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La risoluzione

Posted: gennaio 13th, 2009 | Author: admin | Filed under: Senza categoria |

Perche’ se mi mandi una mail con un allegato da 500 kbyte e io non lo devo stampare sei un mentecatto? Perche’ quando stampi una foto che sul tuo monitor era nitidissima viene uno schifo?

Vi evitero’ la storia della rava e della fava su come e’ fatto un file e quanti byte ci sono per pixel e sulle differenze fra formati. Lo scopo di questa cosa e’ di spiegare piu’ o meno come fare ad avere delle foto decenti da postare su Internet o stampare.
E’ pero’ necessario spiegare un secondino cosa significa “risoluzione” quando si parla di foto (oltre alla testardaggine di aspettare per delle ore che il soggetto faccia la faccia giusta).
Una fotografia digitale e’ una specie di mosaico fatto di tessere ognuna di un colore diverso ed e’ evidente se aprite un’immagine in photoshop e zoomate fortissimo fino ad ottenere dei quadratoni. Quei quadratoni sono i pixel.
All’interno di un centimetro (o solitamente di un pollice) ci possono stare diversi pixel: se ce n’e’ uno avrete un centimetro monocolore, se ce ne sono migliaia si possono avere diverse sfumature.
Quando guardate un’immagine nel vostro monitor a volte e’ difficile capire se e’ in alta o in bassa risoluzione, questo perche’ la risoluzione del vostro monitor e’ di 72 dpi. Qualsiasi immagine di risoluzione superiore viene comunque visualizzata a 72 dpi, ma la differenza e’ visibile quando si zooma:

La stampante, a differenza del monitor, ha una risoluzione di 300 dpi. Cioe’ sono necessarie 300 tessere per ogni pollice per avere una stampa ottimale. E se ne avete solo 72 (es: immagine presa da Internet che volete stampare)? Non basta aprire la finestra di dimensione immagine e dire a photoshop di trasformare la vostra immagine a 72 dpi in una a 300?
Quello che fa Photoshop quando gli chiedete di fare una cosa del genere e’ di inventarsi dei dati che gli permettano di inserire un certo numero di tessere tra una tessera e l’altra.
Qual e’ il problema? Il problema e’ che avete un contorno nitido (una tessera bianca vicino ad una tessera nera) l’algoritmo che si occupa della produzione di dati da stantuffare nella vostra foto crea una serie di tessere grigie per passare dal nero al bianco.
Una merda.

Il consiglio e’ quindi: scattate in alta risoluzione come se voleste stampare e rimpicciolite quando dovete mettere le foto sul web. Questo vi permette anche di ritagliare la vostra immagine originale se volete isolare dei particolari.
Se dovete stampare foto piu’ grandi di un A3 (42×29,7 cm)in realta’ vi basta un file con una risoluzione di 150 dpi. Questo perche’ le macchine che stampano immagini molto grandi hanno una risoluzione di output inferiore a quelle che stampano una foto 10×15. Per stampare un telone grande come la fiancata di un palazzo vi basta un 50×70 cm a 300 dpi.

Allora perche’ non lavorare sempre con le immagini piu’ grandi possibili? I motivi sono diversi:
a) perche’ e’ fondamentalmente stupido. E’ il corrispettivo di fare sei mesi di lezioni giornaliere di solfeggio per poter cantare “Tanti Auguri a te” insieme ad altri amici ubriachi alla festa di vostro nipote di 2 anni.
b) lavorare con file di grosse dimensioni rallenta moltiiiiiiissimo il processo, Photoshop crasha in continuazione e Gesu’ bambino piange. Il ghetto fotografo vero e’ soprattutto pigro e non fa del lavoro duro quando puo’ sbrigarsela con poco.
c) se dovete far vedere una foto su Internet, le persone che la vedranno la leggeranno comunque su un aggeggio a 72 (massimo 96) dpi. Tutti i dati in piu’ verranno semplicemente non letti.

Il primo passo e’ ovviamente quello di ridimensionare la vostra immagine: andate in Immagine>Dimensione immagine e vi si aprira’ una finestra come quella qui sopra.

Settate una risoluzione a 72 dpi e decidete quanto grande volete che l’immagine appaia.
Quasi tutte le immagini di questo post sono larghe 550 pixel e sono gia’ piuttosto ingombranti. 450 pixel per il lato piu’ lungo e’ generalmente piu’ che sufficiente perche’ l’immagine sia chiara.

Se volete mettere una cornice attorno alla foto, i modi sono due: potete selezionare tutto il quadro (ctrl+alt) e poi andare su modifica>traccia. Verificando di avere selezionato la casellina “interno” decidete di quanti pixel volete sia spessa la cornice.
Questo metodo e’ molto semplice ma ha lo svantaggio di mangiarsi via i bordi della vostra immagine: a volte non cambia nulla, a volte cambia il senso di tutta la composizione.
Io preferisco ingrandire il quadro (immagine>dimensione quadro)

A questo punto dovete solo salvare l’immagine e metterla su Internient.
Molti si limitano a dire a Photoshop “salva come” jpg e dare una dimensione file molto bassa. Tutto il lavoro fatto viene quindi perso per colpa di una compressione merdosissima.
Come fare per poter avere comunque un’immagine piccola (diciamo attorno ai 50 k) ma che mantenga intatta la poesia delle nostre chiappe pelose?
Tutte le ultime versioni di Photoshop oltre al “salva con nome” hanno il comodissimo comando “Salva per web”

Questo vi apre una finestra in cui potete confrontare la versione originale con quella ottimizzata. Aumentando e diminuendo il valore della qualita’ vedrete le dimensioni del file variare anche di molto e cosi’ la qualita’. Spesso si tratta di trovare il miglior compromesso possibile, ma questo comando vi permette di avere un pieno controllo della qualita’ delle vostre immagini.

Tutto questo per dire: quanto belli sono i due nuovi bauletti che ho comprato oggi?


4 Comments on “La risoluzione”

  1. alexys said at 18:02 on febbraio 11th, 2010:

    senti ho visto il mio ex datore di lavoro trasformare uno skifo di imaginina di internet in un fantastico 6×3 dalla risoluzione ineccepibile..qundo gia da piccola faceva c…….re. come ha fatto?ti prego fammelo sapere!ale

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  2. Bruko said at 20:08 on febbraio 11th, 2010:

    beh, per stampare in 6×3 basta una risoluzione abbastanza scrausa, visto che deve essere stampato da lontano…
    non so quanto facesse cagare l’originale, pero’

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  3. Davide 'Folletto' Casali said at 10:56 on aprile 2nd, 2010:

    Una piccola precisazione: su un computer i DPI praticamente non contano, perché il computer visualizzerà sempre un pixel con un pixel.

    Nominalmente si dice “72 dpi” perché è storicamente la risoluzione a cui funzionavano gli schermi “standard”, però oggi ci sono schermi a qualunque risoluzione. I dpi hanno una funzionalità *esclusivamente* per la stampa, quando quei “dots” vengono convertiti in centimetri. La stessa immagine a 500×400 px verrà convertita a un tot di cm se è mappata a 72dpi mentre ad un altro numero di pixel se è mappata a 300dpi. E’ un po’ controintuitivo perché è l’approccio inverso dell’uso fotografico/cartaceo. :)

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  4. ardez said at 14:06 on maggio 20th, 2010:

    Per completezza di informazione aggiungerei che dire “72dpi” o “96dpi” si intende la dimensione del lato del pollice quadrato in questione, il che significa che in un pollice quadrato di schermo vengono visualizzati 5.184 o 9.216 pixels rispettivamente.

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