno stress, un’ossidaizione e via 4,7GB in un colpo.

    Già. Si dice sempre Dvd, senza mai precisare che masterizzare Dvd in casa o farlo a livello industriale non è la stessa cosa. Perché i rigatissimi Dvd di Blockbuster si leggono, anche se a scatti, e quelli casalinghi sono più delicati? Tecnologie diverse. Tu ed io, e tutti i comuni mortali, non abbiamo accesso alla masterizzazione industriale.

    Hai già messo in fila tu stessa tutti i punti critici della gestione del back-up, devi solo dar loro una forma. Se posso sbilanciarmi: siamo un po’ tutti vittime dell’informatica da supermercato (vado, compro, accendo, uso), mentre tu ora stai chiedendo consistenza. Che costa soldi, ore di lavoro e pianificazione.

    p.s.
    “mentre non credo sia una buona idea lasciare un hd inutilizzato per 10 anni”: non afferro il senso. E poi: la pianificazione a 10 anni forse non la fanno neppure alla Library of Congress. Certo che si può fare, ma torniamo all’ultimo punto: quanto sei disposta a spendere per avere, oggi, una soluzione che copra il lavoro dei tuoi prossimi dieci anni?

    [leave a reply]

    ka300m said at 14:58 on febbraio 22nd, 2010:

    Analisi tecnica sicuramente utile e condivido che per fare una cosa bene ci vorrebbe di fare un piano sulle reali necessità. Il backup via DVD è meglio di nessun backup. Detesto i supporti ottici, eppure se correttamente conservati possono essere un alternativa economica (non la più sicura) per avere un deposito ad un costo umano che duri un tempo ragionevole. Metto sulla bilancia il fatto che non tutti abbiano voglia di dedicarsi a tecnologia che non riguarda direttamente il loro lavoro, ergo cerco di trovare nei miei suggerimenti gli strumenti più intuitivi per l’utente con cui sto parlando. L’ideale sarebbe che “ognuno facesse il suo mestiere” il che significa che se Sara è brava a fare foto, probabilmente dovrebbe affidarsi a chi è bravo a progettare un sistema di backup affidabile secondo le sue esigenze, ma non era il tipo di aiuta che mi pare si stesse cercando, bensì consigli su come poter fare “in casa nel miglior modo” quello che fuori fanno “pagare” eoni. ;)

    Lungi da me dall’essere la soluzioni dei problemi del mondo, ma resto convinto di quel che ho scritto e dei consigli che ho dato ;) .

    [leave a reply]

    chicco said at 15:56 on febbraio 22nd, 2010:

    Chiaro. Parto dal presupposto che si tratti di immagini vendute o da vendere. Di lavori faticosi e sudati. Quindi di valore, non solo economico, da preservare. E poi quanto costi (in euro) perdere i dati?
    Nemmeno io ho soluzioni definitive e non potrebbe essere diversamente.
    Se dobbiamo per forza seguire Belkin (forse anche loro sanno che gli impianti elettrici vittime di fulmini sono una percentuale irrisoria nel mondo…), allora forse la discussione non può essere così obiettiva. @ka300m: non so cosa ci fosse a monte degli alimentatori, suppongo normali UPS: avreste avuto tutti i diritti di chiedere una sostituzione in garanzia. È molto sospetto, concordo con te, che fossero tutti difettosi.

    p.s. nel risarcimento di Belkin c’è molto marketing: la garanzia (qui: http://bit.ly/aXBVoj ) prevede sì una copertura fino a 300.000,00 dollari, ma non si applica se si stava già usando un UPS, quindi va bene solo per uso domestico, e in più è a discrezione di Belkin riconoscere che si tratti realmente di un fulmine. In caso di semplice sovraccarico, l’eventuale fallimento della ciabatta e i danni relativi sono a carico del cliente.

    [leave a reply]

    ka300m said at 16:33 on febbraio 22nd, 2010:

    A monte degli alimentatori ci sono stati UPS della sala macchine (per 2 box dei 3) e presa di corrente in ufficio (l’ultimo dei tre). Sicuramente avevo diritto alla sostituzione in garanzia, e l’abbiamo chiesta ma i dati contenuti sono andati persi per 2 box su tre in quanto l’abbassamento di tensione ha portato i dischi alla corruzione dei dati (non importanti). Fai te che tutti i dischi smontati successivamente hanno riportato lo smart status su “buttami via che è meglio” :D .

    [leave a reply]

    chicco said at 17:39 on febbraio 22nd, 2010:

    Brutta storia davvero: io sarei andato a fondo, ma capisco che abbiate avuto di meglio da fare. Manca il tempo, lo so bene.
    Se invece hai un attimo, rispetto al backup che proponi, vorrei allora farti tutte le mie obiezioni:
    a) tenere gli HD sempre accesi non è una gran soluzione in termini di MTBF, perché lo suggerisci? Solo per esperienza di utenti malandrini con l’On-Off?
    b) Dvd: senza un Db o almeno un indice, con i volumi in ballo, e sotto Unix-OSX poi!, non ti pare scarsamente pratica (oltre che poco affidabile?) Inoltre. Penso che qui si parli anche di librerie Lightroom, o comunque Raw con XMP da modificare più volte. Con i Dvd non si può…
    c) Openfiler. In linea di principio ok, nella pratica, sono della stessa opinione di Marcello (post delle 15:44). Già non va giù TimeMachine..
    d) DAT: in OSX è un casino software. Anche LaCie, sempre attenta ad Apple, ha mollato il colpo (ma non si può dire, sennò passo per stronzo o arruolato)(per inciso: sono gli utenti che comprano LaCie e poi chiedono al sistemista di occuparsene…)
    e) Nastri: costo a GB + disaster recovery + use friendly. Davvero sicura la convenienza economica? Qualcuno ci dice quanto tempo occorre per scrivere una cassetta o recuperare un dato, magari a tre quarti del nastro?
    f) dislocamento: anche qui, in linea di principio ok. Ma casa della nonna o casa al mare hanno un solo grosso problema: ci metto un server remoto h24? La cosa peggiore, nella mia esperienza, è obbligare l’utente a ricordarsi di fare backup: semplicemente, se ne dimentica. Figurati a chiedergli di portarsi in vacanza una pila di HD…

    È per questi motivi che non mi trovo d’accordo con la tua proposta. Adesso puoi darmi dello “stronzo” anche tu, tanto è lunedì, non è grave!

    [leave a reply]

    ka300m said at 09:15 on febbraio 23rd, 2010:

    Nessuno “stronzo”, mi pare che siamo tornati a confrontarci più civilmente no? ;)

    Rispondendo ai tuoi punti:

    a) mtbf si, ok, però a conti fatti e per “esperienza empirica” mi sono durati di più i dischi sempre accessi (o quasi sempre) che quelli che ogni giorno veniva accesi e spenti assieme ai pc. In sostanza è molto più deleterio l’accendi e spegni che il solo “sto acceso e non faccio niente quando non serve”.

    b) diversi software di masterizzazione permettono di gestire i backup scrivendo l’indice direttamente sui dvd e per assurdo lo fa anche Picasa. Come ho detto: meglio un backup su dvd che nessun backup (con questo sottolineo che non è la soluzione migliore!). Per quanto riguarda il fatto che non si possono modificare è proprio il mio intento: su NAS tutto quello che deve essere recuperato per essere modificato su DVD il “Backup Permanente”.

    c) openfiler sarebbe la soluzione per non comprare uno scatolotto già bello e pronto MA ho dato per scontato che in quel caso Sara farebbe bene ad affidarsi a qualcuno che sappiamo dove e come mettere le mani.

    d) ok, questo è un limite di OSX con cui non ho a che fare percui non so quali potrebbero essere le problematiche.

    e) ci vuole tanto, sopratutto se non si spendono fior di soldi, vanno valutate le finestre orario a disposizione.

    f) il dislocamente e il backup deve essere pianificato e assolutamente automatico e trasparente (anche qua ho dato per scontato che Sara si affidasse ad uno “smanettone” competente, Fra i suoi conoscenti ci sarà pure un amico che gli dia una mano no?).

    [leave a reply]

    Bruko said at 11:27 on febbraio 23rd, 2010:

    LOL…
    dai non ti offendere… il tono un po’ stronzo dei tuoi primi due messaggi era abbastanza innegabile (come e’ innegabile l’utilita’ di tutto il resto delle cose che hai scritto e per cui ti ringrazio)

    a) i miei dischi sono sempre accesi, tranne quelli autoalimentati che uso per trasportare dati in giro.

    b) ti ho gia’ risposto sopra. Sono d’accordo anch’io che “meglio i dvd che niente”, pero’ e’ un’opzione che non ritengo valida a medio termine.
    Peraltro io tendenzialmente archivio in modo estremamente anal retentive, per cui anche senza db se sul dvd ho scritto 20100223_cliente_keyword_RAW so gia’ cosa c’e’ dentro, quando l’ho scattato e che tipo di file c’e’. E li tengo in ordine cronologico.
    Le librerie di lightoom non le salvo: uso lightroom solo some parte del workflow (mi inserisce i metadat e mi permette di creare gallery da mandare ai clienti), ma poi i file che salvo sono i dng e dei jpg o tiff che sono infilati in una cartella. Altrimenti finisce sempre che ci si perde roba per strada

    c) DECISAMENTE. E’ il genere di cosa che da sola incasinerei e basta

    d) ti chiedevo se lavoravi per la LaCie perche’ mi e’ gia’ capitato di argomentare sul perche’ un prodotto per me facesse cagare e di vedermi rispondere da una persona che poi e’ risultata essere un dipendente dell’azienda.

    e) i nastri sono lenti, ma io conto di mandarli durante la notte.
    gia’ adesso nel mio piccolo di persona che non ne capisce molto, ho carbon copy cloner che alle 19:30 di tutti i giorni prende la cartella in cui archivio tutti i lavori in corso e mi fa il backup differenziale su hd.
    Se dovessi farlo manualmente io, non avrei mai tempo.
    fortunatamente il mio computer non e’ iscritto a un sindacato :)

    f) d’accordissimo con te. Infatti il senso dei nastri era anche quello di dislocare l’archivio (semplicemente ogni volta che riempio un nastro lo metto in borsa e lo porto a casa), ma non di essere l’unico backup

    [leave a reply]

    Bruko said at 11:13 on febbraio 23rd, 2010:

    centrato il problema:
    quando avro’ abbastanza soldi assumero’ una persona che si occupi che tutto funzioni ammodino.
    Pero’ mi devo costringere a capire come funziona, anche solo per essere sicura di fare bene la mia parte di lavoro.

    E’ la stessa cosa che faccio col commercialista: e’ lui che si occupa di tutto, ma io devo almeno capire il suo lavoro in modo da potergli dare fatture, ricevute e documenti in modo da permettergli di farlo il meglio possibile.
    Perche’ se mi presento con tuta la mia roba in un secchio, lui passa il tempo a capire come separarla e come rimediare ai miei casini, invece di spenderlo a cercare di farmi risparmiare soldi.

    Per cui anche se io sono in fondo quella che e’ riuscita a bruciare tutto il database del blog in uno schiocco di dita (peraltro adesso mi arriva il backup a casa tutte le settimane, grazie ai consigli ricevuti da voi), cerco di superare il mio stato di utonto per quanto posso.
    Ma non ho intenzione di sostituirmi a chi ne sa per davvero…

    [leave a reply]

    Bruko said at 11:06 on febbraio 23rd, 2010:

    rieccomi!
    (woah, sto lontano dal computer meno di un giorno e la mole di roba che scrivete e’ immensa: GRAZIE)

    >Dat è una tecnologia piuttosto vecchia, perché punti a quella?

    Essenzialmente perche’ al momento i lettori dat hanno un costo piu’ accessibile, per me.
    come scrivevo qui e li’, comunque, non ho intenzione di usare i dati come unico supporto di archiviazione: non sarebbe intelligente, anche solo per il problema di recuperare un singolo file al volo.
    Userei i bastri solo per salvare i raw (che sono il corrispettivo dei negativi)

    Sulle precauzioni d’uso del nastro, ho letto in giro, ho ascoltato persone e so che sono comunque supporti delicati: ma tenuti correttamente sono affidabili e duraturi…

    Peraltro ti ringrazio per la fiducia e la stima… ma temo che essere me non abbia poi tutto questo peso.
    Bene o male le persone che passano di qui sono un numero ristretto.
    Pero’ capisco perfettamente il senso di quello che dici e infatti ti sono grata per aver scritto un sacco di roba: spesso il vero contenuto si trova nei commenti di chi passa.
    Solo, mi sono permessa di bastonarti sul tono perche’ l’ultima cosa che voglio e’ che questa discussione smetta di essere appunto una spiegazione delle diverse prese di posizione e si limiti ad essere un flame.

    Sul discorso dei dati… non e’ facile prevedere la mole di dati che dovro’ archiviare in futuro, perche’ dipende soprattutto dagli sviluppi tecnici di macchine fotografiche, formati ec ecc.
    Tutte le mie foto dal 2001 al 2008 stanno in 500 giga.
    Poi ho cominciato a scattare in raw. Poi i sensori sono passati da 12 bit di profondita’ colore a 14.
    Le foto del 2009 occupano un tera e mezzo.

    Peraltro non so da cosa tu abbia dedotto che io voglia usare il dvd come metodo di archiviazione… anzi…
    adesso uso i dvd per avere una copia di backup da tenere in un posto fisicamente diverso dal mio studio, ma sono troppo piccoli, troppo inaffidabili e una rogna in generale. Per questo pensavo ai nastri: posso archiviarli a casa, tenere gli hd in studio e avere un piano B in caso mi esploda lo studio (anche se in caso di esplosione del mio studio il piano B sarebbe fare la cassiera all’ipercoopca)

    Sul discorso dei 10 anni di archiviazione: per le foto, e’ un tipo di discorso che si fa, per cui sono certa che il problema se lo pongano anche alla library of congress.
    Lo si fa riguardo alla carta su cui si stampa, alla conservazione dei negativi e si cerca di farlo anche sulla conservazione dei negativi digitali.
    E’ impensabile che io una volta l’anno o anche ogni 3 anni, mi metta ad aprire singolarmente i singoli file delle immagini per verificare che ci siano ancora…

    [leave a reply]

  9. GFREE - Gianfranco Melocchi said at 15:09 on febbraio 22nd, 2010:

    Visto che anche io sono sistemista ed ho un po’ di esperienza….
    I sistemi DAT effettivamente sono un po’ datati. Esistono nuove tecnologie come il DLT che sono migliori e forniscono anche capacità di archiviazione superiore.
    Personalmente ti consiglierei di fare qualcosa in stile ghettotutorial.
    Prendi un vecchio pc normalissimo a cui provvedi a dare una buona vntilazione installando un paio di ventole (una che aspira sul pannello anteriore ed una che espelle su quello posteriore) da 8cm. Ancora meglio se da12 (ma dipende dal case).
    Su questo PC installi tre HD (uno piccolo per il S.O. e due molto capienti per l’archiviazione). Installi una qualsiasi distribuzione linux che abbia la possibilità di fare da file server o da NAS. Fai un morroring software sfruttando una feature d linux e metti in condivisione. Poca spesa, massima resa. Io lentamente mi sto organizzando così.
    Al massimo può sempre usare il DLT per i file da archiviare che sai ti serviranno poco mentre quello che ti serve online lo metti tutto sul nas linux.
    Io farei così.

    [leave a reply]

    Marcello said at 15:44 on febbraio 22nd, 2010:

    Ecco, adesso mi aggiungo anch’io con il mio piccolo rant…

    Premetto che amo linux e sono sempre stato a favore della diffusione di tutto il discorso open source. a suo tempo ho partecipato all’organizzazione di diversi corsi di alfabetizzazione e installation party.

    Però questo è il tipico esempio di quello che mi fa *veramente* imbestialire degli utenti linux, è la cosa per cui litigavo con un sacco di gente.

    Che Sara sia propensa agli smanettamenti lo sappiamo, ma tu stai proponendo a una *fotografa* di assemblare un pc, installarci linux, configurare un sistema in RAID e poi configurare SAMBA, NFS o qualsiasi altro sistema di file sharing possa essere necessario.

    Tutte cose che una persona che di lavoro far il sys-admin, ci mette qualche settimana a capire bene come fare.

    Senza nulla voler togliere alla capacità di Sara, immagino che abbia altro da fare che seguire corsi di network administration, no?

    E’ lo stesso discorso che facevano i miei amici: cosa compri a fare un router adsl quando *basta* prendere un modem adsl, un vecchio 486, installarci muLinux e configurare iptables per fargli fare da router?

    Forse è vero che avrei potuto risparmiare i 70€ del router, ma avrei dovuto spendere almeno un centinaio di ore per riuscire a far funzionare la cosa, senza contare il fatto che, nel frattempo, non avrei avuto una connessione (e avrei avuto un altro PC da gestire).

    Un approccio DYI così avanzato funziona solo possiedi già il know-how necessario per costruire la soluzione. Gli skill necessari per farlo non puoi apprenderli mentre implementi la soluzione, soprattutto quando si parla di un sistema di backup che, in caso di errore, costerebbe la perdita dei dati che si vogliono salvare…

    [leave a reply]

    GFREE - Gianfranco Melocchi said at 15:55 on febbraio 22nd, 2010:

    Bhe esistono distribuzioni (una già citata sopra) che semplicissimamente configurano tutto da sole e basta qualche click in modo molto semplice per avere tutto quello che si vuole.
    Un tempo tutto si faceva da soli e con tante tante ore di apprendimento e test. Oggi Linux è alla base di moltissime cose (i NAS son quasi tutti linux) ed esistono distribuzioni dedicate che hanno interfacce molto molto semplici da utilizzare.
    Comunque io penso che sia corretto proporre ogni cosa. Dalla più semplice e meno articolata a quella più complessa ed evoluta.
    ;-)

    [leave a reply]

    Bruko said at 11:32 on febbraio 23rd, 2010:

    sono d’accordo anche solo per il fatto che per quanto io sia un’utonta con le capacita’ di far saltare i database per sempre con un solo click, magari per di qui passa qualcuno che ha il mio stesso problema e delle skill migliori e puo’ usare le informazioni esposte nei commenti.

    Comunque bene o male NAS + nastri per la roba che non devo “usare” e’ quello che penso di fare

    l’idea di un pc mi occupa piu’ che altro uno spazio non indifferente, a occhio (il mio studio e’ un buco…). Nel caso e’ ovvio che implorerei mio fratello per settarlo in modo che faccia tutto da solo.
    Io mi limiterei a incollare sul case dei baffi e degli occhi, chiamarlo Ramon e spolverarlo ogni tanto. ;)

    [leave a reply]

    GFREE - Gianfranco Melocchi said at 11:42 on febbraio 23rd, 2010:

    Ramon il NAS! Già lo vedo girare con una Camaro con i Dadi appesi allo specchietto retrovisore!!! :D

    [leave a reply]

  10. glicerina said at 18:02 on febbraio 22nd, 2010:

    Anche io ho avuto problemi con i dischi LaCie. Tre da 1T e uno, vecchio da 320 GB.
    Nello stesso periodo i dischi da 1T hanno smesso di funzionare. Cioè, si accendevano, ma non c’era verso di farli leggere dal compu. Quello vecchissimo da 320 GB andava già da un po’ a singhiozzo. A volte si montava, altre volte no.

    Ho provato a collegare i dischi con degli alimentatori nuovi. Per “magia” tutto ha ripreso a funzionare.
    Nessun dato perso!
    Devo dire comunque che l’assistenza di LaCie è stata ineccepibile. Mi hanno spedito degli alimentatori NUOVI e GRATIS, anche per i dischi fuori garanzia. il 320 GB ha 5 o 6 anni. Quindi grazie a LaCie.

    Nel frattempo, spaventato e un po’ deluso ho comprato WD.

    [leave a reply]

    Bruko said at 11:32 on febbraio 23rd, 2010:

    >Nel frattempo, spaventato e un po’ deluso ho comprato WD.

    ahahahaha sei il mio mito.

    [leave a reply]

  11. Fabio13 said at 22:57 on febbraio 22nd, 2010:

    Mi permetto di aggiungere alcune considerazioni, anche se ho paura di risultare tremendamente banale.
    I sistemi di backup su nastro possono essere interessanti per soluzioni “enterprise” per grandi quantità di informazioni. Nel suo caso di che mole di dati stiamo parlando?
    Se le quantità di dati non sono eccessive, la soluzione NAS è percorribile, sia come prodotto “già pronto”, che assemblato, quest’ultimo garantirebbe più flessibilità, al costo di una più complessa gestione (leggasi: “sbatterci la testa per farlo funzionare a modo”).
    La sicurezza dei dati a lungo termine è praticamente un mistero (IMHO). Ho paura che, ad oggi, il modo più sicuro per archiviare un’immagine per gli eredi, sia ancora la banalissima stampa. E’ probabile che tra 10 anni i nastri non esisteranno più, come i dischi SATA (per essere chiari, chi di voi ha uno Iomega Zip?).
    A parte la tecnologia, già ampiamente esposta da altri, un buon backup richiede prima di tutto una procedura (automatica o non) collaudata e ben funzionante, che comprenda delle verifiche periodiche dei dati. E’ spiacevole scoprire in caso di problemi che i backup non sono andati a buon fine. :-(

    [leave a reply]

    ka300m said at 09:21 on febbraio 23rd, 2010:

    Un brave risposta rispetto alla frase

    “E’ probabile che tra 10 anni i nastri non esisteranno più, come i dischi SATA”

    E’ vero, ma il sistema di backup negli anni sarà soggetto come in tutti i casi del mondo dell’informatica ad aggiornamento ovvero quando i dischi sata saranno sulla via della morte, si farà la migrazione di tutto il backup esistente sul “nuovo supporto”.

    E’ inevitabile questo approccio. Esattamente come è inevitabile che mediamente ogni 3 anni i dischi acquistati debbano essere sostituiti o per rotture o per aumentare lo spazio per il backup.

    Vale grosso modo la regola che se oggi paghiamo 80€ 1 terabyte, fra 3 anni probabilmente pagheremo 80€ 3 terabyte.

    [leave a reply]

  12. Daniele said at 23:47 on febbraio 22nd, 2010:

    @Raid
    Il costo se si pensa ad una soluzione non software è sull’ordine degli 1k euro. [ scheda raid + 2 dischi che valgono per 1 ].
    Poichè comunque non è una soluzione se non per un ripristino veloce del sistema o per una sorta di garanzia di servizio, va comunque affiancato ad un altro sistema di backup che sia più sicuro. Per altro, se il problema è la rottura dei dischi imho la soluzione è nell’utilizzo di altri supporti non nell’aumentare il numero degli stessi. [ per lo meno per il lungo termine ]

    @Temperatura esercizio dischi
    La temperatura ideale di un disco è tra i 30 e i 45 gradi
    La temperatura di un disco non è la temperatura della stanza che lo ospita.
    Per una temperatura ottimale di esercizio di un disco la temperatura della sala ospitante dovrebbe essere al di sotto dei 20 gradi.
    Preferibilmente vicino ai 15, dando per scontato che il supporto sia in un luogo ventilato e non polveroso.
    http://research.google.com/archive/disk_failures.pdf

    Ci sarebbe poi da fare un’analisi sulla probabilità di rottura degli altri supporti in base alla temperatura di esercizio .. ma amen.

    @NAS
    Vale il discorso della rottura dischi e della temperatura di esercizio.
    In più qui si possono rompere un sacco di altre cose.
    Che poi vanno aggiustate, mantenute, amministrate controllate e sostituite.
    E’ una soluzione secondo me solo per i file in uso e non per l’archivio.
    A quel punto pero’ non è molta la differenza tra un NAS e un disco esterno di rete…
    Non c’e’ necessità di particolari connfigurazioni di permessi.
    Serve solo un posto dove piu’ di una persona possano accedere ai file.
    Solo che l’amministrazione di un HD si limita alla capacità di infilare un cavo nel giusto buco.
    In piu’ l’hd consuma meno e occupa meno spazio.

    @Condivisione dati con altri
    Se i dati contenenti dati personali o sensibili di terze parti vengono immagazzinati presso altre persone, è necessario che coloro che ospitano i dati siano in regola con il DPS e rilascino relativo documento.

    @UPS
    già fatto ^_^

    @DAT
    costa poco, dura molto, occupa poco spazio.
    E’ lento come una mucca indiana pasciuta e stanca, ma la notte è giovane.
    Per altro.. è relativamente lento.
    Un DAT di livello infimo registra 20GB all’ora.
    Nell’ipotesi di fare un backup online
    Se il mio secondo punto si trova a casa di un parente, supponendo che si trovi a 100km di distanza da casa mia e che io debba fare il backup di 32GB di dati:

    INTERNET:
    linea 8Mbps simmetrica garantita [ follia pura ].
    1MB al secondo, 3,2GB all’ora, 10 ore per 32GB
    Il costo di una flat 8MB è plausibilmente attorno agli 800€ / mese.

    DAT
    Velocità plausibile 30GB/h
    Percorrenza 100km in automobile: 2h
    Totale 3 ore. Ne ho risparmiate 7
    Il costo è di circa 50€ di benzina + autostrada.

    @Archiviazione nastri
    La procedura quadernone è sicuramente la piu’ sicura.
    Ogni cassetta comunque ha la sua copertina su cui scrivere [ esattamente come sulle audiocassette insomma ].
    L’ideale sarebbe avere un loader a 7 cassette in cui 5 rimangono sempre dentro e le altre 2 vengono archiviate [ settimanalmente e mensilmente ].
    A quel punto pero’ non è una soluzione entry level quando piuttosto un paio di vacanze dimenticate.

    @COSTO LETTORI DAT
    Nuovo 500 dollari della HP con garanzia 3 anni.
    Costo delle cassette: 40€ circa a seconda del formato
    Garanzia durata cassette in caso di corretta conservazione: anni 30

    @Campi magnetici
    Non penso esista supporto di archiviazione che non ne risenta.
    Fatto salvo il quadernone di cui sopra.
    Non puo’ essere un metro di discriminazione su uno o l’altro supporto.

    @DVD
    a dire il vero un 4DVD archivia tranquillamente 7GB, ma amen.
    E’ il supporto da cui ci si vuole allontanare per cui non vedo nemmeno il motivo della polemica one-way.

    @Masterizzazione industriale
    Yes, we can.
    Ma non è importante.

    @DLT – vs DAT

    Quantum DLT-V4
    Capacità compressa 320GB
    Costo Drive $720
    Velcotià di trasferimento: dai 35 ai 70 GB/ora

    HP DAT 160 USB Internal
    Capacità compressa 160GB
    Costo drive 730$
    Velocità di trasferimento: 49.3 GB/ora

    Non ci vedo sta gran rivoluzione.

    My 2 cents.

    [leave a reply]

  13. Marcello said at 00:38 on febbraio 23rd, 2010:

    che figo! sembra di essere in una puntata di big bang theory! ;)

    [leave a reply]

    Daniele said at 03:14 on febbraio 23rd, 2010:

    io faccio Flash.
    Se non posso, Frodo.

    [leave a reply]

    Bruko said at 10:24 on febbraio 23rd, 2010:

    LOL io mi vesto da effetto doppler

    [leave a reply]

    ka300m said at 10:26 on febbraio 23rd, 2010:

    Io sfodero il mio Klingon anche se un pò arrugginito :D

    [leave a reply]

    GFREE - Gianfranco Melocchi said at 11:31 on febbraio 23rd, 2010:

    Io posso vestirmi da velocità superluminale?!? :D

    [leave a reply]

  14. Gnappo said at 12:21 on febbraio 23rd, 2010:

    io faccio archivio su dischi firewire e sull’ipod

    [leave a reply]

    antonio said at 13:56 on febbraio 23rd, 2010:

    tu mi sai che sei l’omino fortunato che dovrà beccarsi i back up di sara…. :-)

    [leave a reply]

  15. fabrizio said at 17:45 on febbraio 23rd, 2010:

    Ma tutto questo sul blog di un fotografo con cromosoma doppio X?
    :-)

    [leave a reply]

  16. chicco said at 22:10 on febbraio 23rd, 2010:

    @Sara: Grazie per i tuoi grazie. Il tono da lunedì è quello da lunedì, sorry: e pranzare con l’e-mail intasata da richieste assurde non giova (oltre a produrre bricioline trai i tasti). Accetto perciò la bastonata! Tornando al tuo Back-up: come ti ho detto, hai già trovato la tua strada, che poi è la cosa migliore, perché significa che la seguirai. Non sono d’accordo su alcuni punti specifici, ma la linea generale è assolutamente condivisibile. Oggi, a pranzo con un cliente, parlavo grossomodo di te (senza fare nomi) e lui, che bazzica gentucola alla Gettys, preconizzava questo futuro: http://bit.ly/9UUeab

    Ultimo. Vorrei trovare il modo di far passare almeno il concetto che il back-up e l’archiviazione non sono più questioni monolitiche, ma anzi, proprio oggi sono quanto mai fluide. E la riconversione dei formati è un obbligo, non un opzione. Provo con un colpo basso, magari ci riesco: http://www.jumper.it/SundayJumper/?tag=kodak-photocd

    Ah. Sia chiaro. Il Raw su nastro ti contraddistingue come fotografo illuminato. E non perché è martedì e sono in vena. Ma perché, semplicemente, non ho esperienza di altri fotografi che, oltre le parole, poi abbiano provato sul serio a farlo.

    @Daniele. Se mi trovi un masterizzatore Dvd a incisione che possa usare Sara da sola per il suo archivio, glielo regalo e la convinco ad abbandonare i nastri ;-)

    [leave a reply]

    Daniele said at 03:11 on febbraio 24th, 2010:

    @Chicco
    Da che ricordo io i DVD li si fa in 2 modi:
    a) li si masterizza [ uso casalingo o industriale solitamente fino a 2k copie ]
    b) li si stampa in pressofusione [ uso industriale per grosse tirature ]

    mi manca l’opzione c per cui li si potrebbe incidere con un masterizzatore.
    Penso sia l’unico motivo che mi frena dal chiamare il fornitore per sapere a quanto vende la macchina che usa per la pressofusione.
    D’altra parte l’unico vincolo che mi hai dato è che lei lo possa usare da sola.
    Non che sia in grado di farlo nè che se lo possa permettere.
    La mia mancanza di conoscienza o la tua poca chiarezza ti hanno fatto risparmiare un bel po’ di soldi direi ^_^

    [leave a reply]

    ka300m said at 08:58 on febbraio 24th, 2010:

    cit. Chicco: Ultimo. Vorrei trovare il modo di far passare almeno il concetto che il back-up e l’archiviazione non sono più questioni monolitiche, ma anzi, proprio oggi sono quanto mai fluide. E la riconversione dei formati è un obbligo, non un opzione.

    Concordo assolutamente anche perchè è un’altra cosa che ho provato con mano. La libreria di backup che è in uso da 6 anni presso l’unviersità ha subito 2 upgrade per quanto riguarda i drive che hanno portato anche al cambio di “nastro” utilizzato.

    Tendenzialmente si cerca di mantenere la compatibilità ma ora a distanza appunto di tutto questo tempo stiamo per cambiare totalmente tecnologia perchè questa che stiamo utilizzando è diventata troppo onerosa da “mantenere”.

    L’informatica corre ed è impossibile farla frenare ;)

    [leave a reply]

  17. Andrea Pagani said at 11:05 on marzo 3rd, 2010:

    se hai 1000 euro che ti ballano in tasca puoi pensare a un coso così: http://www.pixmania.com/it/it/2452321/art/western-digital/hard-disk-esterno-sharesp.html

    8 terabyte (configurabili in raid, quindi 4 tera duplicati), interfaccia gigabyte, abbastanza discreto (è uno scatolotto)

    [leave a reply]

  18. Andrea Pagani said at 17:18 on marzo 3rd, 2010:

    se no, con 275 euro puoi comprare un case esterno per 4 dischi (che puoi aggiornare col tempo, magari per ora mettendoci solo due dischi e facendolo “crescere” col tempo) con interfaccia usb (che non è velocissima, a onor del vero) ed eSata (decisamente più veloce)

    http://www.bow.it/Box_Esterni/92959/Icy_Box_MB-561U-4S.html

    [leave a reply]

  19. Andrea Pagani said at 09:24 on marzo 4th, 2010:

    scusate se intervengo “a singhiozzo”, ma le cose mi vengono in mente a targhe alterne…

    sul discorso dei dischi, componenti e supporti vari “garantiti tot anni” fate attenzione a non farvi abbagliare! Il fatto che la tal marca garantisca 5 anni il proprio disco, significa solo che in caso di guasto dipendente in qualche modo da loro (difetto di fabbricazione, usura precoce ecc.) vi sostituiranno il disco. E tutti i vostri bei dati andranno a farsi benedire! Il backup non serve a garantire lunga vita a un disco, ma ai vostri dati!
    Le cose di rompono, è inevitabile… l’ideale, oltre ai backup di cui si è ampiamente parlato qui, è aggiornare i supporti con una certa periodicità. Se oggi una coppia di dischi da 1 tera ciascuno costa 150 euro, posso pensare di cambiarli tra un paio di anni con una coppia di dischi da 2 o 3 tera (che nel frattempo avranno il medesimo prezzo, saranno più “giovani” e avranno capienza sufficiente ad accogliere i nuovi file che avremo generato in questi due anni).
    Il discorso del backup “condiviso” con un collega/amico fidato è molto valido: ne ho trovato traccia anche su Luminous Landscapes (qui, alla voce “Downloading and Storing Photos” http://www.luminous-landscape.com/essays/Safari-Tips.shtml ), anche se riferito in articolare al backup “sul campo” durante escursioni fotografiche piuttosto lunghe.
    Comunque è interessante questa discussione, vengono fuori diverse considerazioni che diventano ovvie solo quanto ti ritrovi in lacrime con, tra le braccia, il cadavere di un disco dal quale non riesci più a tirare fuori i tuoi dati… :-D

    [leave a reply]

  20. Davide said at 12:52 on marzo 7th, 2010:

    salve a tutti, a me piace il sistema adottato da questi pazzi di Death to Film: per la sua scalabilita e semplicita. che ne pensate?

    http://www.deathtofilm.com/2008/06/30/image-mechanics-off-line-archiving-system-the-next-generation/

    [leave a reply]


Leave a Reply