Fashion shooting con l’iphone (…e nemmeno il 4g)
Posted: luglio 5th, 2010 | Author: Bruko | Filed under: gadgets, ghettofotografia, video | 55 Comments »Se avete 10 minuti di tempo, secondo me questo e’ un video davvero interessante da vedere e non solo per il motivo piu’ evidente (ovvero: dimostrare che non conta la macchina fotografica, ma chi la usa e come sa giostrare la luce).
E’ interessante anche perche’ mostra diversi setup che potrebbero essere interessanti e fa vedere le foto sia non post prodotte che post prodotte. Ed e’ girato bene.
E adesso torno in miniera, che non ho mai lavorato tanto come in questi giorni (graziesignoregrazie per l’aria condizionata in studio: essere inchiodati qui non e’ poi cosi’ male)










mah
non saprei..
sono sempre stato un po’ scettico sul “non conta la macchina ma il fotografo” e cose di questo genere,,,,cioè mi spiego…meglio se no qua mi bannano
sono convinto al 100% che un incapace (e mi ci metto pure io in sta categoria) con davanti una nikon d3x con un “stocavolo” mm a f “luminoso come il sole” non sarà in grado di tirare fuori uno scatto decente …sul forum nital di gente con 20000 euro di attrezzatura in cima solo per fare (pessime) foto ai loro figli in vacanza ce n’è a tutto andare…
cioè..se uno è negato…che abbia una d3x o una coolpix di 6 anni fa cambia poco…
però…
sono convinto (fortemente) che ahimè un mezzo inadeguato può pregiudicare seriamente una foto che si ha in mente… per limiti tecnici e fisici
penso al balzo che effettivamente ho fatto passando da d200 a d700…prima certe cose me le sognavo..io resto una capra sia ben chiaro… però una capra che può permettersi di “tirare” un po’ di più in alcuni frangenti .,..es ifoto ad alte iso senza pregare Anubi in ginocchio ad ogi foto sopra i 600 iso
riassumendo: un incapace resterà tale con qualsiasi macchina fotografica in mano, ma a volte qualcuno con in mente una idea geniale rimarrà a bocca asciutta perchè prob non avrà a disposizione un mezzo adeguato per l’occasione…
il mezzo purtroppo non è tutto..ma è buona parte…
ps: non so se in effetti ho scritto in italiano…….
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io son d’accordissimo con te
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amen fratello
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a titolo di cronaca, fratellA
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amen fratellA
asdasdasd
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secondo me il punto principale di quello che scrivi sta tutto nel “una foto che si ha in mente”
Nella fotografia professionale, in quella di moda in particolare, che e’ un discorso a volte anche parecchio diverso, esiste una lunga serie di passaggi in cui il corpo macchina rappresenta alla fin della fiera davvero poco:
- creazione del concept, discussione con il cliente, briefing.
- casting per la scelta della modella, quando si decide di usare una modella
- organizzazione dello shooting e della logistica, in cui si mette assieme un team di persone e si fa in modo che tutte lavorino nella stessa direzione, si coordinino, rispettino i tempi, si cercano le location e si fanno gli scouting, si verifica che tutti i permessi e le liberatorie siano a posto ecc ecc
- creazione del set
- scelta del parco luci
- styling e make up della modella
- scatto
- prima selezione degli scatti da presentare al cliente
- post produzione di base
- editing (dove viene scelto cosa e’ buono e cosa scartare)
- post produzione avanzata
- stampa
Il fotoamatore si interessa della fase di scatto, a volte della fase di post produzione, con rare incursioni in quella dell’illuminazione , ma anche queste tre fasi se portate avanti alla perfezione non fanno un buono scatto in ambito commerciale.
Per di piu’ il tipo di macchina da utilizzare e’ una delle considerazioni che vengono fatte in funzione del punto 1: per riuscire ad ottenere la foto che hai in mente potrebbe essere necessario usare una polaroid. Oppure una hasselblad analogica. Oppure una videocamera collegata ad un televisore e una macchina fotografica che fotografa lo schermo.
Sono scelte estetiche diverse, e devi renderti conto che se vuoi andare sullo sterrato, forse la panda 4×4 e’ meglio della Lamborghini, anche se nessuno si sognerebbe di mettere in discussione il fatto che la Lamborghini ha un valore maggiore ed e’ una macchina migliore.
cosi’ come non ha senso dire che un flash da 3000 watt e’ meglio di un SB800 (prova a controllare un flash da 3000watt in una stanza piccola se ti serve solo poca potenza), non ha senso dire che una macchina da un gigamiliardo di pixel e’ meglio di una macchina piu’ limitata. Dipende da cos’hai in mente e per riuscire ad ottenerlo hai bisogno che ogni punto della checklist di cui sopra sia svolto in funzione di quell’idea.
altrimenti quello che comincia a succedere e’ che sviluppi idee in funzione della macchina che hai e questo fa di te un buon fotoamatore e un pessimo fotografo. Secondo me.
Poi e’ ovvio che non ha senso buttare la propria attrezzatura per fare foto con il cellulare. Pero’ ad esempio io continuo a usare la D70 in diversi frangenti e non s’e’ mai accorto nessuno della differenza. E non ho nessuna intenzione di venderla, mentre quando ho preso la 5D mi sono liberato della D200; Il segreto e’ conoscere i limiti dell’attrezzatura che stai usando e sapere quando usarla e quando invece usare altro.
Per cui la mia risposta e’: il mezzo non e’ tutto, e non e’ nemmeno buona parte. E’ solo un mezzo e puo’ essere sostituito o integrato con altri mezzi per arrivare allo stesso fine.
Se ti manca il fine invece non puoi fare altro che farti le pippe sui megapixel in piu’ o gli f in meno…
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cerca i vestiti, cerca le scarpe
fai arrivare chi ti porta i vestiti, o almeno il pacco dei vestiti, spiegagli cosa ti serve, scava in mezzo a vestiti talvolta assurdi, talvolta inadatti, ma di solito “che è meglio non rovinare perchè hanno costi inusitati”
poi tirare su la digitale giusta dalla borsa delle attrezzature, canon nikon o lattina di birra forata, è una passeggiata
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Dunque:
iphone: ce l’ho
testa joystick manfrotto: ce l’ho
modella carina: ce l’ho
mmm mi mancano solo i tot mila euro di luci e la capacità di usare COSI’ PS!
ah, no, mi manca pure l’aria condizionata per post produrre le foto
Cmq il video è carino, in effetti spesso ci si lascia condizionare dalla (mancanza) di attrezzatura, anche se a volte è come dice Disagio, quella che hai può limitarti….
poi è lapalissiano che non basti quella, ovviamente….
Max
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quei tot mila euro di luci, se te ne sei accorto, in realta’ non vengono utilizzati come luci: l’octabank e’ usato con la luce pilota o sparandoci dentro le luci del brico da 50 euro o usandolo come pannello riflettente.
Semplicemente, quelle sono le attrezzature che lui ha in studio, ma niente ti impedirebbe di usare un po’ di stoffa bianca e una cornice di legno come diffusore.
Non farti incantare dall’armamentario: guarda solo quali sono le luci davvero accese e quanto sono potenti e poi dimmi se non sono tutte cose fattibili in modo “ghetto”
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non so per l’italiano ma il concetto si è capito
dipenderà dal tipo di foto, uno scatto naturalistico o sportivo da bordo campo è una cosa, uno scatto in studio come questo del video invece è composto da:
composizione luci modella trucco parrucco studio preparazione scelta inquadratura feeling con la modella gestione del fotografo ritocco elaborazione gestione immagine ecc…
… e poi alla fine c’è anche la macchina per scattare la foto
se tutto il resto è di alta qualità, la macchina è solo uno dei passaggi. questo video è solo un “gioco” per dirlo credo
qualche tempo fa in viaggio, per gioco e perchè ero un po’ stufo che tutti mi dicessero “con quella digitale potente è facile”, mi sono portato solo pellicole, un bel sacchetto con solo 12 pellicole
quindi sul campo si sono affrontate:
- diapositive Velvia, per la serie “eh la pellicola, altro che digitale”
- pellicole bianconero, per la serie “eh, il vero bianco nero”
- e… sorpresa, un cellulare qualsiasi da 2 megapixel, neanche di buona qualità
nel libro di racconto che ne è uscito nessuno si è accorto
non so se posso mettere il link, sentiamo il capo
, ma ho nel sito e in un altro link qualche scatto misto tra pellicole con cellulare “a tradimento”
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non c’e’ nessun problema per i link quando si tratta di illustrare un concetto.
se tutto il resto è di alta qualità, la macchina è solo uno dei passaggi. questo video è solo un “gioco” per dirlo credo
esattamente
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ok allora metto questo:
http://www.mpnews.it/index.php?section=articoli&category=51&id=4604/cultura/arte-e-fotografia/Mexico—Puerto
se non lo tronca/rende inusabile (al max ricopiatelo nella barra indirizzo)
tra quelle foto si passa da uno scassato cellulare a diapositive velvia da 25 iso, dal “vero bianco e nero” al “con photoshop è facile”… gli estremi (nella categoria parole da bar)
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Certa gente potrebbe “fotografare” con una tavoletta d’argilla e uno scalpello e verrebbero comunque immagini da orgasmo…
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ahahhaah vero…
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Bellissimo video. Grazie di averlo condiviso Sara. Peccato che l’apparenza a volte ti costringe a portarti dietro kili e kili di roba per sembrare più professionale. Comunque rinnovo il mio motto: la macchina non fa il fotografo. Yep!
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Peccato che l’apparenza a volte ti costringe a portarti dietro kili e kili di roba per sembrare più professionale
vero. Che poi e’ bene o male la funzione principale dell’esposimentro
))))
(pssst. Sono indietro con le mail perche’ ho avuto un po’ di giorni di fuoco, ma tra oggi e domani dovrei mettermi in pari)
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Mi unisco anch’io al coro ribadendo che sì, penso che la macchina conti meno di quello che si pensa… Se dovessi fare una classifica metterei:
1° posto: l’idea e il saperla realizzare
2° posto: le luci
3° posto: le luci
4° posto: le luci
5° posto: l’obiettivo
6° posto: trucco e scena (nel caso in cui serva)
7° posto: il corpo macchina
8° posto: ritocco (nel caso serva)
ovvio che come è stato ribadito se ho il meglio di tutto avrò a disposizione maggiori possibilità creative e professionali ma è un po’ come giocare a golf con una sacca piena di mazze o con una mazza sola… Se la sai usare bene (la mazza), non ti serve tutta la sacca, farai forse un po’ più di fatica, ma alla fine alla buca ci arrivi
Condivido poi a livello professionale anche il discorso dell’apparenza. Purtroppo l’immagine conta e a meno che uno non abbia un nome tale da poter dire, oggi le foto le faccio con l’iPhone e fottetevi tutti, ritengo che andare da un cliente e fare un servizio con un telefono sia la strada migliore per non farsi pagare… (e di questi tempi è già difficile farsi pagare con le attrezzature professionali)…
Anche se poi è un cane che si morde la coda, perché di fatto ci sono tantissimi pseudo professionisti che si fan pagare per le attrezzature che hanno e non per quello che forniscono…
Ps, però quasi quasi Sara, cito questo video anche sul mio blog… e cito il tuo blog…
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Io metterei l’ordine in questo modo:
1° posto: l’idea e il saperla realizzare
2° posto: dialogo con chi si deve fotografare
3° posto: trucco e scenografia
4° posto: le luci
5° posto: le luci
6° posto: le luci
7° posto: le luci
8° posto: l’obiettivo
9° posto: il corpo macchina
10° posto: ritocco (nel caso serva)
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Posso permettermi di dire una cosina a costo di essere linciato (perchè è probabilmente colpa mia e basta), io di solito quando lavoro con qualcuno cerco di incontrarlo un paio di volte se possibile perchè già son timido io..
poi applico alla lettera i consigli di sara che ci da nel post del “cosa succede prima e durante”.. e ce la metto tutta..
capita purtroppo che in alcune occasioni ci siano delle perosne davvero davvero poco collaborative, a me è capitato solo un paio di volte, una delle quali su un lavoro commissionato e non sapevo più come uscirne..
ma ripeto, probabilmente non sono stato abbastanza bravo io a interagire col soggetto quele due volte.. ed è brutto brutto brutto
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Condivido a pieno la new version di Giueppe e l’appunto di Andrea… anche io metto in primis il dialogo anche se a volte a livello professionale non è detto che si possa scegliere in base ai propri gusti o alle impressioni che una persona per quanto professionista o no che sia, ci da…
Non ho messo nella classifica ai primi posti il dialogo perché ho voluto generalizzare e non sempre nella fotografia si ha a che fare con una modella o un modello.
Per lavoro ho spesso a che fare con piatti e still life, con loro c’è poco dialogo, se non quello del palato
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è vero anche che io sia noto perchè parlo spesso da solo, quindi.. potrei provare a buttarmi sullo still life che almeno non ci posso litigare con un piatto.. credo
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con il tempo si impara a gestire anche quello…
ma poco collaborative in che senso?
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come è capitato a me sarà capitato a tutti che una mamma volesse regalare alla figlia teenager un servizio fotografico. Non ci sono casting, non ci sono art, ci sei tu, la ragazza che ti da una mano a non farti cadere addosso il fondale casalingo che ti sei costruito, c’è un parrucchiere e c’è una truccatrice. Ci sono 7 ore di tempo prima che la mamma torni a riprendere la figlia.
C’è la mamma che ha visto le tue fotografie, si aspetta una cosa e ti paga per averla, ed hai davanti una ragazza molto giovane che forse e dico forse quella serie di scatti non li voleva neppure fare.
Per l’ estrema timidezza della ragazzina non senti nemmeno la sua voce. Tu ci provi in tutte le maniere a coinvolgerla, capisci che non è colpa tua quando ti inventi un nutella party vestito da hulk verdastro e lei con fare timidissimo ti sorride quasi chiedendoti scusa con gli occhi per la sua poca verve ti sorride generosa ma sempre con gli occhi bassi.
E allora cerchi di inventarti a qualcosa, perchè ti dispiace violentare l’animo della giovane ragazza, ma sei consapevole che per te è importante fare quelle foto per almeno un paio di buoni motivi.
E sei li con la tua macchina fotografica. La appoggi sul tavolino e mentre le chiedi dove andrà in vacanza (lei risponde con un filo di voci e non riesci nemmeno a sentire la risposta) ripassi nella mente “Il ritratto, quello che succede prima” e compagnia bella per cercare di venirne fuori.
“Cazzo ma io voglio fare il fotografo, non lo strizzacervelli” pensi, ma mentre pensi ciò ti si materializza davanti Sara Lando che ti da una fortissima legnata in mezzo agli occhi con uno dei suoi stativi che ti fa notare che di fotografia ancora non hai capito un cazzo e che il tuo compito principale è quello di pensare.
Quindi riparti da capo e pensi: “la modellina non parla, non da segni di vita, non risponde quando le chiedo cosa preferisce mangiare, le trema la mano come se avesse il parkinson quando si presenta.. bene.. devo trovare io la soluzione a tutto questo e presentare al cliente (la mamma adorabile) il miglior risultato possibile”.
Allora avvolgi la giovanotta con un inestricabile rotolo di scotch che recita a ripetizione “FRAGILE”. e scatti.
La mamma è contenta, tu hai salvato la faccia e sei tutto contento perchè i tuoi amici sono sorpresi nel vedere una ragazza vestita di scotch e come se non bastasse dentro di te ti fai bullo perchè hai trovato una soluzione “geniale” secondo te.
Ma in realtà l’unica cosa geniale è che hai capito che c’è molto molto molto altro oltre al fare click con il dito e ance se te l’avevano già cercato di spiegare, tu in fondo non l’avevi ancora assimilato..
io baratterei un dito per diventare davvero bravo come alcuni di voi qui dentro.
Dopo questa vomitata di sentimenti e sviolinate torno a studiare che forse fra poco avrò un esame
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Qualche anno fa ebbi occasione di sentire una lezione di Giora Feidman, grandissimo clarinettista. A un certo punto disse che è indispensabile trovare il feeling giusto con la musica che si suona e con il pubblico presente: in caso contrario sarebbe meglio evitare di suonare. Alla domanda: “Ma chi fa musica per mestiere come può fare questo?” si limitò ad alzare le spalle e a dire che effettivamente quello era un bel problema. Il che, detto da uno con una cinquantina di anni di professione sulle spalle, lascia un filo sconcertati e fa riflettere un bel po’. Mi ricorda una storiella sentita da Moni Ovadia:
- Rabbino, rabbino, non voglio più vivere
- Morire non è una soluzione …
- E allora devo continuare così?
- Continuare così non è una soluzione …
- Ma allora?
- E chi te l’ha detto che c’è una soluzione?
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Purtroppo l’immagine conta e a meno che uno non abbia un nome tale da poter dire, oggi le foto le faccio con l’iPhone e fottetevi tutti, ritengo che andare da un cliente e fare un servizio con un telefono sia la strada migliore per non farsi pagare… PER FORTUNA l’immagine conta.
E a meno che il cliente non sia sul set quando scatti, puoi scattare con quello che vuoi, se il file che consegni ha una qualita’ all’altezza degli accordi presi.
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Non saprei, sono uno di quelli che pensa che l’immagine non sia essenziale. Se vai da un cliente con delle buone attrezzature è innegabile che l’impressione che darai sarà migliore (sono il primo a non sottovalutare questo aspetto), ma tra dire che PER FORTUNA l’immagine conta o che PURTROPPO l’immagine conta, propenderei sempre per la seconda…
La professionalità si distingue da molte altre cose perché in tutti i lavori e in tutte le professioni (come hai ben elencato tu nella risposta poco più sopra) ci sono tantissime cose che sommate danno come risultato il lavoro finito e ciò non si ottiene solo dalla marca degli strumenti che hai o (in altri campi) dai vestiti che indossi…
Semmai FAMMI VEDERE come lavori, FAMMI VEDERE un prodotto finito e poi ti dirò se per me sei PROFESSIONALE o no…
Questo è ovviamente un mio punto di vista che però, ribadisco, non è attuabile con la maggiorparte del genere umano, motivo per cui ti dico sì, l’immagine conta… purtroppo
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O.O
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Ragazzi secondo me non avete capito niente.
Tutti fissati con sto corpo macchina.
Il video è per spiegare che se avete dei soldi da spendere fatelo nell’attrezzatura che non sia il corpo macchina.
quella è una delle ultime cose per la maggiorparte delle tipologia di fotografia.
Chiaro che se siete in tribuna ad una evento sportivo un 400mm f2.8 e 15fps a 3200 iso possono aiutare a fare la differenza.
Ma se sapete usare la testa e avete un minimo di attrezzatura per comporre un set, sì fa ottima roba anche senza l’ultimo corpo macchina fiammante da milaeuro…
Come se fare fotografia dipenda dalla macchina fotografica… dai gente..
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Ragazzi secondo me non avete capito niente
+
… dai gente..
=
il modo piu’ veloce per non essere ascoltati anche quando si dice qualcosa di fondamentalmente giusto.
Se posso darti un consiglio: scrivi quello che pensi tu senza sentire il bisogno di fare la paternale alla gente del tipo “adesso arrivo io e ti dico qual e’ la verita’”. E’ piu’ facile essere ascoltati.
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vabbè orso..
non è per fare partire un flame sul blog di mamma sara, ma…
noi non avremo capito niente , ma no per dire, ma le stesse cose che hai ribadito sono le medesime riportate già nel primo post (scritto in pessimo italiano ma vabbè..)
nessuno dice “fare fotografia dipenda dalla macchina (SOLO) fotografica”, e ci mancherebbe, ma è ipocrita, almeno per me, negare che attrezzature non adeguate possano compromettere il risultato finale… poi oh.. i geni esistono in tutit i campi e sicuramente con un iphone JoeyLawrence (ad esempio) smerderebbe lo stesso metà del pianeta
questo non lo so
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infatti, concordo con IL GRANDE DISAGIO, mi sembra che sia Orso a non aver capito quello che tutti abbiamo ribadito sopra… ovvero le sue stesse cose…
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vabbè orso..
non è per fare partire un flame sul blog di mamma sara, ma…
noi non avremo capito niente , ma no per dire, ma le stesse cose che hai ribadito sono le medesime riportate già nel primo post (scritto in pessimo italiano ma vabbè..)
nessuno dice “fare fotografia dipenda dalla macchina (SOLO) fotografica”, e ci mancherebbe, ma è ipocrita, almeno per me, negare che attrezzature non adeguate possano compromettere il risultato finale… poi oh.. i geni esistono in tutit i campi e sicuramente con un iphone JoeyLawrence (ad esempio) smerderebbe lo stesso metà del pianeta
questo non lo so, e non penso che sia necessario per forza l’ultimo corpo macchina presente sul mercato per fare foto, ma nessuno mi venga a dire , ad esempio, che fare foto con una macchina come la d200 (che ho amato alla follia) è la stessa cosa che usare la d700…
sarebbe ipocrita (almeno un po’)
nb: logicamente per foto “ordinarie” magari non si nota molto la differenza, ma in campi un po’ più “estremi”…..le diffrenze sono abissali
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se in questo video avesse usato una D200 o una D700 e l’avesse stampata come ha fatto non si noterebbero differenze.
ecco un esempio tipo… e se ne possono fare tantissimi.
tu parli di casi estremi? tipo?
e cmq stai parlando sempre di una D700 da 2500€.
facile fare delle chiacchiere…
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mi piace quando qualcuno ribadisce le proprie convinzioni, facendo valere le sue idee rispetto alle scemenze dette dagli altri….anche se non si accorge che sta sostenendo le stesse cose…
guarda io non sono proprio quello che rincorre l’ultima novità tecnologica del momento..ho un nokia 3330 per intenderci, fa tutto quello che deve fare e vivo felice, ma non mi soegnerei mai di dire che non ci sono differenze chessò con l’ultimo acer liquid con android -.-”
il bello è che qui nessuno ha detto che è corretta l’equazione “macchina fica=foto fiche”…ma semplicemente che una attrezzatura inadeguata può compromettere il lavoro (e mi pare che il corpo macchina faccia parte dell’attrezzatura di un fotoamatore…)
poi oh..ognuno è libero di fare quello che vuole..amavo la mia d200, ma sentirmi dire che è la stessa cosa della d700 mi fa un po’ sorridere. fa molto “ai miei tempi le cose erano meglio”…
poi oh… ribadisco lawrence rimarebbe un gran fotografao anche con una 10d…ma non so se il risultato dei suoi ultimi reportage sarebbe stato lo stesso di quello ottenuto con il dorso mamiya che si è portato dietro….
comunque andiamo insieme a fare un concerto tu con una d200 e io la d700
beh logicamente non un live degli u2 ..intendo un concerto medio con una luce logicamente pessima
poi facciamo chiacchiera ..magari usando degli iphone
..o dei nokia 3330
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ps: non è che la d200 all’epoca la regalassero…
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Credo che questo video sia dedicato ai dilettanti come me e specialmente ai principianti (spero che i pro abbiano invece già ben digerito la lezione che contiene) e che sottolinei un fatto semplicissimo: siccome se vuoi fare foto l’unica cosa veramente indispensabile è che devi avere una fotocamera (che può essere una Hasselblad o quella del telefonino, ma ce la devi avere per forza), quando si inizia ci si fissa troppo su quella. E ci si mette poi un bel po’ di tempo a capire che invece la fotocamera in fa parte di un’attrezzatura più estesa ed è da cretini spendere millanta euri per l’ultima reflex da un trilione di megapixel invece di impiegare una parte del budget per comprarsi, per dire, un paio di flash decenti o anche semplicemente un monitor non dico professionale ma che almeno ti faccia capire cosa stai facendo con photoshop senza dover tirare troppo a indovinare. O un treppiede. Insomma, che la fotocamera fa parte di un insieme di cose che ti permettono (o non ti permettono) di fare le foto che vuoi fare. E che spesso non è affatto l’anello più importante della catena.
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tutto verissimo.
Ma soprattutto la cosa fondamentale e’ che e’ inutile spendere un sacco di soldi in attrezzatura (che sia una macchina fotografica, una lente, un treppiede o un parco luci) se poi non impari ad usarla. Sapere da dove far arrivare la luce, come bloccarla, come diffonderla, sapere in quali condizioni la propria macchina lavora in modo migliore, sapere a che apertura un proprio obiettivo e’ piu’ nitido o quando vignetta… sono queste le cose che spesso fanno la differenza.
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amen sorella sara
parole sante
ps: a quando il prossimo workshop ?
ho già i ciccioli pronti da portarti
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sul fatto che la fotocamera non sia tutto sono perfettamente d’accordo
un corredo di luci riveste un’importanza incredibile, come poi le ottiche..
la regola “meglio spendere in ottiche che in corpi macchina” resta ancora valida, non c’è dubbio (visto sopratutto la svalutazione che i corpi digitali), certo che avere un certo tipo di macchina, in molti frangenti aiuti
dipende sempre cosa uno ha da fare
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troppo bello!!!!
grazie sara!
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de nada
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forse per capire meglio il concetto è il caso che io faccia un video che dimostra come con l’adeguata attrezzatura io possa fare lo stesso foto orrende
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ahahahahaahah
secondo me invece faresti roba interessante.
Non hai la tecnica, pero’ hai la testa.
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Per fortuna hanno inventato il velcro,,, ho temuto avessere inchiodato l’iphone al cavalletto. Pericolo scampato. : )
Domani mi applico in sperimentazioni con reflex tradizionale, fa troppo caldo per provare con l’iphone. Un saluto.
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il velcro e’ mio amico ^_^
comunque fa troppo caldo per tutto…
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http://max.rcs.it/multimedia/girls/video/0909_francesca_video.action
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tra l’altro con la versione 4 la potenza di calcolo e la risoluzione video iniziano ad essere sempre più “esagerate” per un dispositivo così piccolo, a pensarci solo pochi anni fa
prova a vedere tra i risultati come iPhone 4 film o 4 filming, video ed editing a 720p, tutto direttamente sul telefono
divertenti esercizi di ingegno per sfruttare vantaggi (e limitare gli ovvi svantaggi), ma come sempre con l’idea giusta dietro e un buon occhio i risultati potrebbero andarsi a infilare tra quelli “tradizionali” senza destare sospetti
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http://max.rcs.it/girls/max-casting/10-2009/francesca-irrequieta-giramondo-20269263261.shtml
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GRAZIE.
Uno dei tanti motivi per cui ti adoro.
Sinceramente non credo che nessuno vedendo le foto e basta si sognerebbe di dire “questa e’ ovviamente stata scattata con un cellulare”.
Tra l’altro ricordo anche quelle scattate con il photobooth della metro.
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Sicuramente interessante e fa riflettere.
Se il messaggio doveva essere: non serve spendere soldi in corpi macchina ma nelle luci per fare buone foto da studio, è stato chiarissimo e condivido in pieno.
infatti, è la prima cosa che ho pensato alla fine…
Ma io apprezzo sempre le lezioni di Sara dove tutta l’attrezzatura proposta è da ghettofotografia.
Se il concetto è che la creatività e la sapienza nel calibrare le luci sono le vere doti per fare grandi foto….. allora avrei goduto a vedere lo stesso video fatto all’aperto o comunque con luci alla portata di tutti per vedere l’inventiva e l’esperienza del fotografo in condizioni estreme… wow
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>Se il messaggio doveva essere: non serve spendere soldi in corpi macchina ma nelle luci
no, no!!
Se noti, per la maggior parte dello shooting lui usa solo le luci pilota dei flash, oppure delle luci tipo quelle del brico e usa l’octa solo come pannello diffusore o riflettente.
LE STESSE IDENTICHE cose si potrebbero ottenere spendendo meno di 50 euro. Il punto e’ sapere come usarla, la luce!
Ovvio che se uno a a disposizione un octa, fa prima ad allungare la mano e usare quello invece di costruirsi un pannello. Ma non toglie che sia fattibilissimo.
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>Se il concetto è che la creatività e la sapienza nel calibrare le luci sono le vere doti per fare grandi foto….. allora avrei goduto a vedere lo stesso video fatto all’aperto o comunque con luci alla portata di tutti per vedere l’inventiva e l’esperienza del fotografo in condizioni estreme
… ok allora è proprio il messaggio giusto che speravo venisse fuori… purtroppo non conosco bene l’attrezzatura da studio e quei grandi bank mi hanno ingannata
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Rimango un po’ perplesso, okay la luce è la visione rimangono la chiave importante del fotografo , ma parlando di moda o fashion la problematica qualitativa rimane molto presente. Fin che se ne parla okay, quando il cliente di chiede un ingrandimento di qualche metro ? o un catalogo stampato ad alta qualità mi domando che succede ai files dell’iphone. Forse visto il decadimento generale della qualità si arriverà anche a cataloghi di marchi noti fatti con l’iphone ma ora come ora mi sembra più una cosa riservata al divertirsi.
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“quando il cliente di chiede un ingrandimento di qualche metro ? ”
logico, rientra nel scegliere l’attrezzatura “adatta” al lavoro
certamente far che usare una Hasselblad ti risolve i problemi, almeno hai megapixel da vendere e bom. se la foto di un anello va su un catalogo a doppia pagina, no problem la dimensione c’è sempre
ma non è che sia automaticamente tanti megapixel, lavoro a posto
alcune pubblicità in affissione, anche in formato 6×3 metri e 12 metri o più (i teli sopra i palazzi)… partono da foto di 6 megapixel magari, o 2000 px di lato… o neanche raw ma jpg
è più frequente di quanto si pensi
serve la foto, prima di tutto
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parlando di moda o di fashion ti rimando al link postato sopra da Settimio (Benedusi, non l’ultimo arrivato), ti rimando a Terry Richardson, ti rimando a non ricordo se fosse Steven Meisel o Tim Walker che fecero un servizio per Vogue con un cellulare, alle foto di Fabrizio Ferri scattate con la g9.
se Paolo Roversi facesse vedere le sue foto in un circolo fotografico o in un forum di “fotografi” gli romperebbero le palle perche’ sono tutte fuori fuoco.
E Vogue non stampa piccolo, eh.
Non sto dicendo che non ha nessun senso avere una macchina figa. Sto dicendo che a seconda di quello che devi dire e di come lo vuoi dire scegli la macchina da usare. Non puo’ essere il contrario.
Quello che dici tu ha senso sicuramente per uno scatto di catalogo di un gioiello, o su alcuni tipi di scatti, nessuno lo nega. Ma e’ da un pezzo che questa cosa e’ andata oltre il divertissement.
Ti ricordo anche che per un ingrandimento di un billboard di 6 metri bastano foto di poco piu’ di 2000px per lato, proprio perche’ sono fatte per essere viste da distante.
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