Il ritratto: quello che succede prima

(nota: non terrorizzatevi se non vedete i titoli: ho gia’ messo al lavoro gli gnomi del computer. Intanto vi metto una cosa provvisoria)

Il ritratto: quello che succede prima


La prima volta che ho fotografato qualcuno che non fosse un amico che conoscevo da almeno 5 anni o me stessa ho passato la notte precedente allo shooting con la testa nel cesso a vomitare.

Sono una persona ansiosa e non sono mai stata troppo a mio agio con gli sconosciuti. Per cui chiunque stia pensando che e’ necessario essere quello che gli inglesi definiscono “people person” per fare ritratti e si crede troppo timido per poterci anche solo provare, si tranquillizzi: sono cose che si imparano… magari dopo diverse secchiate di vomito, ma si imparano.

Una volta deciso che voglio fotografare delle persone, la prima -ovvia- domanda e’: chi fotografo?

Dipende da quello che avete in mente, essenzialmente.

Se l’unico motivo per cui avete comprato una macchina fotografica e’ fare foto a femmine in perizoma coi tacchi alti e non vi interessa essere capaci di mettere a fuoco sugli occhi invece che un paio di spanne sotto, il tutorial si puo’ anche limitare a: trovate una femmina, chiedetele di mettersi il perizoma e i tacchi alti, mettete a fuoco sulle tette e continuate a scattare fino a quando la scheda è piena.

In tutti gli altri casi (compreso quello in cui volete fare foto DECENTI a femmine in perizoma e tacchi alti), la situazione è un po’ piu’ complessa.

Perche’ quando intendo “ritratto” intendo tutte queste cose e moltissime altre

avedon
(Richard Avedon)

dianearbus
(Diane Arbus)

grey_scott_1
(Gray Scott)

laurataylor
(Laura Taylor)

phil-holland
(phil holland)

ryanmcginley
(Ryan mcGinley)

gowin_twist
(Emmet Gowin)

ed e’ evidente che ci sono delle differenze tra una foto e l’altra.

Per cui la prima cosa che dovreste capire è che tipo di foto vi piacerebbe scattare.

Il mio consiglio è quello di passare un sacco di tempo a sfogliare riviste e navigare su Internet e salvarvi tutto quello che vi piace (ehy, e’ lavorare anche questo!).

All’inizio potra’ sembrarvi che le vostre scelte siano estremamente schizofreniche, ma continuate a farlo. Con il tempo probabilmente emergeranno pattern, temi ricorrenti o tipologie specifiche di foto. Una buona idea potrebbe essere cominciare da li’.

Un momento, Bruko! Stai forse suggerendo di copiare il lavoro di qualcun altro?
SPUDORATAMENTE.

Per citare Jim Jarmush:

“”Nothing is original. Steal from anywhere that resonates with inspiration or fuels your imagination. Devour old films, new films, music, books, paintings, photographs, poems, dreams, random conversations, architecture, bridges, street signs, trees, clouds, bodies of water, light and shadows. Select only things to steal from that speak directly to your soul. If you do this, your work (and theft) will be authentic. Authenticity is invaluable; originality is non-existent. And don’t bother concealing your thievery – celebrate it if you feel like it. In any case, always remember what Jean-Luc Godard said: “It’s not where you take things from – it’s where you take them to.”

Vi sembra una cosa orribile da fare a uno sconosciuto che ha messo un sacco di impegno e “arte” nelle proprie foto?

pft. Prendetene una dal mio flickr, probabilmente anche senza saperlo sono identiche a un milione di altre. Avete il mio permesso.

Se state cominciando a fare ritratti e non vi sentite sicuri per niente, il mio consiglio e’ quello di cominciare facendo foto a voi stessi o a persone che conoscete bene: fidanzati, genitori, figli e migliori amici servono essenzialmente a questo.

E questo ANCHE se il vostro scopo finale è la femmina in perizoma. Fare foto a una persona è un po’ diverso rispetto a fare foto a una pianta e potrebbe essere utile fare un po’ di pratica. Oltretutto ritrarre ripetutamente la stessa persona vi permette di vedere quali sono i vostri punti deboli e migliorarvi. Vi accorgerete che le prime foto sono tute innaturali e che la decima volta che fotografate qualcuno invece il risultato e’ completamente diverso. Se non vi sembra il caso di ammorbare qualcun altro (ma prima o poi dovrete farlo…), avete sempre voi stessi.

Io ho cominciato cosi’. E fa niente se non credete di essere “abbastanza belli”. Ricordatevi che se la foto viene male non e’ mai colpa del soggetto: e’ sempre colpa del fotografo.

L’autoritratto ha anche un altro vantaggio: vi aiuta a capire quanto stupidi ci si sente davanti alla macchina fotografica senza sapere cosa fare. Tenetelo a mente quando dovete fotografare la gente.

Nel caso in cui siate abbastanza a proprio agio nel chiedere ad un estraneo di posare per voi e nel caso l’estraneo accetti, non liberatevi subito di genitori/fidanzati/amici: servono a fare da segnaposto mentre fate le prove di illuminazione.

Si’, perche’ prima che l’estraneo in questione si presenti nel vostro studio (o nello sgabuzzino di casa vostra, e’ uguale) dovreste aver capito come volete illuminarlo: passate 3/4 della sessione fotografica a muovere luci e fare prove e con ogni probabilità avrete delle foto loffie.

Tutta la parte tecnica dovrebbe essere quasi automatica e dovreste essere in grado di correggere la posizione delle luci in meno di 120 secondi per poi tornare a scattare senza interruzioni.

E come lo convinciamo l’estraneo in questione a farsi fotografare?  Le strade sono due:

La prima, quella che vi consiglio, è quella di fare abbastanza foto decenti da poter far vedere come esempio del vostro lavoro, indossare la vostra migliore faccia di palta e chiedere. A volte vi diranno di no, a volte vi diranno di si’. Con il tempo vi migliorerete e le persone saranno piu’ disponibili all’idea di farsi cospargere di pece e piume in nome di una non meglio definita “arte”.  All’inizio fotografavo me stessa. Poi ho implorato le mie amiche perche’ posassero per me. Poi le loro amiche vedevano le loro foto e accettavano di farsi fotografare. Poi le ho messe su internet e mandavo il link a persone che non conoscevo e che non mi conoscevano chiedendo di posare per me. La maggior parte delle volte non mi hanno nemmeno risposto, altre (poche) hanno accettato.

Poi hanno cominciato a contattarmi persone che volevano essere fotografate.

Ricordatevi che valete tanto quanto la vostra foto peggiore, per cui mano a mano che migliorate, liberatevi degli orrori e non date mai in giro foto che vi imbarazzano. E’ meglio consegnare ai vostri modelli 10 foto editate bene che un cd con 300 foto di cui 10 editate bene e 290 sfocate, illuminate male e terribili. Saranno quelle che con ogni probabilita’ finiranno su facebook con il vostro nome sotto.

La seconda strada percorribile per procacciarsi una vittima e’ quella di pagare una modella. Tendenzialmente all’inizio e’ una spesa abbastanza stupida, soprattutto perche’ fotografare una bella ragazza non serve a fare una bella foto. Per cui vi convincerete che per fare foto decenti servono soggetti decenti e continuerete a sborsare gran soldoni per foto noiose come guardare l’erba crescere. E poi li spenderete per comprare attrezzature piu’ costose, perche’ se le foto fanno ancora schifo e la modella e’ bella… dev’essere sicuramente la macchina fotografica che non va, giusto? Giusto.

Ricordatevi di mandarmi l’attrezzatura che dismettete che mi occupo io di liberarmene: vi faccio anche un prezzo di favore.

Ad ogni modo.

Abbiamo il modello. Abbiamo fissato il giorno. E adesso?

Una piccola lista di cose che in genere faccio prima dei servizi fotografici, e che trovo utili:

• Mi scambio delle mail con il modello per capire i suoi gusti e per spiegare quello che ho in mente. Se vive vicino anche andare a prendere un caffe’ per fare quattro chiacchiere puo’ essere una buona idea. A me piace l’idea che quello che faccio sia uno scambio e anche se io ho in mente una foto in particolare, voglio poter consegnare anche delle immagini che sono scattate per chi sta davanti alla macchina fotografica e non solo per me.

Sempre via mail mi accordo sui dettagli (che vestiti portare? servono oggetti particolari?), sul chi puo’ venire e chi no (tendenzialmente fidanzati e amiche rompipalle con velleita’ da modella dell’ultim’ora restano a casa o fuori dallo studio. Essendo femmina e minuta non ho mai avuto grossi problemi da parte di gente che teme che sia un serial killer).

Mi faccio dare un numero di telefono e do il mio numero di telefono.

Sempre via mail o per telefono ricordo ai soggetti di portare della musica che amano. Questo permette a me di conoscere musica nuova e a loro di sentirsi a proprio agio durante lo shooting.

• mi faccio una lista di concept e di inquadrature che vorrei scattare. Spesso sono solo dei punti di partenza, ma e’ comodo averli. Personalmente trovo comodo fare degli schizzi sulla moleskine per ricordarmi l’idea di base. Quando scatto parto sempre dalla cosa piu’ stramba e lascio i primi piani alla fine. Piu’ la situazione e’ semplice (una luce puntata in faccia, sfondo neutro), piu’ la persona si sentira’ probabilmente come una lepre

• cerco nei miei archivi delle foto di riferimento per le pose e il mood che ho in mente: non e’ facile spiegare a parole quello che volete che la persona faccia, basatevi piuttosto sulla vecchia tecnica “scimmia vede, scimmia fa”.

Stampo le foto e le tengo in vista durante lo shooting.

• preparo le liberatorie da far firmare e consegnare (no liberatoria, no party)

• controllo che le batterie siano cariche, le schede vuote, gli obiettivi puliti e lo studio a posto (il più possibile…)

• vado a comprare dell’acqua, della frutta, roba da mangiare.

• se fa freddo qualche ora prima alzo il riscaldamento in modo che la temperatura nello studio sia decente. Se si scatta in esterni e fa freddo preparo delle coperte e dei termos con il te’ caldo. Questo vale anche se avete scelto di pagare la modella, cercate di essere quanto meno cortesi…

• una cosa che mi hanno fatto notare e di cui  non mi rendevo conto: prima di uno shooting tendo a imbambolarmi, mentre penso a quello che sta per succedere e ripercorro le cose che voglio fare: come mettere le luci, in che ordine cambiare il set, che tipo di modificatori mi servono.

In genere entro in loop fino a quando non suona il campanello.

Il resto alla prossima puntata