Il flash
Posted: gennaio 13th, 2009 | Author: admin | Filed under: Senza categoria |Oggi mi e’ arrivato il mio SB800 nuovo di pacca. Mi ero detta che ci avrei giocato solo nel weekend, ma poi mi e’ arrivata una mail di Mauro che mi chiede un ghettotutorial sull’uso del flash.
Io sinceramente avrei aspettato a giocare con il mio SB800 nuovo di pacca, ma le coincidenze sono messaggi del Buon Signore che ci dicono che giocare con il flash e’ parte del suo imperscrutabile disegno. O almeno io l’ho interpretata cosi’.
Dunque.
Io ero una di quelle persone che se ne andava in giro dicendo che a me il flash faceva schifo, una di quelle che “ah, come la luce ambiente…”
Il problema e’ che per luce ambiente stiamo parlando di cose come:
- sole a picco alle 2 di pomeriggio d’estate
- neon tristissimi di quelli che solo a entrare in ufficio ti sale la tristezza e la voglia di impiccarti col filo del mouse
- luce ad effetto catacomba, di quelle che la macchina registra 10 secondi di esposizione a f1.8 e 1600 iso.
- festa di compleanno a casa di zio Carmelo, in cui se non si usa il flash non c’e’ verso di fare una foto che non sia mossa e non e’ il caso di usare un cavalletto e tenere le persone immobili per 5 secondi dicendo “no, ma non state cosi’, fate finta di fare festa!”
Ma il flash, diciamocelo: e’ brutto. Vengono in mente le classiche foto segnaletiche coi lineamenti slavati, gli occhi rossi e le espressioni da coniglio-selvatico-in-mezzo-alla-strada-che-sta-per-essere-investito
Poi un giorno ho scoperto che con il flash agganciato alla macchina fotografica si facevano foto come queste ed ho pensato che mi sfuggiva qualcosa.
Una tortuosa ricerca in rete mi ha portato a scoprire l’esistenza di una certa formula magica chiamata “bouncing flash”.
Ma andiamo per gradi.
Il modello per la dimostrazione di oggi e’ Brus Uilly, che indossa una parrucca che dovrebbe aiutarvi a capire da dove arriva la luce.
Per prima cosa, spariamo in faccia a Brus una bella flashata:

Non e’ certo una foto lusinghiera. La luce del flash e’ una luce fredda e sparandola in questo modo, ci sono delle zone bruciate e delle ombre molto scure.
Brus Uilly non ha dei lineamenti complessi, ma mi vengono in mente certe orribili ombre del naso o degli occhiali.

Per riassumere con uno dei miei patetici validissimi disegnini, questo e’ quello che succede

Quello che succede invece puntando il flash verso il soffitto, e’ che i raggi di luce rimbalzano e si diffondono. Immaginate la differenza che c’e’ tra fotografare qualcuno in una giornata di sole e in una giornata nuvolosa: contrariamente a quello che molti pensano, in una giornata nuvolosa e’ piu’ facile avere delle belle foto, perche’ non ci sono ombre dure sul viso. Questo perche’ le nuvole diffondono i raggi del sole e si comportano come se fossero una gigantesca softbox
Non staro’ a menarvela con la teoria sulla luce, ma avere una conoscenza minima di queste cose e’ utilissimo per fare foto. Quindi se vi capita, informatevi.
Quello che vi basta sapere e’ riassunto in questo dettagliatissimo diagramma:

Tornando al nostro Brus Uilly, facendo rimbalzare il flash sul soffitto, quello che otteniamo e’ questo:

c’e’ una certa differenza, non trovate? Come potete vedere dai riflessi sulla parrucca, e’ come se Brus fosse illuminato da una luce molto morbida che viene direttamente da sopra di lui. ed in effetto e’ cosi’.
Ma come si fa a “far rimbalzare” la luce del flash?

Quasi tutti i flash possono essere “orientati” in qualche modo. E non necessariamente solo sull’asse verticale: a volte puo’ essere utilissimo usare una parete per far rimbalzare la luce, oppure un pannello riflettente (tipo un grosso foglio di carta, la camicia bianca di qualcuno ecc ecc)
E se uno non ha una macchina con un flash fighissimo (l’ho gia’ detto che mi e’ arrivato un SB 800 nuovo di pacca?) come il mio?
Siete dei ghettofotografi, perdio!! Non potete gettare la spugna adesso.
La soluzione e’ banale: per le macchine fotografiche con un flash “pop up”, basta ritagliarsi un pezzo di carta e fissarlo al flash (gli elastici sono vostri amici): la luce viene riflessa dal foglio e sparata in alto, dove viene fatta rimbalzare una seconda volta e diffusa.

Ovviamente questi continui rimbalzi fanno diminuire la potenza della luce che arriva sul soggetto. Una soluzione e’ quella di costruire una superficie piu’ riflettente da infilare sotto il flash (qualcuno ha detto “cartoncino rivestito di domopack?”)
oppure di diminuire la distanza che la luce deve percorrere prima di essere rimbalzata una seconda volta e colpire il soggetto. Per farlo potete abbassare il soffitto, oppure costruirvi un soffitto portatile: i pannelli di polistirolo sono l’invenzione del secolo.
Sono leggerissimi e possono essere manovrati con la sinistra mentre con la destra fotografate.
L’alternativa e’ quella di recuperare un dispositivo attivato vocalmente (aka amico) che vi tenga il pannello dove volete voi.

Se la prima volta che provate vi viene una foto “umph” e’ normale: bisogna cercare di capire come funzionano le inclinazioni e non e’ facilissimo all’inizio. Dopo un po’ di esperimenti, pero’, dovreste cominciare a farvi un’idea piu’ precisa.
E per le compattine che non hanno nemmeno il flash pop-up?
Stessa cosa, solo che dovete fissare il pannellino sulla macchina con un po’ di scotch (quello delle fotocopie della 3M e’ perfetto perche’ non lascia residui)

E non e’ che funzioni meno: ad esempio qui vedete due foto scattate con la compattissima, senza il pannellino e con.

Ora.
A volte anche con flash meravigliosi e nuovi di pacca (tipo il mio SB 800) potrebbe essere un problema far rimbalzare la luce sul soffitto o sulle pareti, soprattutto se non sono bianche (provare per credere).
La soluzione che offre il mercato e’ vasta e varia (un esempio qui) ma siccome non ha senso spendere 30 euro per una cosa che ci si puo’ fare da soli con la roba che si ha in casa, esiste piu’ di una ghetto alternativa

questo e’ quello che uso io: assolutamente basico, ma funziona alla perfezione.
Trovate un sacco di tutorial interessanti a questo proposito (purtroppo in inglese) in giro per la rete:
a better bouncecard
(la versione un po’ geriatrica di art attack, ma spiega molto bene)
iper professional (quello che farei io se non fossi pigra)
variante
tutorial per costruire una softbox
Il passo successivo e’ quello di togliere il flash da sopra la macchina e spostarlo. A quel punto, leggetevi dalla prima all’ultima pagina strobist: e’ una miniera di informazioni preziosissime.










Ciao Sara…ho provato un pò di diffusori e “direzionatori di luce” made by myself e non sono malaccio…. inerente al flash ma meno all’ idea di ghettofotografia ti linko un bel video trovato su youtube che spiega la differenza tra softbox e ombrello…non è niente male e secondo me, anche se in inglese, è molto fruibile….magari non te ne frega niente però io te lo passo lo stesso
http://www.youtube.com/watch?v=RaebMg4oSeI&feature=related
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