Le virtù del lenzuolo bianco
Posted: maggio 31st, 2010 | Author: Bruko | Filed under: | 39 Comments »Se escludiamo la macchina fotografica, la scheda di memoria e le batterie, cosa dovreste sempre avere in borsa o nel bagagliaio della vostra auto?
Se avete cominciato ad elencare modelli di luci, cavalletti, secondi e terzi corpi macchina o roba del genere, discutiamone.
Io dico: un lenzuolo bianco.
Il lenzuolo bianco è un po’ l’equivalente dell’asciugamano di Douglas Adams, della forcina per mcGyver, del “little black dress” per ogni femmina o dell’esplosivo per quelli di Mythbusters.
Il lenzuolo bianco e’ economico (lo trovate a pochi euro al supermercato o lo rubate a vostra madre), occupa pochissimo spazio, è leggero e quindi non vi distrugge le spalle se dovete già trascinarvi in giro una borsa piena di roba e puo’ essere usato in moltissimi modi. Vediamone alcuni:
1) come sfondo
Il modo più ovvio a cui un giovane ghettofotografo arriva ad un lenzuolo bianco è in genere quando ha bisogno di avere uno sfondo bianco per le proprie foto ma non ha una parete bianca.
Per anni a Milano ho vissuto in un appartamento microscopico con pareti di tutti i colori o coperte da quadri/librerie/roba a caso.
Queste foto ad esempio sono tutte state scattate usando un lenzuolo bianco come sfondo.

Questa in particolare è stata scattata fissando il lenzuolo agli stipiti della porta e sparando dietro al lenzuolo dei faretti del brico da 500 watt

Con il tempo ho migliorato il parco luci e possedendo un SB600 e un SB800 ho cominciato a sperimentare e capire meglio come funzionasse la gestione separata del fondo e del soggetto.

A sinistra la foto risultato, a destra il set in cui e’ stata scattata: immaginatemi in piedi davanti alla sedia: in questo modo posso coprire con il corpo il flash puntato sullo sfondo.
Vorrei farvi notare la finezza estrema del cavalletto di fortuna che regge il pannellino riflettente. Adesso ho lo studio che trabocca di cavalletti da venti dollari, ma come vedete se avete una scopa, una sedia e del duct tape siete a cavallo.
2) come pannello riflettente
questa e’ banale, per carità, pero’ può essere utile avere un pannello riflettente di fortuna.
Potete attaccarlo ad una parete, chiedere a qualcuno di reggervelo, pinzarlo tra due cavalletti.
Una delle cose utili di quando si scattano foto in esterni, ad esempio, e’ stendere il lenzuolo ai piedi del soggetto per dare una leggerissima schiarita alle ombre.
Un esempio (ammetto di aver usato degli asciugamani bianci invece del lenzuolo, ma il principio e’ lo stesso) sono queste foto scattate nel mio terrazzo ieri mattina.

Il cielo era coperto e la luce abbastanza uniforme, pero’ mi trovavo comunque controluce, per cui avevo bisogno di schiarire un po’ le ombre.
La soluzione e’ stata quelle di appoggiare degli stracci bianchi sulla sedia che stavo usando come cavalletto: potete vedere il professionalissimo set QUI
3) come pannello diffusore
Scusate le foto di esempio superschifide, ma sono un po’ di fretta. Prendete il concetto, ignorate la facciazza da triglia.

Questa foto e’ scattata usando un faretto da 500 watt del brico posizionato a sinistra della macchina fotografica.
Il faretto non arriva altissimo e l’ombra del naso sulla guancia è davvero pessima. Cosi’ come non e’ gentile illuminare una donzella con una luce radente laterale, soprattutto se ha piu’ di 15 anni.

La seconda foto è scattata “stendendo” un lenzuolo tra due cavalletti davanti alla luce (a circa 40 cm di distanza. Occhio che lasciare roba infiammabile troppo vicino ai faretti non e’ l’idea del secolo. Credetemi sulla parola). Il risultato è simile a quello che si ottiene con un softbox

Se andate a guardare da vicino le catchlight, vedrete che si vede comunque il punto piu’ intenso al centro… ma per 15 euro complessivi forse non e’ cosi’ male.
Il lato negativo, ovviamente, è che mettere un lenzuolo davanti alla luce richiede di compensare per l’esposizione e quindi dovete avere la mano abbastanza ferma, una macchina che regge bene gli alti ISO o un cavalletto o un soggetto che sappia tenere la posa per il tempo necessario.
3b) per fare foto sotto il sole quando la luce e’ troppo dura
Il principio del pannello diffusore non si applica solo allo studio… anzi, il lenzuolo bianco diventa indispensabile in esterni quando decidete di scattare foto alle 2 del pomeriggio sotto un sole maiale.

La situazione è questa: niente di complicato. Il sole è alto, per cui se voglio scattare un primo piano posso evitare di preoccuparmi dell’ombra che si proietta sul muro… ma che dire delle ombre che l’arcata sopraccigliare proietta sui miei occhi? Ottimo design, visto che se il mio cranio non fosse progettato in questo modo probabilmente mi si brucerebbero le retine… pero’ gli occhi da procione sono una pessima idea per un ritratto.

Potremmo usare il lenzuolo come pannello riflettente per schiarire le luci, oppure…

oppure possiamo attaccare un lembo del lenzuolo alla ringhiera con il duct tape (sempre sia lodato) e poi pinzare a due cavalletti l’altro lembo per creare una specie di tettoia. Adesso io mi trovo all’ombra e il lenziolo si comporta come un softbox. Ma soprattutto impedisce che io mi trovi il sole costantemente negli occhi, per cui posso tenerli aperti senza soffrire.

4) come telo di protezione

Se state per fare foto con farina/acqua/roba polverosa/qualsiasi cosa possa sporcarvi il divano da 5000 euro o stroiarvi il computer, buttateci sopra un telo, soprattutto se non siete a casa vostra e non avere voglia di risarcire i padroni di casa.
Se state scattando in esterni d’estate, infilare l’attrezzatura sotto un lenzuolo bianco fara’ in modo che si scaldi di meno.
Se state viaggiando con le borse dell’attrezzatura sui sedili posteriori dell’auto, coprirli con un lenzuolo quando vi fermate in autogrill e’ una buona idea per non dare nell’occhio.
Se per qualsiasi motivo vi capita di dover infilare la macchina nel bagagliaio dell’auto invece che nella borsa imbottita, un lenzuolo bianco e’ grande abbastanza da permettervi di avvolgerla con uno strato di stoffa decente in modo da proteggerla almeno un po’ dagli urti. Cosi’ come se doveste infilare obiettivi nello zaino (e intendo uno zaino normale, non uno zaino apposta), usare il lenzuolo come imbottitura potrebbe evitarvi brutte sorprese.
5) per trasportare materiale
Avete mai spostato da soli un gazzillione di scatoloni pesantissimi? Il modo piu’ semplice di farlo e’ metterli sopra un vecchio lenzuolo e trascinarli. La vostra schiena vi ringrazierà.
Oppure state facendo un servizio fotografico all’aperto e avete paura che stia per mettersi a piovere? Stendete il lenzuolo per terra e usatelo per appoggiarci sopra i vestiti, la trousse per il trucco e tutte quelle cose che in genere si impiega un secondo a tirare fuori e mezz’ora a riordinare. Se comincia a piovere, unite tutti gli angoli, creando una specie di sacco e datevela a gambe. Funziona per gli ambulanti quando vedono i vigili, puo’ funzionare anche per me.
6) come cavalletto
Potete usare una superficie piana, come un tavolo o un muretto, per appoggiare la macchina fotografica se non avete un treppiede a disposizione. Ma se dovete fare degli autoscatti e usate una DSLR con un obiettivo un po’ lungo, l’obiettivo tende ad essere pesante e a far puntare la macchina fotografica verso il basso. Usate il lenzuolo appallottolato a dovere per creare spessore dove vi serve. (Nota: se siete in esterni ci sono anche altre soluzioni. Ma le vedremo quando continueremo i tutorial sull’attrezzatura avanzata parlando dei sacchetti di plastica)
Mi e’ capitato anche di usare in una situazione di emergenza un lenzuolo fatto penzolare da un cancello come una specie di mini-amaca per sostituire un cavalletto. Sembra pericoloso per la macchina, ma in realta’ è piu’ stabile che lasciarla sul bordo di un muretto… assicuratevi che sia ben fissato (dovreste tenere in borsa delle fascette di plastica. Altro strumento multifunzionale che qualsiasi ghettofotografo impara ad amare)

7) come vestito/ prop

Per farvi vedere cosa intendo, uso una foto dove viene usato un telo grigio, ma il principio dovrebbe essere chiaro.
Volete fotografare qualcuno con le spalle scoperte e questo qualcuno indossa una maglia a collo alto? A meno che la vostra modella non sia a proprio agio a starsene a petto nudo, un lenzuolo bianco puo’ risolvervi la situazione. Fissandolo sul retro con delle pinze o delle mollette, darete una libertà di movimento maggiore al vostro soggetto. Peraltro essendo bianco non lascerà ombre colorate sulla pelle e se anche se ne dovesse vedere un pezzo, difficilmente sarà altrettanto fastidioso che vedere una spallina del reggiseno infilata sotto l’ascella.
8 ) a pezzi, a strisce, ecc…
In caso di emergenza, potete sempre strappare facilmente a strisce il vostro lenzuolo per usarlo come corda di fortuna per legare roba. Oppure tagliarlo in pezzi piu’ piccoli da usare per ripulire un cavalletto sporco di grasso. Il vero ghettofotografo pero’ ha in macchina dello spago. Lo spago serve sempre.
Non dimenticate di commemorare l’eroismo del vostro amico lenzuolo usandolo come parte di una foto prima di liberarvene definitivamente…

9) come maschera di emergenza per halloween
bastano due buchi per gli occhi e sarete un perfetto fantasma! Scherzi a parte, se avete altri usi da suggerire per un lenzuolo bianco, non abbiate paura ad aggiungerli: io oggi sto facendo cento cose contemporaneamente e sicuramente ne ho dimenticata qualcuna.










Che bello, un ghettotutorial come ai vecchi tempi, con disegnini e foto esplicative
leggo e poi lascio un commento più utile
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eh, a volte ritornano
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Ho utilizzato un lenzuolo (non proprio bianco per la verità) per avvolgere un quadro che dovevo fotografare e proteggerlo da polveri e altri accidenti fino alla riconsegna; attaccato ai finestrini dell’auto per poter far fare un cambio d’abito ad una modella in tutta riservatezza.
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ottime aggiunte!!
Peraltro se si deve lavorare in uno studio senza una stanza separata per cambiarsi si puo’ “stendere” un lenzuolo tra due cavalletti e usarlo come paravento
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Letto. interessantissimo. Grazie per i preziosi consigli. Comprerò un lenzuolo bianco quanto prima (si, sono l’unica persona al mondo a non avere in casa un lenzuolo bianco)
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ikea ne ha a prezzi bassissimi, se non ricordo male.
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altro uso?
manca un flash per illuminarlo bene, e il lenzuolo è spiegazzato peggio di un fazzoletto?
beh, se usate un tempo lungo, basta scattare E muovere il lenzuolo
automaticamente diventerà uno sfondo soft, per effetto delle scie di movimento…
il flash è spompo? basta stare in ombra, e lasciare il lenzuolo tra noi e il sole… anche un flash da pochi NG a quel punto ce la fa:
http://www.fotoincollina.com/foto/foto.php?n=12
e poi il lenzuolo se lo metti sul divano protegge dai peli dei gatti
ah ma forse c’entra nulla
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ottimo!
Il fondo in movimento funziona meglio per gli still life che per i ritratti, ma e’ un’ottima aggiunta
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si chiaramente se è una persona risulta facilmente mossa
ma prova comunque concentrando i flash per la persona, rimarrà ovviamente una ghost trace di lei per il tempo lungo, muovendo leggermente la testa o sbattendo le palpebre
potrebbe non essere male l’effetto però… basta impostare un ritratto un po’ “onirico”
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ah beh, si’.
)
Con un flash sulla seconda tendina e una lunga esposizione puo’ funzionare.
Oppure fai Julia Margaret Cameron per un giorno
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eh certo
perchè combattere contro un limite tecnico? sfruttiamolo
ovvio che:
1) “ho solo un flash a fotocellula da NG15 e un lenzuolo spiegazzato”
2) “ho fatto un ritratto a esposizione lunga, flash di schiarita e una traccia fantasma di movimento, impostando una seconda tendina e un tempo di 2 secondi, praticamente una atmosfera onirica alla Cameron”
suona diverso
basta solo avere chiaro dove andare, poi che uno abbia un flash, due, dieci, oppure non abbia neanche la macchina fotografica ma solo una lattina vuota… beh questo non ha impedito di fare foto ad alcuni
è quello il grosso problema, lo ammetto
grandi cavalletti e flash possenti mascherano la cosa (in una simbologia freudiana) ma se sotto sotto senti che ti manca l’idea non ci puoi fare nulla
minc… ora la copio in un txt così al primo libro di aforismi la uso
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una volta ho fatto dello still life usando la luce buttata sui muri della stanza (bianchi, per fortuna) da due finestre e usando un paio di asciugamani bianchi perfettamente normali (viva Adams!) per schiarire le ombre. Per regolare le luci chiudevo parzialmente le persiane e per “orientarle” giravo il tavolo dove stavano gli oggetti da fotografare. Poi esponevo col treppiede (quello almeno ce l’avevo) perché i tempi erano diventati un po’ lunghetti. Vabbé, poi ho capito che era meglio comprarsi un paio di flash, che sono un filo più versatili delle finestre, ma da allora ho avuto grande rispetto per la ghettofotografia. Detto altrimenti: ho capito che per fare le foto spesso servono più le le idee che l’attrezzatura.
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“per fare le foto spesso servono più le le idee che l’attrezzatura”
Me la stampo e la incollo sul tro della mia Canon
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in effetti le finestre hanno questa fastidiosissima tendenza a stare ferme
Io comunque credo che la mentalità da ghetto fotografo, piu’ che servire solo per compensare il fatto di non avere l’attrezzatura che si vorrebbe avere, e’ utile per usare la propria attrezzatura (anche quella professionale) fino al limite e un po’ oltre.
Conosco gente che se non ha i propri flash o non e’ nel proprio studio, si rifiuta di scattare o lo fa lamentandosi delle condizioni avverse.
Le condizioni sono avverse solo se non sai come fare
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tra i vecchi operai metalmeccanici chi sapeva ottenere dalle macchine quel che potevano dare era considerato un buon operaio, ma chi sapeva fare cose che in teoria le macchine non avrebbero potuto fare era “un artista”. Che altro aggiungere?
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È uno dei tuoi migliori ghettotutorials secondo me, proprio come quelli “storici”, con schemi, foto, retroscena e ironia a secchiellate!! Io il lenzuolo ce l’ho già da un sacco (preso all’IKEA, economicissimo…), dove appoggio la macchina fotografica, anche se non ho ancora avuto il tempo di sperimentare. Però, diamine, mica avevo pensato a tutti questi intelligentissimi usi… Ah, quanta roba che devo imparare ancora…!
Grazie, grazie e ancora grazie!
BTW, sei sempre uno splendore, e l’ultima foto del post è probabilmente la mia preferita di sempre : ma quella parete di sfondo cos’è? Una cantina?
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aw… grazie!
Nell’ultima foto la parete dietro e’ quella coperta dal lenzuolo nella terza foto.
La mia casa di Milano era una topaia, ma io adoravo la texture delle pareti
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Ma che ficata! come direbbe il buon G.House col suo nuovo bastone fiammante! brava sara! tu ci ascolti! troppo troppo bello questo ghettotutorial!
grazie grazie grazie!
adesso spiegateci, solo a titolo informativo, non ne abbiamo davvero bisogno, ma siamo curiosi, che diavolo di materiale usate tu ed il tuo amico in studio per fare quella copertura/fondale alle spalle della ragazza sulle scale!
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ahahaha… e’ una parete
Francesco fotografa molti oggetti grandi, come moto, bici ecc e ha fatto costruire un limbo: tra i muri e tra il muro e il pavimento non c’e’ un angolo retto, ma una curva.
In questo modo non devi spostare l’oggetto tenendo la macchina fotografica parallela al fondale, ma puoi girarci attorno senza trovarti con linee da photoshoppare via in ogni singola foto…
la menata e’ che ogni tot devi farlo reimbiancare
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mi ha gasato.. anche io voglio farmi costruire un limbo!
eh infatti immaginavo il discorso dell’imbiancare, va beh, poco male, che sarà mai! bravi vi ammiro molto tutti e due! ma tu sei più pratica!
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è meglio dell’asciugamano della guida galattica
(insomma, me ne devo comprare uno al mercato. no, non ho un lenzuolo bianco.)
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bene o male il 90% delle mie lenzuola e’ colorato (visto che vengono tutte dall’IKEA)… pero’ fortunatamente quelle bianche costano persino meno
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Wow le foto con cui ti ho scoperto… fiike
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Improvvisare, adattarsi e raggiungere lo scopo.
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ommioddio, devo assolutamente riguardarlo tipo adesso.
Secondo me Gunny e’ sottovalutatissimo
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A momenti mi strangolo dalle risate quando arriva il mitico dialogo tra Gunny e il suo amico, altro vecchio marine, da sbronzi (si spera). Una roba tipo (vado a memoria):
- Che ci vuoi fare, siamo marines, abbiamo kerosene nelle vene e un bazooka al posto dell’uccello
- Sicuro, e abbbiamo anche tante altre belle qualità …
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impagabile Bruko…
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troppo gentile
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[...] e interessante ghettotutorial sull’uso di un semplice lenzuolo bianco da usare in molti modi: fondo, pannello riflettente, [...]
Ottimo tutorial, e per il nero?
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uh? in che senso?
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nel senso di utilizzare un telo casalingo per sfondi neri, come si fa?
Grazie
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devi solo fare attenzione a non illuminarlo.
Mi segno magari di farci un ghettotutorial quanto prima
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Bellissimo Sara! mi mancavano i tuoi ghettotutorial!!! e l’uso del lenzuolo verde come sfondo “chroma key”??? l’hai mai usato? io si una volta sola… ma devo riusarlo per forza!
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Io fortunatamente ho uno sfondo verde da usare a quello scopo, ma non amo molto il chroma key
Pero’ un lenzuolo va altrettanto bene… l’importante e’ che sia illuminato correttamente e che sia un bel verde brillante
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Utilissimo!
E poi sei un ottimo soggetto e sei fortissa XD
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come sempre impagabile
grazie!
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semplicemente grazie
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siiii… anche io quando vado a fare i matrimoni porto sempre un lenzuolo bianco e uno nero, e tanti colleghi mi prendevano x pazza… il nero è utile quando faccio ritratti alle spose con la luce della finestra e in casa loro ci sono sempre sfondi con credenze o vecchi poster di idoli dell’adolescenza… il biano tante volte l’ho usato x togliere brutti riflessi sulle auto o le bomboniere cromate…
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